20 lire introvabili della Repubblica Italiana.

provaIl pezzo da 20 lire in bronzital, battuto per la prima volta nel 1955 e nel 1956 a titolo di  ‘’prova‘’, e messo ufficialmente in circolazione dal 1957, è da considerarsi una delle monete più interessanti (dopo le monete da 500 e da 1000 lire in argento) emessi dalla Repubblica italiana. Le altre monete da 100 e 50 lire in acmonital ;10 e 5 lire in italma  dovrebbero essere ritenute “comuni”, ad eccezione di alcuni soggetti, coniati a tiratura bassa e difficilmente reperibili da tempo.
Nel 1955 venne realizzata, sulla base di un progetto per un 20 lire in bronzital, una moneta – prova con contorno zigrinato che presentava sul diritto la figura di granchio e sotto ‘’MCMLIV’’; sul rovescio un ramo di quercia, il segno di zecca e la data,  senza peraltro l’indicazione del valore. Tale pezzo è considerato molto raro.
Questa moneta, come tante altre, è opera prestigiosa dello scultore Pietro Giampaoli.
La più ricercata dai collezionisti è quella datata 1956, riportante una “P” posta in una losanga sotto la data, ovviamente la P indica “Prova”.
Le caratteristiche principali sono rappresentate dal peso di 3,60 grammi, e un diametro di 21,3 mm., e un contorno zigrinato; il dritto presenta la dicitura “REPUBBLICA ITALIANA”, intorno alla figura di una testa muliebre, coronata di spighe a sinistra, in basso “GIAMPAOLI”; il rovescio presenta un ramo di quercia tra il valore L.20 e la data.
Dell’anno 1957 c’è un’emissione con zigrinatura più larga, e le cifre indicanti l’anno sono leggermente più sottili rispetto alle altre, con  variazioni grafiche tra il 5 e il 7.
Poca cosa, ma importante per i collezionisti.
Le prime emissioni di questa 20 lire, esattamente quelle del 1957, furono di poco superiore ai sessanta milioni di pezzi, pari a 1,2 miliardi di lire; nel 1958 di poco più di ottanta milioni di pezzi, per un valore di 1,6 miliardi; nel 1959 ne furono coniati poco più di quattro milioni di pezzi, per un valore di ottanta milioni.

Quest’ultima emissione fu oggetto di tesaurizzazione proprio per il fatto che ne furono immessi in circolazione minor quantità degli anni precedenti, creando nelle persone un’ingiustificata corsa alla ricerca e successiva conservazione; il risultato finale e futuro, fu quello di togliere, solamente spiccioli dalla circolazione; aggiungo una precisazione che a molti è sconosciuta, e cioè, che le monete per essere conservate per una futura valorizzazione devono essere in assoluto “fior di conio” e mai circolate.
Dopo il 1959, per il continuo aumento del prezzo del titanio (dovuto a continue richieste del settore aerospaziale), la Zecca Italiana decise la sospensione della coniazione del 20 lire in acmonital; durata ben otto anni.
Le autorità competenti, a questo punto, furono costrette a sostituire il titanio con il nichel.
Nel 1968 furono coniate pochi pezzi da 20 lire con la dicitura “prova”, ovviamente, inutile spiegare, che quelle monete furono distribuite fra il personale, che aveva contribuito alla realizzazione; tali monete, molto ricercate dai collezionisti, portano la dicitura PROVA sotto l’indicazione del valore, nel rovescio della suddetta.
Da quell’anno in poi furono coniati milioni di pezzi della nuova moneta;  ritenute quasi tutte comuni, ad eccezione di pochi esemplari recanti errori o affidate a sospette speculazioni di alcune ditte, che ne avevano prenotate ingenti quantitativi dell’anno 1970,  rendendo vana l’emissione del 1971, e la sospensione. Il valore di una rarità può raggiungere la cifra di mille euro.

Pin It

One thought on “20 lire introvabili della Repubblica Italiana.

  1. Ho una collezione di 450 lire di cui due rotoli della banca d Italia
    Desidererei sapere il valore orientativo grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *