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    Valerio Liboni batte Nico Di Palo “2 a 1″

    Ho inventato un nuovo passatempo, sempre inerente la musica, il “Lottomacchina”. Come si gioca? E’ molto semplice: si cercano su Google foto di auto d’epoca appartenute ai cantanti, prendere i numeri di targa e giocateli al lotto. Io ho giocato la targa dell’auto d’epoca di Valerio Liboni (I Nuovi Angeli) e quella di Nico Di Palo (New Trolls), puntando solo 1 euro sull’ambo; ebbene, con la targa di Valerio Liboni (25/14/58) ho realizzato 2 ambi, mentre con quella di Nico Di Palo ho realizzato 1 ambo, giocati su “tutte”, vincendo in totale € 23,50. Ovviamente la cifra sarebbe stata più congrua se realizzati sulla ruota di Genova per Di Palo e Torino per Liboni. Spezzo una lancia a favore di Nico confessando che con la sua targa nelle estrazioni precedenti avevo realizzato diversi ambi, realizzando qualche soldino in più. Qui di seguito le foto con le targhe fortunate, l’estrazione e i biglietti vincenti. Provate e… ” buona fortuna a tutti”.

    Campanile sera

    Campanile sera era il titolo di un programma televisivo andato in onda la prima volta il 5 novembre 1959 sul Programma Nazionale (rete unica) della Rai. Veniva trasmesso il giovedì sera alle ore 21 ed era condotto da Mike Bongiorno, Renato Tagliani ed Enzo Tortora. Il programma ebbe un successo straordinario, dovuto anche al fatto che il pubblico dell’epoca era obbligato a seguire quell’unico programma, senza la possibilità di alternativa. Venne trasmesso per oltre cento puntate fino al 2 ottobre 1962. Trattavasi di un gioco a squadre tra Comuni di notevole importanza. Campanile sera diede origine a “Giochi senza frontiere”, che andò in onda per la prima volta nel 1965 e proseguì ininterrottamente fino al 1982; dopo una sospensione di alcuni anni, il programma riprese nel 1988 e andò avanti fino al 1999. Ho scelto le immagini di 6 cittadine partecipanti al gioco, del periodo 1960: Acireale (Catania), Bondeno (Ferrara), Casale Monferrato (Alessandria), Manfredonia (Foggia), Marino (Roma) e Volterra (Pisa).

    Se qualcuno riconosce nelle foto un amico, un familiare, un parente e desidera ricevere il Radiocorriere TV “originale” d’epoca può contattarmi e sarò ben lieto di racapitarlo agli interessati.

    “Carmela” cantata da Tony Bruni e Sergio Bruni

    Questo che sto per raccontarvi è un aneddoto musicale del 1994. In un incontro di lavoro avuto col Sig. Enzo Esposito, titolare con i F.lli della Storica Casa Discografica napoletana “Phonotype Record S.r.l.”, chiesi: “Come mai non avete pubblicato una compilation in CD di Sergio Bruni col brano Carmela”?; non è nostro – fu la risposta – ma abbiamo in catalogo la versione cantata da Tony Bruni. A quella risposta, nella mia mente balenò l’idea che si potesse realizzare un CD, col titolo “Carmela”, alternando gli interpreti Tony Bruni e Sergio Bruni, in modo tale da creare un “equivoco” ma non una pubblicità ingannevole, che ci permettesse di soddisfare le tantissime richieste di mercato.


    Preciso comunque, che in quel periodo non era reperibile nessun CD di Sergio Bruni contenente il brano “Carmela”; il brano infatti era contenuto nell’LP Levate ‘a maschera Pulicenella (1975) e che fino a quel momento nessuno si era deciso a ristamparlo. Il tutto fu realizzato in men che non si dica; in fretta e furia portai una foto di mia moglie, già pubblicata sul CD “Viva gli sposi” (realizzato con l’amico fraterno Gigino Varriale) da un ritrattista di Cava Dei Tirreni: Russo (presentatomi da Bruno Venturini), che trasformò la “sposa” in una bella popolana napoletana, che appare in copertina. Il CD è tuttora in catalogo, ma con una nuova veste grafica, realizzata il 23 dicembre del 2009.

