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    Mostra del disco: Vantaggi e svantaggi.

    La domanda che mi viene rivolta frequentemente dagli appassionati di musica è: “Quali vantaggi e quale convenienza c’è nel partecipare ad una mostra o fiera del disco da collezione?”. Parliamo prima dei vantaggi: il primo è quello di consultare varie fonti, persone competenti che garantiscono la qualità e il prezzo.

    Il secondo: l’acquisto che di solito si fa in rete è un azzardo, in quanto non tasti con mano il prodotto, non lo puoi visionare prima di acquistarlo e anche se sei interessato, non puoi contrattare col venditore, cosa che alle mostre del disco solitamente per uso e consuetudine si fa. Il più delle volte si conclude la trattativa trovando sempre un punto d’incontro tra domanda e offerta. Il terzo: in rete (cosa strana) lo stesso supporto discografico va da un prezzo base, ad una cifra quattro volte superiore, al punto da disorientare l’acquirente; cosa questa che alle mostre del disco non avviene, poichè anche se dovesse succedere, puoi far presente, al venditore di quel disco a cui sei interessato, che un altro espositore lo tiene in vendita ad un prezzo più abbordabile e quindi possibilità di ottenere uno sconto maggiore. Qui di seguito mostro un LP di Eugenio Bennato (omonimo) del 1983 etichetta CGD, in ottime condizioni qualitative, da me acquistato ad una di queste manifestazioni, pagandolo la modica somma di 3 €; lo stesso album viene ceduto in rete a prezzi varianti tra i 10/25 €, con la dicitura “raro”. Questo e tantissimi album in vinile potete trovarli alla prossima 5^ edizione della Fiera del disco “Vinyl fest” di Salerno, che si terrà al Grand Hotel Salerno il 6 gennaio 2012. Gli svantaggi: Non poter pagare con carte di credito; recarsi in Fiera solo nel giorno fissato; non trovare il materiale occorrente. Le foto di Eugenio Bennato mi sono state gentilmente concesse dal fotoreporter Gerardo Grimaldi.

    Sanseverino Rota e dintorni: Cartoline d’epoca

    Tre belle cartoline d’epoca, raffiguranti la Stazione di Sanseverino Rota, il Municipio di Baronissi ed il centro storico di Penta di Fisciano.

    Secoli di storia – II Edizione

    Dall’11 al 26 giugno 2011, presso la Sala Espositiva del Palazzo Vanvitelliano del Comune di Mercato S.Severino, si svolgerà la II Edizione di “Secoli di storia”. Rassegna di modellismo statico e soldati in miniatura, organizzata e curata dal Sig. Aldo Bisogno con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Mercato S.Severino (Dott.ssa Assunta Alfano).

    La mostra comprende vari periodi storici: dal Medio Evo all’Epoca Napoleonica, dalla seconda guerra mondiale alla storia dell’Unità d’Italia, dai Carabinieri all’Aeronautica Italiana, dai treni statici alla storia della navigazione, con numerosi diorama. La mostra è aperta al pubblico a partire dall’11 giugno, tutti i giorni, dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle ore 16,00 alle ore 20,00, con INGRESSO LIBERO.

    “Una spina e una rosa” Ricordi di Tony Del Monaco

    Tony Del Monaco ci lasciò il 29 maggio del 1993 a soli 57 anni e desidero ricordarlo per le belle canzoni che interpretò nel periodo di maggior successo, che va dal 1965 al 1970. Aveva iniziato con la RCA Italiana nel 1959, ma la canzone che ne determinò il grande successo la incise nel 1965 con la CGD “Vita mia”, cover del brano di Teddy Randazzo del 1961 “One more chance”; con la stessa etichetta discografica incise: “Se la vita è così” (1966), “E’ più forte di me” (1967), canzone con la quale partecipò al Festival di Sanremo di quell’anno, in coppia con Betty Curtis; nel 1968 sempre al Festival di Sanremo avvenne la consacrazione di artista affermato per l’eccezionale successo del brano presentato in coppia con Dionne Warwick: “La voce del silenzio”. Dopo una battuta d’arresto, passato alla Ricordi alla fine del 1968, riesplose il successo al Festival di Sanremo del 1969 (3° per lui), cantando “Un’ora fa”, in coppia con Fausto Leali, verso il quale il pubblico dedicò maggior attenzione.

    Nel 1969 ritornò in classifica dei dischi più venduti con “Una spina e una rosa”, motivo molto accattivante, che ricalcava la ritmica musicale del successo mondiale “Delilah” di Tom Jones, dell’anno precedente. La sua quarta partecipazione al Festival di Sanremo del 1970, con la canzone “Serenata”, interpretata in coppia con Claudio Villa, non gli consentì l’ingresso in finale ed in seguito neanche il ritorno al successo. Infine desidero ricordare che era l’autore del brano “L’ultima occasione” di Fontana-Del Monaco-Meccia, inciso da Mina nel 1965, incluso nell’album “Studio uno”, da Tom Jones e dallo stesso Jimmy Fontana.

    Honky Tonk Train Blues

    Il pianista-compositore statunitense Meade Lux Lewis compose nel 1926 Honky Tonk Train Blues, un boogie-woogie che Keith Emerson, famoso pianista dei Nice e degli altrettanto celebri Emerson, Lake & Palmer, arrangiò e incise nel 1976 con la Manticore, distribuita in Italia dalla Dischi Ricordi S.P.A. Questo brano oltre ad aver fatto la storia del boogie-woogie e del jazz, scalò le hit parade di tutta Europa, specialmente in Italia nella versione di Keith Emerson, perchè sigla della trasmissione TV “Odeon”.

    In seguito fu arrangiato e reinterpretato da moltissimi artisti, nonchè eseguito da grandi orchestre (Big band). Nella facciata B del disco a 45 giri troviamo “Barrelhouse shake down” composta dallo stesso Keith Emerson, che non si distacca molto come genere dalla facciata A. Una bellissima esecuzione che mette in risalto il virtuosismo pianistico di Keith, sostenuto da una ottima sessione di fiati, ottenendo così, un brano di puro Honky Tonk Dixieland, tutto stile New Orleans. Disco di scarso valore collezionistico, facilmente reperibile, ma bello da possedere.

    Gemelli diversi Vol.25

    Questa che mi accingo a descrivere è la venticinquesima compilation di canzoni di successo, interpretate e incise in versione originale da artisti famosi, abbinate alle cover reinterpretate da artisti altrettanto noti o meno famosi. Tengo a sottolineare, come ho sempre precisato, che trattasi di un “virtuale” assemblaggio, fuori commercio e per uso strettamente personale. Ho iniziato con la versione originale del brano “you’ve made me so very happy” dei Blood,Sweet & Tears, cantata in italiano da Il Gatto (che tutti sospettiamo possa trattarsi di Junior Magli), intitolata “Basta un’ora”. Il secondo successo è “Don’t make me over”, magistralmente cantata da Dionne Warwick, alla quale risponde a pari merito Ornella Vanoni con la versione italiana “Non dirmi niente”. Tutti conoscevamo il pezzo che rese famosa Nancy, la figlia del grande Sinatra (The voice), intitolato “These boots are made for walkin”, ma credo che nessuno abbia mai sentito parlare di Eileen, che nel 1966 ne registrò la versione italiana, tradotta alla lettera “Questi stivali son fatti per camminare”, bellina e apprezzabile.

