‘A malatia e ll’america

Copertina originale dei primi 45 giri di Nino Soprano.La predilezione per tutto quello che viene dall’estero dicesi “Esterofilia”. Da osservatore ho fatto caso che le mostre del disco in vinile da collezione sono frequentate da un buon 95% da giovani (e questo mi rende felice), che collezionano, il 50% musica straniera e l’altro 45% musica di vari generi; solo un 5% si dedica agli introvabili e costosi vinili napoletani degli anni ’60. Il fatto è dovuto alla scomparsa di collezionisti di veneranda età, impossibilitati a frequentarle per motivi di salute e molto probabilmente per motivi economici (l’acqua è poca e a papera nun galleggia).

Con pochi soldi e qualche omaggio da parte di amici sono entrato in possesso dei seguenti dischi a 45 giri: “Parlame” di Bertero – Bonassisi – Marini, cantata al 18° Festival di Napoli da “I Lord Thomas”, quartetto napoletano, composto da Pino Ardimento (bassista e cantante), Rosario Peluso (cantante-chitarrista), Ernesto Leombruno (batterista) e Antonio Ausilio (tastierista); nella facciata B “Muore un cuore” di Gallo – Visco – Barrucci; pubblicato a fine luglio ’70 su etichetta Boom Record, distribuito dalla Zeus. Del gruppo esistono altre incisioni, come “Lontano dagli occhi/Minema Moka”; dopo altre apparizioni in pubblico il gruppo si sciolse ed ognuno di loro proseguì in campo musicale da solista. Il 2° disco a 45 giri è “Dimane” di Cesare Verde e Mario Micillo, cantata da Nino Soprano e i 93 (la somma degli anni dei componenti il complesso) all’XI° Festival della canzone napoletana; nella facciata B “Capri”, etichetta Arcobaleno. Il terzo disco a 45 giri è una vera chicca (incedibile a qualsiasi prezzo) “I feel like i’m fixin’ to die” di Country Joe and The Fish, pubblicato da Vanguard Record nel 1967; nel retro “Rock and soul music” entrambi i pezzi composti da Country Joe Mc Donald. I musicisti in questo disco: Country Joe Mc Donald, Chicken Hirsh, Bruce Barthol, David Cohen e Barry Melton. Cacciavo da tempo questo disco per il fatto che il brano mi ricordava “E quatte ciucce” inciso per la Reprise da Lou Monte, rivisto in chiave moderna da Renzo Arbore, Peppino Brio etc.

Pin It

One thought on “‘A malatia e ll’america

  1. Ho conosciuto i Lord Thomas nel 1972, perchè Rosario Peluso era mio compagno di università, e così mi portava con lui ad ascoltare i loro concerti. I Lord Thomas hanno suonato regolarmente quasi tutti i fine settimana nei locali da ballo napoletani (quando ancora non girava la droga) sicuramente fino a tutto il 1974, poi ho perso di vista il mio amico Rosario. Il gruppo era molto quotato. All’epoca andavano di moda le “divise” ed anche il quartetto in questione le aveva, però ricordo che glie le rubarono in un locale a via Aniello Falcone, e da allora hanno suonato senza, con abiti normali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *