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    Nicola Di Bari in the world

    Lima 12 febbraio 2010 "Foto di gruppo".Ringrazio l’amico Mikel Barsa e Nicola Di Bari del privilegio che mi offrono ogni qualvolta sono in tournèe, inviandomi foto e notizie in anteprima mondiale. In questa foto scattata a Lima il 12 febbraio 2010 posano in gruppo:
    Nicola Di Bari e la sua gentile Signora, affettuosamente circondati dai rappresentanti del popolo Ashaninka e i Sindaci di Pisac e Juliaca; testimone privilegiato il Sig. Mikel Barsa, rappresentante in tutto il mondo del prestigioso artista italiano; accanto a Nicola, Angelo Urpeque (promotore peruviano). Ora vi svelo qualche anteprima: Nicola Di Bari inciderà i suoi grandi successi con nuovi arrangiamenti, ad esempio “Il cuore è uno zingaro”, diverrà un bellissimo tango argentino e per finire: un film racconterà la storia di Nicola Di Bari.
    Una lode a quest’artista intramontabile sempre sull’onda del meritato successo.

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    Nicola Di Bari conquista il Perù

    Il Sindaco di Lima (Perù) Luis Castaneda Lossio ha premiato Nicola Di Bari con la Medaglia della Città e il Diploma d’Onore per essersi distinto come grande cantautore italiano, considerato dai peruviani uno dei più importanti del mondo. Il tutto in un festoso clima di musica e canti popolari. Nicola Di Bari, felice ed eccitato per gli apprezzamenti ricevuti, rompendo il protocollo ha improvvisato “a cappella” la bellissima canzone “Trotamundo” ovvero Giramondo, accompagnato dalla Banda del Comune di Lima, condotta dal suo Direttore, entusiasta, “Chinchoro” Sandoval.
    Nicola Di Bari accompagnato dalla sua Signora ha voluto visitare il Perù, omaggiandola nel giorno di San Valentino (Il giorno degli innamorati).

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    Anatolio Solovianenko in… “Napoli contro tutti”

    Anatolio Solovianenko nato a Donerk (U.R.S.S.) nel 1932, partecipò nel 1965 alla trasmissione televisiva “Napoli contro tutti”, classificandosi al terzo posto cantando il brano “Serate a Mosca” di V.Soloviev - Sedoi - M.Matousovski, nella facciata B “Scorre il Volga” di M.Frankdin - L.Olascianin, pubblicato dalla Ricordi SRL 10-369.
    Anatolio Solovianenko incominciò a studiare canto nel 1952 ricevendo lezioni private per 10 anni dal tenore Korobeitscenko. Nel 1962, dopo aver vinto un concorso, entrò a far parte del Teatro Lirico di Kiev e nello stesso anno, trasferitosi a Milano, sotto la guida del maestro Barra si perfezionò al Teatro alla Scala, risultando uno dei migliori e promettenti. Quando ritornò in patria ricevette subito numerose offerte di partecipazione a spettacoli televisivi che lo fece conoscere al pubblico russo. Numerosissime le sue interpretazioni, come tenore, nelle Opere più importanti, in particolare nel “Rigoletto”, nei Teatri di Kiev e Mosca.

    Giovanissimo si era laureato in ingegneria mineraria e si era sposato nel 1963 con una studentessa in “economia cinematografica”. Per la sua bella e calda voce fu spronato ad incidere canzoni sullo stile di questa “Serate a Mosca”, purtroppo non ottenne grandi consensi. Rimane storica la sua polemica con un altro grande tenore: Giuseppe Di Stefano. Quest’ultimo, risentito dalle dichiarazioni del tenore ucraino, il quale sosteneva la tesi che i cantanti partecipanti al Festival di Sanremo non erano cantanti se facevano uso del microfono, non fece attendere la sua indignata difesa rispondendolo per le rime; gli fece notare infatti, che lo stesso Frank Sinatra, considerato a ragione, il più grande cantante del mondo, adoperava il microfono. Giuseppe Di Stefano aveva partecipato al Festival di Sanremo del 1966 con la canzone “Per questo voglio te” (La voce del Padrone MQ 2017), considerando la possibilità di estendere la sua fama anche ad un pubblico non amante della lirica.

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    Danyel Gérard “Butterfly”

    Incredibile ma vero, questo disco cantato da Danyel Gérard in italiano, francese, tedesco e inglese ha venduto circa 7 milioni di copie in tutto il mondo.
    Gérard Daniel Kherlakian in arte Daniel Gérard nato a Parigi il 7 marzo 1939, da padre armeno e mamma italiana, si presentò al pubblico francese, debuttando col brano “Rock” Memphis Tennessee nel 1958, diventando uno dei pionieri di quel genere in voga nel periodo. Viso da bravo ragazzo, occhi verdi si distinse per la preparazione musicale incidendo brani come: Il plut dans ma maison; Le marsupilami; nel 1963 D’accord, d’accord; America; Le petit Gonzales (Speedy Gonzales) etc,.