    “Meraviglioso” è l’omaggio che Mimmo Modugno ha fatto a tutti gli intenditori di musica e meravigliosa è la magistrale esecuzione del “mito” francese Mireille Mauthieu. Di Gianni Bella, al quale auguro di rimettersi al più presto, ho trovato una versione spagnola del suo grande successo “Non si può morire dentro”, cantata dai Wilkins. “I’m losing” di Thelma Houston è la cover inglese del successo di Eduardo De Crescenzo “Ancora”. Deliziose e allegre versioni di “Carina”, interpretata da Nicola Arigliano e da The Fraternity Brothers. “Itsy bitsy teenie weenie yellow polka dot bikini”, lunghissimo e impronunciabile titolo del successo di Brian Hyland, inciso da centinaia di artisti in tutto il mondo, venne semplificato in Italia col titolo “Pezzettini di bikini” e portato al successo da Daisy Lumini (mancata il 19 agosto 1993), con l’etichetta Primary (RiFi), ma qui ho scelto la rara incisione di Roberto Sanni e i Solitari. Alle prime note dell’Organo Hammond che introduce “Senza luce”, il pensiero va subito in direzione dei Procol Harum e dei Dik Dik; io ho scelto invece la splendida interpretazione di Engelbert Humperdinck e Al Bano, due voci corpose e potenti, che fanno di “A whiter shade of pale” un capolavoro musicale per le generazioni passate, presenti e future. Lobo, cantante famoso all’inizio degli anni ’70, occupò le hits di mezzo mondo con la canzone “I’d love you to want me”, che Maurizio (Arcieri) si affrettò a incidere in italiano col titolo “I giochi del cuore”. All’ultimo Festival di Sanremo abbiamo avuto modo di scoprire ed apprezzare un giovane talento: Raphael Gualazzi, presentatosi come un ragazzo timido, emozionato alla prima esperienza musicale…sbagliato; si perchè il giovanotto riservato, che si vergognava per la presenza di tanto pubblico è un affermato pianista Jazz, a livello internazionale; quindi Sanremo è servito solo a confermarne le doti, apprezzate da tutti gli appassionati di Musica (con la M maiuscola) ed è per questo motivo che l’ho inserito (a ragione) in contrapposizione all’altro grande musicista, Gilles Peterson, nell’esecuzione a distanza del bellissimo “Reality and fantasy”. Termino con una chicca per la Festa della mamma, “Dolce mammina” jingle-spot Ambrosoli per diversi anni, cantato da Sonia e le Sorelle, cover di “When” (1959) dei “Gemelli diversi” The Kalin Twins.

    Successo del vinile a Penta

    Accolta con grande entusiasmo la 1^ mostra del disco da collezione a Penta di Fisciano. Collezionisti del vinile arrivati da tutta la Campania: Pompeo Mastrocinque e Rosario Baglioni da Benevento, Mimmo Esposito da Battipaglia, Alfonso Gargano da Salerno, Nicola Iuppariello (Organizzatore della Grande Mostra “Disco Days”) da Napoli, il poeta e fine dicitore Peppe Esposito, che mi ha fatto omaggio del suo ultimo libro di poesie “Surgente antica”, Nello e Ciro Raimondo, nonchè amici di Antonio Bosco da Avellino e Caserta.

    E’ stata una giornata indimenticabile, sia per la partecipazione di tantissimi appassionati di musica, che per la presenza dei migliori espositori italiani: Ettore Geri, Franco Caravecchia, Gianfranco Marmoro, Enzo Stella, Antonio Pedozzi, Giuliano Manzo, Pio Benevenga. Un grazie particolare all’organizzatore Avv.Pino Imparato, coadiuvato da Lorenzo Zarone, organizzatore della mostra del disco di Salerno. Un plauso all’Amministrazione intera del Comune di Fisciano, in particolar modo al Sindaco Tommaso Amabile, disponibilissimo per tutte queste manifestazioni “culturali”. Un grazie al Comando dei Vigili urbani, all’Avv. Lello Rinaldi, a Gaetano Avossa, al giornalista Mario Rinaldi, al giornalista Antonio De Pascale per il bellissimo articolo pubblicato dal “Roma”, a Telespazio, a Telecolore e Telenuova. A Lucio D’Auria per il succulento e abbondante pranzo. A tutti gli anziani del Circolo Sociale di Penta, che pazientemente hanno rinunciato al passatempo domenicale della partitina a scopone. L’ultimo ringraziamento, accompagnato da un sincero abbraccio, alla famiglia Bosco, spiritualmente esteso ad Antonio, mancato l’anno scorso.