    Il Santo Rosario

    Non potevo immaginare, neanche lontanamente, che si potesse commercializzare “Il Santo Rosario” in CD. Sono stato sempre convinto che si potessero mettere in commercio dischi in vinile, musicassette e CD di Canti Religiosi, ma mai che si potesse editare il “Santo Rosario” su supporti discografici. La cosa la trovo tanto sbalorditiva, quanto geniale; infatti la motivazione per una persona inferma, potrebbe essere quella, che non potendosi recare personalmente in Chiesa, con questo sistema può recitare “I Misteri gaudiosi, i Misteri luminosi, i Misteri dolorosi e i Misteri gloriosi” del Santo Rosario adempiendo al desiderio della Preghiera.

    Nell’effettuare ricerche di tali incisioni, la mia meraviglia è stata quella di constatarne decine e decine di pubblicazioni, da parte delle Edizioni Paoline e delle associazioni cattoliche di tutto il mondo. Io ero a conoscenza di tantissimi brani musicali esortanti alla preghiera, come: “Pregherò” cantata da Adriano Celentano, cover del successo di Ben E. King “Stand by me”; “Smisurata preghiera” di Fabrizio De Andrè; “Prega Dio”, brano rap di Gotik; “Preghiera” de I Cugini di Campagna; “The Prayer” cantata da Andrea Bocelli & Heather Headley; “My prayer” dei Platters e di Roy Orbison; “Lassù qualcuno mi ama” nella duplice versione cantata dall’autore, Emilio (Campassi) e i Canaris per la Europlay e da Gianni Rock (Massimo Ranieri) per la Zeus Record, ma che si potesse incidere su CD “Il Santo Rosario”, non mi era mai passato per l’anticamera del cervello. Ora sono sicuro di ricevere tantissime richieste di persone che desiderano entrarne in possesso; allora come fare?…semplice!
    Rivolgersi ai punti vendita da me citati, altrimenti provvederò personalmente ad inviarlo “gratis” a tutti quelli che me ne faranno richiesta; ovviamente recuperando le spese “reali” di spedizione a mezzo corriere espresso assicurato e le spese della realizzazione (supporti/box doppio/copertine a colori), in totale € 8,90. Se qualcuno deciderà di inviare qualche euro in più, la somma realizzata sarà devoluta in beneficenza alla “Casa del Divino Amore” di Copersito Cilento, a favore degli anziani, ospiti della struttura. Per correttezza elencherò, anche col solo nome o sigla, tutti i benefattori.

    Italia povera o povera Italia.

    Quando le cose non vanno per il verso giusto, puntualmente sentiamo dire: “Si stava meglio, quando si stava peggio”. Evidentemente il riferimento è da attribuire al fatto che ci si accontentava di quello che la vita offriva, rappresentato “dal necessario” per la sopravvivenza. In effetti, “il necessario” era un pasto regolare giornaliero, una partita a carte, quattro calci ad un superflex, ‘nu cafè e …’a salute.

    Tutto questo faceva parte di un’Italia, definita povera. Oggi i bisogni (non fabbisogni) sono tanti e l’insoddisfazione generale viene esercitata con un continuo, ingiustificato “lamento”. Troppe tasse – dichiarano alcuni, di questo passo ci ritroveremo tutti con una mano avanti e una dietro; tutto aumenta e tirare avanti è diventato molto difficile. In parte è vero, ma quello che manca è un esame di coscienza approfondito, che ben meditato potrebbe portare a risolvere tantissimi problemi. Ho notato che in televisione, per fare audience, si è “costretti” a parlare di Berlusconi, delle sue “presunte” performance di amatore e del “bunga bunga” (termine coniato per l’occasione); ricordo che Raffaella Carrà lanciò il “Tuca tuca”, che pressappoco indicava la stessa cosa o quasi. Quando non si parla del Presidente, gli unici argomenti alternativi sono: omicidi irrisolvibili, terremoti e disgrazie in genere. Si parlasse mai del “gratta e vinci”, del “calcioscommesse”, di tutto quello insomma, che impoverisce questa nazione. Desidero raccontarvi un paradosso, del quale sono stato testimone. Una signora, uscita da una ricevitoria locale, imprecava per una mancata vincita, dopo aver speso diverse decine di euro; l’ho rincontrata dopo poco in un negozio di alimentari, e gridava minacciando il gestore perchè le aveva addebitato 5 cent. sullo scontrino, per l’utilizzo di una busta di plastica riciclabile. Oggi nessuno è disposto a rinunciare alle vacanze estive, al ristorante, al gioco, ‘o sfizio in generale e quando questo non è possibile ” ‘a colpa è…e Berluscon”……..povera Italia.

