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    Noi che, cinquant’anni fa…

    Prendo a prestito da Carlo Conti questa fatidica frase “Noi che…” ritornata di moda per ricordare il nostro passato; anch’io ho voglia di farlo, ricordando “Che noi, cinquant’anni fa” esortavamo le nostre donne di casa ad acquistare la “Cera Grey”, che si presentava con lo slogan: Con Cera Grey…lucidate, cantate e ballate; infatti per l’acquisto di una confezione davano in omaggio un disco a 45 giri di Arturo Testa o di Wilma De Angelis, di Don Marino Barreto Jr., di Flo Sandon’s, di Corrado Lojacono o di Aurelio Fierro. Il brodo a casa mia si faceva con carne (poca) e ossa (tante), ma alla domanda della Sig.ra di fronte (benestante) - Carletto cosa hai mangiato oggi ?; la mia risposta (furbetta) era sempre - uno squisito brodo Brueg, da leccarsi i baffi (di papà ovviamente). Tutto questo per convincere la dirimpettaia ad acquistare questo Brodo Brueg, che dava in omaggio, ogni 6 astucci, un disco a 45 giri con le canzoni: Tequila, Juke box, Lisbon antiqua, Magic moments. La pioggia cadrà etc., interpretate ovviamente da cantanti dilettanti; poi bastava recuperare gli astucci vuoti e il gioco era fatto.

    Noi che, cinquant’anni fa bidonavamo i furbi milanesi, che con pubblicità ingannevole, ci esortavano a contattarli allo scopo di rifilarci omaggi, omaggi e omaggi discografici; ebbene MAI e quando dico MAI, vuol dire MAI abbiamo pagato, oltre alla prima rata, qualsiasi cosa ci veniva spedito con pagamento rateale. Non ci credete? domandatelo alla “selezione dal reader’s digest”, se hanno mai ricevuto pagamenti completi per i famosi giradischi, col cambiadisco automatico venduti negli anni ‘60. In generale le condizioni per ricevere una fonovaligia in “Omaggio” erano quasi sempre uguali per tutte le ditte e cioè: ti iscrivevi al Club del disco, ti impegnavi a comprare degli LP su una scelta obbligata (ormai invendibili) per un periodo stabilito e la spazzatura la mandavano al Sud senza oneri aggiuntivi. Alcune Ditte, sempre di Milano, ti regalavano un “tot” di dischi Long Playing se acquistavi un giradischi “Complesso Europhon” a sole 14.700 lire oppure “Complesso Lesa”, qualitativamente meno scadente a 19.700 lire, sperando di realizzare la vendita di un giradischi e dischi all’effettivo valore dell’intero stock. L’unico vantaggio di queste fonovaligie era la faciltà di sostituzione della puntina (ronette) ad incastro manuale; tuttora ne posseggo un centinaio di pezzi disponibili per chi ne dovesse aver bisogno.

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    Dal “Buttafuori” a “Gran Gala”

    Luciano Rispoli, romano, 50 anni fa iniziò come presentatore del Buttafuori, un programma che selezionava dilettanti da far esordire nel programma di Delia Scala “Gran Gala”. Si racconta che: nello studio di via Asiago, alla fine della registrazione di una delle ultime trasmissioni di “Gran Gala”, Delia Scala si vide avvicinare da un bel giovanotto con la cravatta rossa, timido e imbarazzato e il fotografo di studio la invitò a farsi fotografare sola con l’altro presentatore. Quale presentatore? - domandò - Luciano Rispoli ancora più imbarazzato si fece avanti e la risposta fu: “Quello del Buttafuori”! Questa trasmissione ebbe un enorme successo, selezionando in ogni provincia d’Italia tantissimi dilettanti ad opera di Radiosquadre e Telesquadre.


    Alcuni partecipanti intrapresero l’attività di cantanti o di attori, come Sergio Magri, sassofonista e leader del complesso “Rio” di Padova, che si esibì ad Este, con un pezzo da lui composto; più tardi lo ritroveremo ne “I Delfini”, formatisi nel 1961 e con loro fino al 1966, quando decise di smettere con la musica e sostituito nel gruppo da Giorgio Castellani nel 1967. Con Sergio Magri si esibì come cantante Mirella Lorenzi che cantò “Guarda che luna”; in seguito incise per la Universal International Musica un 45 giri che riportava nella facciata A “Quella musica” e nella facciata B “Quelle Hawaii” (disco raro). Come aspirante attore vinse Alberto Terrani, con la lettura di un brano di Garcia Lorca. Ricordiamo la partecipazione ad Ariano Irpino di uno degli otto fratelli di Aurelio Fierro, incoraggiato dallo stesso, cantò guarda caso, “Lazzarella”. Il Buttafuori toccò trentasette province, ricordiamone alcune: Cento (Ferrara), Ariano Irpino (Avellino), Castrovillari (Cosenza), Este (Padova), Desenzano sul Garda (Brescia), Vigevano (Pavia), Tarquinia (Viterbo) e poi Palmi, Acireale, Rovereto, Cividale, Termini Imerese etc.

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    Il Musichiere 50 anni fa

    Sabato 5 dicembre 1959 Luciano Maysse, un giovane salernitano, vinceva il titolo di campione della più nota trasmissione televisiva dell’epoca, aggiudicandosi la notevole cifra di 800.000 lire e un viaggio premio in America, precisamente a Hollywood e a Disneyland. Luciano Maysse divenne un personaggio famoso in breve tempo e breve fu la durata del successo ottenuto al Musichiere, inciampando nel “motivo cigolato” della cassaforte, che per amnesia emotiva momentanea gli fece perdere la possibilità di proseguire come campione della famosa trasmissione musicale, condotta da Mario Riva. Luciano, mio fraterno amico, incise un disco per la Ricordi e fondò a Salerno “Disclan”, il più importante negozio di musica della Campania, tuttora gestito dai figli Mario ed Elisabetta.

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    Ryan Paris conquista l’America.

    Era il 1983 quando un bellissimo giovanotto romano (Fabio Roscioli) si presentò all’immenso pubblico delle discoteche col nome d’arte Ryan Paris interpretando il brano “Dolce Vita”, pubblicato dalla Discomagic, che in quel periodo gestiva l’intero mercato discografico della musica da discoteca in Italia. Un successo straordinario di vendite, che varcò i confini di tutto il mondo, piazzandosi al 5° posto anche nelle Hit inglesi (molto raro per un prodotto italiano), fruttandogli una doppia presenza come ospite nella famosa “Pop of the Tops”.

    Ora Ryan Paris affronta i paesi del Sudamerica con una lunga tournèe, che lo vedrà sicuramente protagonista nelle più importanti discoteche di Buenos Aires. Negli anni a seguire oltre al grande successo ottenuto come cantante, Ryan Paris fu scelto per interpretare anche ruoli importanti in films di successo, come “C’era una volta in America” con Robert De Niro; “The baby sitter” con Sidney Rome e Maria Schneider; “La bella Otero” con Angela Molina. Apparizioni teatrali in “Little City” (T. Wilder) e “The SS Process” (P.Weiss). Ha composto le musiche di famosi Spot: Coca Cola, Ferrero, Vespa, Adidas etc.. Ryan Paris raggiunse il primo posto in classifica con “Dolce Vita” in 50 paesi e fece altrettanto con l’altro suo grande successo “Fall in love”. A lui si sono interessate le più importanti riviste: Melody Maker, Bravo, Pop Corn, Face, Bilboard etc. La vendita del suo “Picapiedra Mix” ovvero “Flinstones Mix” gli valse in Spagna il disco di platino. Questi i titoli delle sue incisioni di maggior successo: Dolce Vita - Fall In Love - Around My Dream - Danza - L’italiano Mia Voce - Te Quiero Mas ….

    - L’italiano Mia Voce - Te Quiero Mas .

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    Saturazione di musica

    Il mondo musicale è saturo, non c’è più niente di nuovo da inventare, e la gente è disinteressata all’ascolto di musica. Mangereste dolci tutti i giorni se questi vi venissero offerti gratis? Penso che neanche i più golosi resisterebbero a questa attrazione per più di una settimana; ebbene, questo è quello che oggi avviene in campo musicale. Tutti hanno scaricato di tutto su CD, DVD, PEN DRIVE etc., ma senza MAI poter ascoltare il loro contenuto. Questo avviene per gli stessi collezionisti di vinili, che godono nel possedere un disco da collezione, pagato anche a caro prezzo, ma che mai e poi mai oserebbero deteriorare ascoltandolo.

