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    Ricetta di “rigatoni dell’ortolano di Vieste”

    Questa ricetta, a cura di Massimo Battipaglia, è facilissima da preparare in vacanza, economica e squisita. Ingredienti (per 6 persone): 2 zucchine, 3 melanzane, 2 peperoni (1 rosso e uno giallo, per dare colore al piatto); 600 gr. di rigatoni, 1 bustina di panna da cucina e provola affumicata a piacere.

    Preparazione: tagliare a cubetti piccoli le zucchine, le melanzane, i peperoni e friggerli a fuoco lento per 10 minuti circa, anche separatamente; infatti le zucchine, contenenti più acqua, hanno bisogno di un paio di minuti in più di cottura; quando tutto è pronto, versare in acqua bollente i rigatoni e appena cotti (al dente) scolarli e rimetterli nella pentola, sul fuoco lentissimo. Ora aggiungere le zucchine, i peperoni e le melanzane fritte precedentemente; mescolare insieme alla panna e la scamorza (in sostituzione anche provola affumicata) per un paio di minuti, così da amalgamare il tutto e…buon appetito.

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    Stessa spiaggia, stesso mare.

    Il 50% dei vacanzieri preferisce trascorrere le ferie sulla “Stessa spiaggia, stesso mare”, altri vanno alla scoperta di nuovi lidi e provare nuove avventure. Io da 35 anni a questa parte, famiglia permettendo, trascorro i miei pochi giorni di vacanze in quel di Acciaroli. Devo ammettere che la mitica canzone di Piero Focaccia “Stessa spiaggia, stesso mare” subisce delle varianti ogni anno. Troppa nostalgia pervade la mia mente dai numerosi ricordi in musica; ho la sensazione di riascoltare “Vamos a la playa” dei Righeira del 1983, sostituita da una vorticosa danza della spagnola Miranda nel 1999; neanche l’ombra di personaggi “Con le pinne, fucili ed occhiali” - Quando il mare è una tavola blù, sotto un cielo di mille colori ci tuffiamo con la testa all’ingiù - recitava il noto motivetto di Edoardo Vianello nel 1962. Andare al mare negli anni ‘60 non era per il solo piacere di stare freschi, ma un contorno fatto di relax sulla sdraio sotto l’ombrellone o sul canottino più piccolo del tuo corpo in mare; il piacere di leggere sul “Corriere dello sport” i falsi acquisti di Ferlaino e poi…la musica. Nico Fidenco con la sua voce vellutata ci masturbava l’anima e lo spirito con “Legata ad un granello di sabbia” nel 1961, canzone da oltre 1 milione di copie che la commissione esaminatrice (competente) bocciò al Festival di Sanremo; era così bella che la stessa Antonella Ruggiero dei Matia Bazar nel 2005, reinterpretandola non osò modificarne la melodia, inserendola nell’album “Big Band”; Nico Fidenco qualche anno dopo si adeguò ai nuovi ritmi incidendo “Con te sulla spiaggia”. Gino Paoli nel 1963 decise di farci assaporare il piacere del mare con “Sapore di sale”.


    I night di quegli anni erano il completamento della gioia di vivere le vacanze; “E la chiamano estate” ribadita da Bruno Martino con “Estate”, godibile nelle varie versioni di Mina, Mia Martini, Ornella Vanoni, Andrea Bocelli, Vinicio Capossela, tanto per citarne solo alcuni tra i più noti; Fred Bongusto offriva sogni in musica con “Una rotonda sul mare” e se per qualcuno la serata era troppo soporifera l’alternativa era Peppino Di Capri con “Let’s twist again” cover di Chubby Checker o l’italianizzata “St. Tropez twist”. Anche l’afa veniva resa sopportabile ascoltando “Cuando calienta el sol” dei Los Hermanos Rigual prima e degli italianissimi Los Marcellos Ferial, che bissarono poco dopo (1964) con “Sei diventata nera”. Anche la fine delle vacanze veniva annunciata in musica dai Righeira con “L’estate sta finendo” e rendeva meno traumatico il ritorno allo stress lavorativo. Tutto quello che ho raccontato è un luogo comune per molti della mia età, che per fortuna qualcosa da ricordare ancora hanno. Mi contraddica chi è in grado di indicarmi una sola canzone di successo degli ultimi 10 anni, che non sia ovviamente un arrangiamento di revival dell’epoca.
    Il cambio generazionale porta modernità, positiva o negativa è da verificare. Non credo che Lucio Battisti oggi avrebbe avuto l’ispirazione per comporre “Acqua azzurra acqua chiara” in riferimento al mare; probabilmente il marinaio con la pipa nel pubblicizzare il “Tonno Insuperabile” avrebbe detto “170 gr. di bontà in olio…del Golfo del Messico.