    Arriva la banda

    Banda musicale è sinonimo di festa. Da bambino ho avuto sempre un debole per la musica eseguita da bande alle feste patronali; puntualmente mi trovavo con i miei coetanei in prima fila ad ogni ricorrenza religiosa o commemorativa a dirigere (simbolicamente parlando) la banda di Bracigliano, la più nota nella zona. Tale passione mi ha accompagnato per il resto della mia vita musicale.

    Aprivo il negozio la mattina con “Our director” ed effettuavo la chiusura con “American patrol”. Le marce erano eseguite da una banda americana, condotta da Henry Mancini; LP che dovetti cedere a malincuore, per assillante e cortese insistenza, ad un amico, pattuendo l’utilizzo da parte mia del disco, nel caso non avessi avuto modo di reperirlo. In seguito ho trovato tantissimi LP di Marce, ma questo citato…mai; per fortuna riuscii a ritrovarlo in CD dopo decenni e lo ritengo, senza dubbio alcuno, il disco più emozionante e che più mi appassiona. 50 anni fa, Selezione dal Reader’s Digest, propose in abbinamento al mensile, 5 dischi LP su licenza delle Case discografiche: Ardee, BMG Ricordi, Corelia, Déesse, Emi, Musidisc, Polygram e Turicaphon, che puntualmente comprai, contenenti le più belle marce e brani di musica classica, eseguiti dalle bande militari di tutto il mondo. Di questi 5 CD ne ho compilato 1, selezionando i brani più noti e a mio giudizio (strettamente personale) i più belli. Articolo dedicato a Giovanni Vito.

    Mario Cirillo “piccolino”

    Sembra un paradosso usare per Mario Cirillo (Chef) il termine “piccolino”; lui che quasi mai in 50 anni (li compirà il 13 aprile 2011) è sceso sotto il quintale e mezzo. Mio nipote Mario, figlio di mia sorella Nunzia (buonanima) è stato sempre una buona forchetta, basti pensare che al mattino, prima di andare a scuola, si faceva riscaldare, tempo permettendo, 3/4 “sasicchie e vruocchele” (per i napoletani “sasicce ‘e friarielli”) della sera precedente (quando rimanevano), come prima colazione. A parte, nella cartella, si faceva preparare una pagnotta con un paio di “braciole” (per i leghisti “involtini”) e patate fritte, per evitare un collasso da fame a metà giornata. Desidero dedicargli questo piccolo spazio, con foto d’epoca, di quando ancora “piccolino” già veniva denominato “Mario ‘o chiattone”.

    Vincitore per 2 edizioni della manifestazione “Mister Ciccione”, che si tiene ogni anno in quel di Forcoli. Ha partecipato a diverse edizioni, come ospite, della “Vita in diretta”; a “Ciao Darwin” condotta da Paolo Bonolis e una indimenticabile apparizione nel film di Massimo Ceccherini “La mia vita a stelle e strisce” nel 2003. Esperto lottologo e competentissimo di ippica. Modello per l’abbigliamento “taglie forti Emanuel”, lo vediamo spesso su gigantografie pubblicitarie nella Capitale. Il suo forte rimane sempre l’arte “culinaria”, passione e professione che esercita da oltre 35 anni; a lui si affidano in tanti, per particolari buffet cerimoniali, sicuri di ottenere risultati prestigiosi. Mio nipote Mario, da sempre impegnato nel volontariato, è un uomo “grosso” con un cuore “grande”.

    Tony Pedozzi e “Il Punto”

    Questo compact disc contiene covers di grandi successi, interpretate da Tony Pedozzi, al secolo Antonio Pedozzi. Il nome d’arte è inventato, ma il personaggio che sto per descrivere è reale e forse più giusto bisognerebbe dire Reale, con la R maiuscola. Antonio Pedozzi, da sempre imp(r)egnato nella musica, ha coltivato da sempre un sogno: cantare. Per la verità questo lo ha sempre fatto, però non è mai riuscito a incidere su disco le sue splendide performance canore.

    Quando l’ho conosciuto, ovviamente a manifestazioni discografiche per collezionisti, non mi ha mai fatto un minimo accenno di questa sua qualità (nascosta) di cantante, che per puro caso ho scoperto navigando su you tube, rimanendo esterrefatto, non tanto per aver scoperto Antonio Pedozzi “cantante”, ma piuttosto per la splendida voce. Nella sua biografia scopro la collaborazione con alcuni gruppi, formatisi nella meta’ degli anni settanta, quasi tutti della zona di Napoli centro. Formò il suo primo gruppo, un trio nel 1972, con Fabio Barisani alle tasiere, Antonio Basile alla batteria e Tony chitarra e canto. Il loro genere si rifaceva al sound delle “Orme”, ma ben presto cambiarono genere e nome; infatti la nuova formazione, “Il Punto”, era così costituita: Franco Casertano alle tastiere, Carmine Nunziato al basso, Gennaro Panza alla chitarra solista e cori, mentre alla batteria si alternavano Antonio Basile e Pasquale Giuliano, secondo le occasioni e la disponibilità del momento. Tantissime le serate fatte nei night di Posillipo, Vomero e del Litorale Domizio, prevalentemente nel periodo estivo. Non rinunciarono mai ad esibirsi a feste di compleanni, battesimi, comunioni e matrimoni che in tantissimi ne facevano espressa richiesta. Negli anni ’80 diedero il loro apporto come gruppo di spalla a molti artisti dell’epoca, sia italiani che napoletani. I complessi in quel periodo erano tantissimi e non tutti ebbero la possibilità di testimoniare le loro artistiche qualità canore con l’incisione di un disco; oggi, io spero, di poter rendere giustizia, almeno per uno dei tanti, compilando in questo primo CD “virtuale”, cioè inesistente in commercio, le esibizioni più famose di Tony Pedozzi e Il Punto, inserendo 24 brani (12 cantati in versione originale e 12 interpretate da Tony Pedozzi), che regalerò all’amico Antonio Pedozzi alla prossima mostra del disco da collezione, che si terrà a Penta di Fisciano il 17 aprile, in onore dell’amico Antonio Bosco, mancato il 10 aprile dello scorso anno.

    A caval donato non si guarda in bocca.

    Il proverbio “A caval donato non si guarda in bocca”, ci esorta ad apprezzare sempre un regalo ricevuto, anche se di scarso valore o che non soddisfa un nostro desiderio. Questo modo di dire viene fuori dall’apprezzamento che si fa ad un cavallo, non tanto per la sua età, ma per lo “stato” della propria dentatura. Lo “stato” quindi è riferito al “pensiero” che la persona donante ha avuto nei confronti del ricevente. La citazione di questo noto proverbio è collegata a una battuta fatta da un collezionista di musica ad una mostra del disco per una diversità di vedute sulla quantificazione del giusto prezzo dei CD in commercio. Si parlava, infatti, di un CD del cantante Mimmo Cavallo, messo in vendita dalla Wea-CGD al prezzo “regalo” di € 5,50, prodotto difficile da reperire e che poteva benissimo trovare collocazione in una serie budget-line a 10 €; prezzo unico, ritenuto valido per tutti i CD musicali, auspicato fortemente da tutti i collezionisti di musica. Fu così che parlando del famoso cantante tarantino Cavallo e ritenendo quel prezzo un regalo, venne fuori la battuta: “A Caval donato non si guarda in…tasca”.