    Contestando personalmente tutto questo mi diletto in vecchiaia ad ascoltare musica in mio possesso, per la quale non avevo mai prestato interesse…e ho scoperto che: La Mea Sud di Enrico Sorrentino di Napoli nel 1996 aveva pubblicato un CD solo musica dal titolo “Napoli…per chi si ama”. Davvero una gradevole sorpresa, 13 brani classici napoletani più 5 inediti (inseriti per favorire amici parolieri e musicisti). Gli arrangiamenti curati dal M° Enrico Iglio ed eseguiti da: Tony Iglio (Sax tenore), Gianni Aterrano (Piano), Claudio Riboulet (Mandolino), Maurizio Pica (Chitarra classica), Enrico Iglio (Tastiera), Francesca e Dora Sorrento (Coro) e Alex (Voce solista); risultato finale: un capolavoro, da ascoltare in poltrona. Continuando nell’ascolto di canzoni, son rimasto attratto da una canzone di Francesco Calabrese “‘E femmene ‘e Napule”, un pezzo molto bello, che come tante altre canzoni è passata inascoltata e finita nel dimenticatoio. Riflettevo sulla possibilità di farla incidere ad artisti affermati come Pino Daniele, che per prestigio personale non oserebbe mai prendere in considerazione una simile proposta. Personalmente invitai Renzo Arbore ad ascoltare la canzone napoletana “A chi vulite bene?”, incisa da Sergio Bruni e di riproporla con arrangiamenti moderni; per la verità prese in considerazione la cosa, quando notò che gli autori erano Pisano e Cioffi. Il brano si presta bene anche per il M° Bruno Venturini, che per sua (convinta) scelta personale si dedica all’interpretazione di soli classici napoletani già noti. Poco tempo fa sottoposi all’attenzione di Gino Santercole e Riz Samaritano il brano, poco noto, di Ray Charles 3/4 time (tempo 3 quarti), una bellissima ballata country blues, mai incisa in italiano…ma niente da fare. La mia è una presuntuosa follia, che per la verità in passato ha ottenuto concreti risultati insperati. Chissà che un giorno “stu fess”…

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    Le canzoni di Totò in CD

    Nel 1997 la Mercury pubblicò questo CD, curato da Vincenzo Mollica in collaborazione con diversi collezionisti (compreso l’indimenticabile Antonio Bosco), che gli concessero la disponibilità del proprio materiale; incisioni tratte da 78 giri abbastanza rare. Il CD in questione fu inserito in una collana economica e acquistabile per poco più di 5 euro. Canzoni incise per la Fonit Cetra, Durium, Emi Music e Cinevox Record srl.

    Alcune di queste canzoni non furono mai cantate e incise dallo stesso Totò, come Malafemmena ad esempio; molte di queste, contenute nel CD, sono tratte da film interpretati da Totò: 1) Malafemmena cantata da Giacomo Rondinella è stata incisa nel 1951 e successivamente da tutti i più grandi cantanti del mondo; 2) Le Lavandou cantata da Achille Togliani, è dedicata a un piccolo paese vicino Saint Tropez, dove Totò trascorreva le vacanze con Franca Faldini; 3) Scettico napoletano incisa da Nunzio Gallo nel 1961; 4) Piccerella Piccerè la canta Nino Taranto, molte volte spalla ideale di Totò in tanti film di successo; 5) Nemica è cantata da Roberto Murolo; 6) Con te, incisa da Natalino Otto e Licia Morosini, entrò in finalissima del IV Festival di Sanremo del 1954 ed in seguito incisa in spagnolo da Ernesto Bonino; 7) Nel paese dei balocchi, Totò (Pinocchio) la canta in coppia con Mario Castellani (Lucignolo), altra famosa spalla del grande comico; 8. Marcello (Il bello), composta da Giovannino D’Anzi e Michele Galdieri, sempre incisa nel 1943 come la precedente e cantata da Totò; 9) Core analfabeta cantata da Totò nel film Siamo uomini o caporali; 10) Miss, mia cara miss è tratta dal film “Totò a Parigi”; 11) La mazurka di Totò è tratta da “Totò le mokò”; 12) Geppina Gepi da “Risate di gioia”, interpretata da Totò e la grande Anna Magnani; 13) Veleno è il famoso twist che Totò accompagnato da “I Rokes” canta nel Film musicale con Rita Pavone “Rita, la figlia americana”; 14) La cammesella e la canzone “streap tease” che Totò interpreta con Fiorella Mari; 15) Il bel Ciccillo è tratta dal film Yvonne la nuit; 16) Nun si na femmina (titolo errato), tratta dal film “Totò terzo uomo”; (17) Margherita, brano di durata poco più di un minuto è incluso nel film “L’allegro fantasma”; 18) ‘A livella conclude questa antologia storica.

