63° FESTIVAL della canzone italiana di SANREMO 2013 Seconda parte.

Il famoso Teatro Ariston di Sanremo
Il Sessantatreesimo Festival della canzone italiana di Sanremo si svolgerà al Teatro Ariston di Sanremo dal 12 al 16 febbraio 2013, e sarà presentato dalla coppia collaudata e vincente: Fabio Fazio e Luciana Littizzetto.
Come già descritto nella prima parte, la manifestazione sanremese è uno “spettacolo” internazionale, infatti la Rai trasmetterà questo programma in Eurovisione.
Non avendo mezzi e possibilità di affidarmi a Società specializzate nei sondaggi, mi affido per un parere tecnico agli artisti che hanno vissuto, come cantanti o come autori, l’esperienza festivaliera di Sanremo. Pareri strettamente personali, di addetti ai lavori, che danno una visione di quel che era e quello che ritengono sarà la  prossima competizione canora.
Questi i vari pareri raccolti:
 Franco Jadanza.Franco Iadanza
Meglio conosciuto, discograficamente parlando, come Franco dei New Dada, in seguito con lo pseudonimo Luca D’Ammonio.
Con I New Dada, capitanati dal più celebre Maurizio Arcieri, ottenne notevoli successi di vendite con incisioni cover su etichetta Bluebell, in seguito da solista (1968).
Franco contattato mi ha dichiarato:
Caro Carlo,
Sanremo secondo me, è ormai sorpassato come evento e come interesse che suscita nel pubblico! Non l’ho mai considerato seriamente anche perché di serio ha sempre avuto ben poco! Oggi parlare di Sanremo, è un pò come evocare il Boom economico degli anni 60, storia vecchia e sepolta! Non saprei cosa altro aggiungere, credo di essere stato conciso ma esauriente, nel comunicare il mio pensiero a riguardo!
Un abbraccio
Franco Jadanza

 Pino D'angiò al Festival di SanremoPINO D’ANGIO
In passato , fino agli anni 80 o poco oltre , il festival di Sanremo era un fenomeno di costume e di mercato che influenzava la cultura e la vita italiana . Con la graduale scomparsa della discografia italiana intesa come mercato , fatturato e interesse da parte del pubblico … si è convertito in un fenomeno puramente televisivo senza alcun riscontro economico e sociale se non la pura kermesse in video . L’avvento di internet ha definitivamente affossato il festival come punto di riferimento del gusto e del mercato . Oggi è solo una ” scusa ” per mettere insieme uno spettacolo guardato da un pubblico che si interessa piu’ del gossip che delle canzoni . Le ultime 2 edizioni , guidate da Morandi , hanno tentato di ridare spessore alla manifestazione , ma nonostante la bravura del conduttore e degli organizzatori la formula , il valore e la stessa esistenza del festival sono da mettere in dubbio  .
Pino D’Angio’

Gerardo Carmine GargiuloGERARDO CARMINE GARGIULO
Caro Carlo, 
ti invio, come richiesto,  delle mie brevi riflessioni sul festival di Sanremo.

Sanremo,  il festival della canzone italiana ?   Mito o Tabù ?   Oggi  pare sia  diventato il sogno di ogni autore e cantante.  In giro,  in Tv  e  in  radio  si sentono ormai solo  le canzoni vecchie  di successo.  
 Ci sono ormai  davvero pochissime  occasioni  per  far ascoltare canzoni nuove, da quando anche il sabato sera è  preda  dei  “bambini canterini.”  Allora, dico io, lasciateci almeno  lo Zecchino d’oro !!!   Il festival di Sanremo,  a parte i  vari cantanti  sanremensi  “fissi “ ( Albano, Ricchi e Poveri , Peppino di Capri,  e  qualche outsider vincitore a sorpresa …  mi viene  in mente un certo …  Vergnaghi )    fino agli anni settanta era  stata anche una grande vetrina per lanciare alcuni grandi della canzone italiana  insieme  al  loro  innovativo   genere  musicale  ( come  Domenico Modugno , Luigi Tenco,  Lucio Dalla, Lucio Battisti, Rino Gaetano,).  Poi per molti anni  i grandi cantautori lo hanno del tutto  snobbato …  da qualche anno se n’è rivisto  qualcuno: Vecchioni, Branduardi,   Battiato  e Dalla  con il loro rispettivi  pupilli.   E poi parlano di big e di giovani … Anch’io, che  non sono nessuno ,  ci  sono andato molto vicino …  Resistono per il momento  De Gregori, Venditti , Guccini  ecc.

ma vedremo se  nei prossimi anni ,  età permettendo…  Quest’anno, com’era prevedibile,  se ne  vedranno  alcuni  decisamente  di sinistra :  Max Gazè,  Silvestri, Elio e le Storie Tese,  ecc.,  come   il presentatore  Fabio Fazio.   La categoria,  poi,  dei  big  e dei giovani quest’anno  è  davvero  un mistero  …    Anch’io, dopo la pubblicazione a settembre  del  nuovo Album “Miti e Tabù”,   ho provato  a parteciparvi  con due nuove canzoni , ma pare che delle canzoni non gliene importi niente a nessuno, non le ascoltano neppure …. il passaggio a Sanremo  è  finalizzato esclusivamente  alle serate …  e  gli impresari   pare proprio che  la facciano da padroni …   G. C. Gargiulo

           Mario Zelinotti al Festival di SanremoMARIO ZELINOTTI

Mio Caro CARLO,
Non so fino a che punto possa essere valido un mio parere sul Festival di Sanremo, comunque ti ringrazio di avermelo chiesto.
Secondo me, ora è rimasto solo il nome Sanremo; perchè il Festival lo fa la Rai, infatti il Comune di S.Remo non potendo più sostenere la spesa l’ha ceduto alla RAI, tanto è vero che non si vedono più neanche i fiori sul palco.
La Rai fa il festival solo per incamerare soldi dalla pubblicità e del Festival non le importa niente. Poi ci sono tante cose da rivedere, come per esempio: il Festival della canzone italiana dovrebbe premiare l’autore e non l’esecutore della canzone; però adesso sono tutti “cantautori”; inoltre non vedo giusto chi deve decidere se una canzone è valida o meno per Sanremo; secondo la mia esperienza vedo troppi cialtroni nel giro, troppa gente incompetente, e l’elenco sarebbe lungo, ma mi fermo qui, il resto che avalla la mia tesi è determinato dalla constatazione di invendibilità dei brani che restano definitivamente nel dimenticatoio, mai ascoltati e mai eseguiti da altri gruppi o cantanti; cosa questa che ai miei tempi destava molteplici interessi, vedi “Cuore matto”.
Colgo l’occasione per inviarti i miei saluti, e buon Festival
Ciao Mario Zelinotti
      Mario Tessuto al Festival del 1970MARIO TESSUTO

Ciao Carlo,
penso a Sanremo dei miei anni, quando la musica era quella scritta, arrangiata e cantata con l’anima.
La mia non è una contestazione, anche perchè non ti nascondo che l’anno scorso avevo un gran bel pezzo e ho tentato. I casi sono due: forse era bello solo per me?
Gli artisti sono troppi e sempre i soliti ?
Per concludere, oggi mi manca l’emozione di quei brani che ancora cantano i nostri figli e nei miei concerti qualcuno si asciuga le lacrime !
Cordiali saluti
Mario Tessuto
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