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    I New Trolls danno i numeri.

    Prendendo spunto da una canzone del 1964 cantata da Udo Jurgens “Peccato che sia finita così”, devo malinconicamente confermare quanto sta accadendo ai leggendari New Trolls. E’ proprio di qualche giorno fa la notizia che Riki Belloni ha reagito alla ricostituzione della vecchia formazione, ritenendo di potersi avvalere anch’egli del nome New Trolls a pieno titolo, in quanto componente di tale formazione nel periodo d’oro dei maggiori successi del gruppo. Molti hanno polemizzato, dividendo i giudizi a favore degli uni o dell’altro, dichiarando - stanno dando i numeri… e allora sviluppiamoli: 27 (la lite), 43 (anni di attività del gruppo), 76 (complesso musicale); da giocare sulla ruota di Genova e tutte; € 1,50 ambo e € 0,50 terno. Per la cronaca, i numeri dati la volta scorsa hanno realizzato 2 estratti sulla ruota di Firenze.

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    Numeri da giocare al lotto.

    Da oggi in poi cercherò di interpretare aneddoti o fatti curiosi estrapolandone numeri da giocare al lotto.
    La premessa che faccio è che se intendete fare una vincita milionaria, cambiate sito, se lo scopo di giocare al lotto con l’intenzione di “perdere” poco divertendoci, siete arrivati nel posto giusto. Il primo evento da interpretare cabalisticamente parlando è quello del polpo indovino Paul, che all’ultimo mondiale ha assegnato al vittoria finale alla Spagna, prevedendone la vittoria finale.


    I numeri: Il polpo (12) - La vittoria (71) - Il calcio (3). Come giocarli ? E su quale ruota? : Sulla ruota di Firenze, €1,50 ambo e €0,50 terno; per recuperare i soldi potete giocarli anche per tutte le ruote. Proviamo a farlo per 3 estrazioni e vediamo cosa succede.

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    Questi meridionali.

    Questi meridionali…. Al reparto alimentari di un supermercato milanese si presenta un omino, con l’inconfondibile aspetto da pignolo e piantagrane e chiede al commesso mezzo cocomero.”Un momento solo signore, devo farmi autorizzare dal responsabile. “Il commesso si avvia verso l’ufficio del Direttore senza accorgersi che il cliente gli sta alle spalle. Entra nell’ufficio del responsabile e prorompe: “Direttore, c’e’ un cretino di là che mi ha chiesto mezzo cocomero.”Cenni disperati del responsabile, che ha visto il presunto cretino in questione alle spalle del commesso.

    Il commesso si gira e, senza fare una piega, dice:”E poi ci sarebbe questo gentleman che sarebbe interessato a prendere l’altra metà. “Risolta la situazione, il responsabile e il commesso si ritrovano da soli nell’ufficio: “Giovanotto, - dice il direttore, - stava per combinare un bel disastro, ma non ho potuto fare a meno di ammirare la sua prontezza con cui ne è uscito fuori. Vorrei sapere qualcosa di più sul suo conto. Come si chiama? “Mi chiamo Lello Cirillo, signore, e vengo da Napoli, città di grandi calciatori e grandi mignotte. “Il direttore: “Mia moglie e’ di Napoli…” “Ah, si’? E in che ruolo gioca?”

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    21/12/2012 “La fine del mondo”

    Il 21/12/2012 è secondo il calendario delle popolazioni delle civiltà Maya la profetica “Fine del mondo”. Fortunatamente c’è chi come Riz Samaritano ironizza in musica su questo presunto “catastrofico disastro”, ritenendolo l’evento che più di tutti interesserà le varie ipotesi di errato calcolo per questa “profezia” che creerà ingiustificato allarmismo alle popolazioni di tutto il mondo.
    Riz Samaritano ha colto al volo questa “minaccia”, componendo un pezzo demenziale, interpretandolo col suo stile “hoarsely-soft” da night e che includerà nel CD di prossima pubblicazione. Questo il testo:
    21/12/2012 La fine del mondo o uno spot pubblicitario
    per ricordarvi che dovete morire;
    la vita mia è tutta un espediente,
    tirare mezzogiorno per la sera
    convivere un poco da pezzente
    la mia compagna è la sfiga più nera
    ma adesso voglio andare all’arrembaggio,
    comprarmi tutto il mondo rateando,
    è meglio forse una scadenza fissa
    nel giorno destinato pagherò……