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    Ramiro, gigante buono.

    Ramiro gigante buono se non lo fate arrabbiare, infatti il “viso d’angelo” si trasforma in caso di bisogno. Prossimamente sarà presente in quel di S.Vincenzo con la nuova sede di Vigilanza S.V.A.T. Disponibile per servizi di controllo negozi e di protezione personale (Bodyguard).

    Lello Cirillo, Carlo Casale e Ramiro (Bodyguard)

    Lello Cirillo, Carlo Casale e Ramiro (Bodyguard)

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    I ragazzi della 1^ D

    Foto scolastica della 1^ D; Scuola Media Statale di Mercato S.Severino.
    Da sin.in alto: Pietro Carratù, Gallotto, Antonio Greco, Alfredo D’Amore, Sergio Zinno, Del Regno, Lucio Grimaldi, Elio Albano, Federico Perozziello; al centro da sin.: ? , ? , ? , ?, Fabio Figliolia, Federico Romei, Giuseppe Grimaldi, Carmine Pagano, Francesco Pisanti, Luigi Pinto; sotto seduti, da sin.: Elio Arminante, Michele Negri, Carlo Mari, Prof.sa Annamaria Ciancio, Senatore, Spadaro Emanuele, Luigi Del Pesce. Se identificate qualche alunno da me non menzionato, potete contattarmi.

    I ragazzi della prima D.

    I ragazzi della prima D.

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    Omaggio a Mario Landi

    Mario Landi, un uomo buono, lavoratore, onesto, mancato a gennaio di quest’anno, benvoluto da tutti quelli che l’hanno conosciuto. Desidero farlo ricordare per queste sue doti di padre affettivo, amico sempre disponibile. In questa foto scolastica della V Elementare, gentilmente concessami dalla figlia Marcella, Mario (2° da sinistra sotto) appare sorridente e felice con compagni di scuola a me molto noti, come: Gerardo Della Guardia, Elia De Chiara, Vincenzo Della Guardia, Ferdinando Sessa, Michele Delli Priscoli, Gerardo Salvati, Citro, Antonio Chiocchi, Silverio Napoli, Montella, Mario Delli Priscoli, Di Giacomo; tanti altri purtroppo non riesco a ricordarli. Per vedere la foto integralmente, cliccare sulla stessa. Se qualcuno riesce ad identificare quelli non menzionati, può contattarmi: contattami@carlocasale.it

    V Elementare (alunni nati dal 1939 al 1943).

    V Elementare (alunni nati dal 1939 al 1943).

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    Quelli che…ritornano.

    I sanseverinesi residenti all’estero, al Nord e al centro Italia, ogni tanto ritornano in paese, ma all’unanimità dichiarano che di nostalgico c’è poco o niente. Non hanno più i genitori in vita e i loro figli vivono e lavorano nella loro stessa città. Ovvio che nessuno ha più interesse a ritornare. Quando chiedono degli amici, la risposta ricorrente è ” purtroppo è mancato qualche anno fa”. Si fermano al negozio per richiedermi qualche bel disco introvabile - Carlo dammi qualcosa come sai tu - e poi via; un abbraccio e la promessa di rivederci (in salute) l’anno prossimo.

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