    Anni ’70 “Dischi fatti in casa”

    Negli anni ’70, con l’avvento di nuove tecnologie elettroniche, si registrò in Italia e nel mondo un fenomeno musicale che riscosse in breve tempo una forte attrattiva da parte dei giovani, frequentatori di discoteche. Da qui il termine “disco music” o più semplicemente musica disco. Il fenomeno è da attribuire al fatto, che i giovani, desiderosi di movimentare le serate in modo più frenetico, adottarono questo genere musicale, non tanto per ascoltare, quanto per ballare, ovviamente in discoteca. La musica melodica e soporifera del ballo della mattonella aveva fatto il suo tempo; ora non si sussurrava più all’orecchio della partner: “sei bellissima, mi piaci da morire, per te darei 10 anni della mia vita (bugia colossale)”. In discoteca si socializzava e ci si divertiva col “movimento verticale”, ballando con tutti contemporaneamente. Dimenticati anche i “movimenti del 69″ di protesta politica e tutto quello che impegnava la mente.

    Questi nuovi suoni provenienti dalla fecondazione del funk, partoriti dal R & B e svezzati con macchine elettroniche infernali spopolarono negli anni ’70 fino all’inizio degli anni ’80; il tutto legato ai ben noti locali americani, come lo Studio 54 (che diede il titolo a molti LP di Disco Music di quel periodo). La musica “disco” ridimensionò il successo dei cantanti e dei complessi italiani, che fino a quel momento avevano occupato stabilmente le hit parade discografiche nazionali, registrando inoltre, lo scioglimento di diverse band, come pure di molti artisti che dovettero adattarsi, cambiando rotta e nome, camuffandosi persino sotto mentite spoglie di D.J. stranieri. Importante era produrre dischi commerciali, in quanto le televisioni passavano filmati di bellissime “top model” che apparivano come cantanti protagoniste, ma che in effetti erano delle “sexy simbol”, che si esibivano in play back. I dischi prodotti, venduti in quantità incalcolabile, collezionisticamente parlando, valevano poco allora e molto meno oggi; prova ne è il fatto che alle manifestazioni riservate ai collezionisti di vinile sono poco ricercati, anzi son più quelli che intendono cederli (ex D.J.), che quelli interessati all’acquisto. Tuttavia non voglio affermare, ne confermare l’inesistenza di appassionati di tale musica, che mi accingo a descrivere in una virtuale compilation, dedicata agli anni ’70, includendo diversi pezzi dell’inizio anni ’80.

    Mostra del disco a Penta

    Tutto pronto per ricordare l’amico Antonio Bosco, grande collezionista di musica napoletana, mancato un anno fa.
    Domenica 17 aprile si svolgerà un’interessante manifestazione collezionistica del vinile a Penta di Fisciano, con ingresso gratuito. E’ già confermata la presenza dei più noti espositori del settore. Si potrà acquistare, vendere, permutare e chiedere valutazione di dischi personali.

    Gemelli diversi Vol.24

    Ventiquattresima raccolta di canzoni uguali, ma incise da interpreti diversi. Desta tanta curiosità e meraviglia l’interpretazione di “Bianchi cristalli sereni”, notissimo brano di Don Backy, nella duplice versione di Claudio Villa e Claudio Baglioni; un inedito Adriano Celentano in “Profumi e balocchi”, cover del brano “Balocchi e profumi” (1928) di E.A.Mario, incisa da Luciano Tajoli negli anni ’50; l’Adagio di Albinoni, cantato in tedesco da Bobby Solo; Mina che canta “Amaro è ‘o bbene”, meravigliosa interpretazione, ma sfida improponibile col “grande” Sergio Bruni; Gianna Nannini, Rosario e i Giaguari in “Nel blu dipinto di blu” (Volare); Ambra Borelli (La ragazza 77) canta la prima cover in italiano de “Il paradiso”, affidata più tardi, con grande successo a Patty Pravo, l’originale “Half as nice” (If Paradise is) era degli Amen Corner e così via.

    CD inesistente in commercio, ma un modo per descrivere “virtualmente” possibili compilations. Questo e tanto altro c’è da scoprire nell’infinito mondo della musica da collezione. Con l’occasione desidero ricordare ai visitatori del blog, che a Penta di Fisciano si svolgerà un’interessante manifestazione, riguardante la musica da collezionare, domenica 17 aprile con ingresso gratuito.