    Riz Samaritano, pur essendo un torinese doc, iniziò la sua carriera artistica a Milano alla fine degli anni ‘50. Entrò in RAI di Corso Sempione a lavorare, non come artista, ma come generico e carrellista e fu lì che conobbe Fred Buscaglione, ispiratore della sua futura carriera artistica, diventandone suo erede naturale. Riz mi ha raccontato che quando Fred Buscaglione rimase vittima dell’incidente stradale, nel quale perse la vita nel febbraio del 1960, si recò sul luogo della disgrazia e prese dall’auto incidentata un pezzo vicino al finestrino anteriore, che con tanto amore tuttora conserva gelosamente in ricordo dell’amico. Ora era conosciuto da tutto l’ambiente di musicisti e con alcuni di loro formò il gruppo de “I 5 Marcellini”, nel quale militava Daniele Pace, futuro Squallor. A notare Riz Samaritano fu il M° Pino Piacentino, che gli fece incidere il primo 45 giri per la Combo di Mario Trevisan e Gorni Kramer; il disco recava sulla facciata A “Tango assassino” e nella facciata B “Cadavere spaziale”, quest’ultimo ripreso e riproposto in coppia con Elio e le storie tese nel 1993. Entrambi i brani scritti rispettivamente da Pino Piacentino e Ginestra, al secolo Pier Quinto Cariaggi. Riz racconta che “Cadavere spaziale” nacque da un sogno tormentato da incubi del M° Piero Trombetta, che si svegliava di soprassalto nel sonno; questo brano originariamente fu inciso da un altro gruppo senza ottenere il minimo successo. Si racconta che durante la registrazione del brano il chitarrista jazz Zuccheri, disgustato esclamò:” Nella mia vita di musicista non avevo mai ascoltato una boiata così grossa”: A volte le “boiate” ottengono consensi insperati e “Cadavere spaziale” fu l’inizio di una lunga serie di canzoni divertenti di successo incise da Riz Samaritano; desidero ricordarne alcuni titoli pubblicati all’inizio degli anni ‘60: “Ai romani piaceva la biga”, “Hanno rotto il cucù della Sofia”, “Ma che calze vuoi da me”, “Bernarda del mio cuore”, “Baciami il baffo sinistro” etc.

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    La musica che fa cagare.

    Tanti sono gli episodi da raccontare del periodo delle serate fatte col complessino, ma questa storia, ogni qualvolta la racconto, mi fa ridere al solo pensiero di quanto accaduto…
    Eravamo andati a suonare ad un matrimonio serale in provincia di Salerno, esattamente in una Cascina, un vero e proprio matrimonio rurale, tra una sosta e l’altra si mangiava di tutto e di più, e data l’occasione, si beveva anche troppo.
    Nel bel mezzo di un tango (s)figurato il bassista, di cui, per la privacy non riveleremo l’idendità, venne colpito da un forte ed irresistibile attacco diarroico, che ci costrinse a ridurre il brano musicale con un abile “ad libitum”. Il malcapitato lo chiameremo Carlo, che in fretta e furia schizzò fuori dal locale, sbottonandosi strada facendo, fino a raggiungere l’agognata meta tra le auto in sosta.
    Emettendo strani muggiti, misti di dolore e soddisfazione, godette nel liberarsi degli escrementi diarroici, causa dell’improvvisa sofferenza, accompagnando il tutto con assoli di tromba anale che in men che non si dica appestarono l’aria circostante. Persino le spighe di granturco, appena germogliate, si piegarono all’esalazione di una tale nube tossica umana.

    Ma tutto ad un tratto Carlo fu allertato dal sibilo prodotto dall’apertura manuale di un finestrino di una delle auto che lo affiancavano e dalla quale scorse la testa un omone che, con aria schifata, imprecò contro l’ignaro Carlo, il quale aveva, involontariamente, interrotto un amplesso occasionale, nel bel mezzo della carica d’assalto al fortino. Quest’ultimo senza scomporsi e mostrando il dito indice al malcapitato, a mò di cortesia chiese: ”scusate, tenesseve nu poche ‘e carte?”……
    La fine del mondo, Carlo fu costretto a scappare per i campi inseguito dall’energumeno imbestialito. Trovò riparo, per fortuna, arrampicandosi su una pianta di “cachi” e salvato dai componenti del gruppo allertati dalle grida minacciose del focoso bifolco.
    Il tutto, comunque, si risolse con una succulenta cena con prosciutto, fellato “a ponte ‘e curtielle”, provolone piccante con la lacrima, biscotti di grano duro e vino locale. Per gli sposi, una dedica musicale: “T’è piaciuta” e per gli invitati “Libiam nei lieti calici”, il classico brindisi tratto dalla “Traviata” di Giuseppe Verdi.