    Oggi si parla tanto della crisi nel settore discografico, ma nessuno ha intuito la possibilità di far rivivere questo mercato ristampando in CD, matrici ritenute ingiustamente obsolete, ma richiestissime dagli appassionati. Questa è una personale valutazione, risultante da ricerche di mercato, effettuate personalmente nei mercatini dell’usato; prova ne è il fatto che per avere una copia (masterizzata) di un CD di Mimmo Cavallo Vol.2, inesistente nel mercato discografico ufficiale, ho dovuto scambiarla con 30 dischi a 45 giri personali. Ovviamente, chi scrive conosce perfettamente le difficoltà d’investimento nel settore, ma presuntuosamente ritiene di conoscere anche i prodotti molto richiesti sul mercato. Questi i dischi, in versione originale d’epoca, introvabili e richiestissimi in CD: Franco D’Ischia e i suoi Pescatori, I 4 Loris, Vito Russo e i 4 Conny, I Gatti Neri, I Campanino, I Mattatori, I Gatti Rossi di Gino Paoli, I Campioni, Trio Convers, I Pipistrelli, I Fantoms etc.

    Le “Gemelle Kessler”

    Alice ed Ellen, ovvero le “Gemelle Kessler”, cambiarono l’Italia bigotta degli anni ’60, che per una frase equivoca o a doppio senso, faceva censurare interi programmi televisivi. Queste due tedescone: alte, bionde, belle, con due gambe da far girare la testa all’intero pubblico maschile di tutte le età, rivoluzionarono i PALInsesti televisivi. Nel gennaio del 1961 apparvero per la prima volta sul “tubo” catodico in Italia, nel programma “Giardino d’inverno”, ballando coreografie di Don Lurio, accompagnate dall’orchestra di Bruno Canfora, interpretando “Concertino” cover del successo del Quartetto Cetra di qualche anno prima e “Pollo e champagne”. La censura infierì persino sul testo della canzone “La notte è piccola”… per noi, troppo piccolina; chiedendo – piccola per fare cosa? -. Ricordo che al bar noi giovincelli spostammo le nostre discussioni sportive dall’abilità delle gambe dei calciatori alle “cosce” delle Kessler, con battute ancora oggi irripetibili. Ricordo perfettamente il Carosello che sponsorizzava una famosa marca di calze, nel quale cantavano un loro successo e da dietro arrivava Don Lurio che in scivolata veniva inquadrato tra le gambe delle Gemelle Kessler e una voce fuori campo sussurrava: “Con OMSA… che gambe!”.

    Divertentissimi ed indimenticabili gli sketch televisivi con Raimondo Vianello, nell’interpretazione del brano “Sotto la pioggia” del 1969, nonchè quello con Alberto Sordi. Mio padre Alfonso (buonanima) all’apparire delle “Gemelle” tentava di trattenersi in presenza di mia madre, ma puntualmente si tradiva all’alzata stellare delle gambe stratosferiche delle Kessler, quasi volessero colpirlo, con principio di soffocamento per ingestione di metà del “bocchino” che usava solitamente per fumare le “nazionali” senza filtro, oltre allo spargimento della cenere che accumulava senza mai depositarla nel posacenere, tanto era concentrato sulle “colonne” di Ercole. I dirigenti Rai per evitare tagli o sospensioni cercarono di limitarne il piacere visivo erotico, obbligandole ad indossare calzamaglie nere, che secondo il mio modesto avviso aumentò la “dilatazione” del fondo oculare degli spettatori e non solo “quello”. Era iniziato da poco il “miracolo” economico ed oltre all’aumento delle autovetture e degli elettrodomestici, ci fu, in particolar modo, una folle corsa all’acquisto di televisori in bianco e nero. Una “grossa” ripresa si ebbe anche nel settore ortofrutticolo. Specialmente per gli ortaggi si dovette prendere atto del forte consumo di fave, piselli, cetrioli, carote nonchè una notevole “spinta” sulle patate, di meno sui “finocchi”. Alle “Gemelle Alice ed Ellen Kessler”, donne dall’eterna giovinezza, desidero dedicare, in questo personale spazio, il mio umile pensiero per quanto (platonicamente) hanno fatto per me e i miei coetanei; ci hanno aiutato a “crescere” e farci diventare uomini. Prossimamente pubblicherò un CD triplo virtuale delle Gemelle Kessler, compilato per uso strettamente personale, con l’aiuto degli amici collezionisti Ciccio Mastroianni e Ciro Romano che mi hanno fornito incisioni rare.