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    Ambo, Terno e Quaterna in musica.

    Dopo aver realizzato diversi ambi ed un terno con i numeri suggeriti da Sergio Bruni nella canzone “‘A quaterna” (5/7/31/48); da Van Wood, i Maxfania e Renato Carosone nella canzone “Ho giocato 3 numeri al lotto (25/60 e 38); ora ho scoperto, grazie all’amico Enzo De Paola questa bellissima quaterna da giocare, suggerita da Los Chakachas in “Rebecca el bingo” (12/31/89/67). Suggerimenti per come giocarli: sulla ruota di Napoli €1,50 ambo, €1,00 terno e €0,50 quaterna; per tutte € 4,00 ambo, € 2,50 terno, € 0,50 quaterna. Giocateli per tre estrazioni e in bocca al lupo.

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    Fred Buscaglione…curiosità e precisazioni.

    Il Coro dei 50 bambini romani che accompagnarono Fred Buscaglione nell’interpretazione della canzone “Whisky facile” nella trasmissione di Mario Riva “Il Musichiere” alla fine del 1959 non era quello dell’Antoniano di Bologna, diretto da M. Furgiuele, come riportato nella descrizione del libretto pubblicato dalla TiMa di Roma, ma trattavasi del Coro diretto dalla Maestra Renata Cortiglioni, nel quale militava la piccola Maria Luisa Prosperi, che tempo fa con una mail, gentilmente, mi chiarì l’equivoco. In quella trasmissione la valletta Brunella Tocci, colpita da una forte raucedine, assunse una “voce roca” e Fred prese lo spunto per scherzarci sopra, invitandola a non fargli concorrenza . Nella stessa trasmissione Fred Buscaglione scherzò pure col Maestro Gianni Ferrio, chiamato per l’occasione a sostituire Gorni Kramer, colpito da una fastidiosa influenza, dopo aver partecipato ad Oxford alla prima della rivista “Buonanotte Bettina”.

    Dopo quella trasmissione, nella quale Fred appariva molto commosso ed emozionato per il coro dei bambini, che l’esortavano a smettere con l’alcool, aveva deciso di dedicare alcuni brani del suo repertorio da “duro” ai ragazzi. Purtroppo di quel progetto la sola testimonianza rimase “La ninna nanna del duro”. Per la cronaca Brunella Tocci era la Miss Italia del 1955, divenuta in seguito un’importante giornalista, conduttrice televisiva e scrittrice. Altra curiosità da svelare è la presenza nello “Studio 1″ di una bionda e graziosa ragazza di 17 anni che stava effettuando il provino di valletta, paternamente consigliata da Mario Riva; lei era Serenella Taccari di Palermo ed aveva iniziato come indossatrice a Roma. Ultima curiosità: Fred Buscaglione era costretto dai produttori a farsi riprendere sempre con belle ragazze (bambole), sigaro e l’immancabile bicchiere di whisky per dare l’immagine del gangster “duro”.

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    Rosa Casale detta “Rusina ‘a scambesta”

    Rosa Casale, meglio conosciuta come “Rusina ‘a scambesta” è stata un personaggio sanseverinese amata e benvoluta da tutta la popolazione per la sua naturale “verve”. Eccezionale nel fare previsioni con la lettura delle carte; non accettava soldi da nessuno, ma solo: sigarette (che fumava di nascosto), zucchero e caffè. Prevedeva al 100% l’arrivo di una lettera (Ennio il postino, genero di Rusina le anticipava le consegne del giorno dopo). Ricordo che una volta le portai a conoscere personalmente Bruno Venturini, suo cantante preferito; dopo averlo salutato affettuosamente gli accennò la canzone “Zappatore”, immedesimandosi nella parte del padre che ordinava al figlio avvocato: “Addenocchiate e vasame sti mmane”; puntualmente variò in “Addenocchiate e vasame stu c….”. Venturini rise a crepapelle e io stavo morendo.

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