    L’esplosione (musicale) avviene però nel 1971 col brano “Butterfly”, inciso in francese, tedesco, inglese e italiano. In Italia viene affidata la distribuzione alla SAAR di Milano, etichetta Joker M 7096, che la pubblica in inglese, francese ed italiano, tradotta per l’occasione da Goffredo Canarini, coetaneo di Danyel, indimenticabile chitarrista di Don Backy e di Iva Zanicchi; collaboratore di grandi artisti come: Adriano Celentano, I Giganti e Dori Ghezzi, venuto a mancare il 19 settembre 2002. Nel 1971 cambia l’immagine di Daniel, presentandosi al pubblico con un cappellone country, barba e baffi e nello stesso anno pubblica “Harlekin” in francese e nel 1972 in tedesco; sempre in quell’anno lancia in Germania “Meine stadt” e nel 1974 “Ti-lai-lai-li”. Una nota discografica: La SAAR Record di Milano che io rappresentavo in Campania in quel periodo aveva in distribuzione tanti successi a dispetto di alcune grosse etichette; ne ricordo alcuni: Sing sing Barbara cantata da Laurent; Little green bag di George Baker; Venus degli “Shocking blue” ; Ma belle amie dei Tee-Set; Gloria di Michel Polnareff etc..

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    Dalida “Il mito”

    Settanta milioni di dischi venduti in tutto il mondo rappresentano, io penso, un biglietto da visita di notevole importanza. Iolanda “Yolanda” Cristina Gigliotti, in arte Dalida nata da genitori calabresi, esattamente di Serrastretta (Catanzaro), il 17 gennaio 1933 a Il Cairo è stata l’idolo degli appassionati di musica dagli anni ‘50 fino alla sua morte avvenuta a Parigi il 3 maggio 1987. Tuttora c’è una forte richiesta dei suoi dischi in vinile che superano le mille unità catalogate (comprese le stampe straniere). Dalida iniziò le sue pubblicazioni su Barclay (Jolly) in Italia ed ha inciso canzoni: in francese, italiano, inglese, spagnolo, tedesco, giapponese etc. Per la prima volta l’Olympia di Parigi ha testimoniato la premiazione di un artista col disco di diamante e questo è toccato a Dalida per la sua brillante carriera costellata da 25 anni di ininterrotti successi. L’intero spazio di memoria del mio blog non basterebbe a descriverne la sua vita artistica di attrice e cantante, quindi mi limiterò ad elencare i successi più importanti in mio possesso di questo “Mito” della musica.


    1) Bang bang, 2) La danza di Zorba, 3) L’ultimo valzer, 4) Ho lady Mary, 5) Ciao, amore ciao, 6) Gigi l’amoroso, 7) Il silenzio, 8. Arranguez la tua voce, 9) 18 anni, 10) Tornerai, 11) Mama, 12) Un po d’Amore, 13) Laggiù nel buio ?, 14) Nel 2023, 15) Flamenco, 16) Generazione Dalida, 17) Darla dirladada, 18) Salma ya salama, 19) Non è più la mia canzone, 20) Kalimba de luna (1984), 21) O sole mio (1960), 22) Le petit Gonzales, 23) No me puedo quejar & No dico no, 24) La vie en rose, 25) Pezzettini di bikini (1960), 26) Tico tico, 27) Ti amo (in francese), 28) Hava naguila, 29) Lacrime e pioggia, 30) Quelli erano i giorni, 31) Un grosso scandalo, 32) La bambola, 33) Milord, 34) Prigioniera (1971), 35) Il sole muore, 36) Non mi dire chi sei, 37) Piccolo ragazzo (1967), 38) Entrate amici miei, 39) Sei solo un uomo in più, 40) Ram dam dam, 41) Il venditore di felicità, 42) Le ciel blue (1962), 43) La nostra bimba (1970), 44) La strada dei sogni, 45) Casatchock, 46) Pepe, 47) Va da lei, 48) Justine (1974), 49) El Cordobes (1966), 50) Uomo di sabbia (1978), 51) La violetera, 52) Un uomo vivo (Je me sens vivre 1961), 53) Pensiamoci ogni sera, 54) Non lo sai (1961), 55) Amare per vivere, 56) T’amerò dolcemente (1960), 57) Gli zingari (Les gitans), 58) Arlecchino (1970), 59) Senza di te, 60) Uno a te, uno a me (I ragazzi del Pireo 1960), 61) Une femme à quarante ans, 62) Il pleut sur Bruxelles, 63) L’amour et moi (The love inside), 64) Le slow de ma vie, 65) Marjolaine, 66) Fini, la comédie, 67) Et la vie continuera, 68) La féria, 69) J’m'appelle amnésie, 70) Partir ou morir, 71) Chanteur des années 80, 72) A ma maniére, 73) Bambino, 74) Anima mia, 75) A qui, 76) Amore scusami, 77) Besame mucho, 78) Les anges noirs (1968), 79) Vedrai vedrai, 80) Viva la pappa,… e qui penso che posso fermarmi.

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    Nuova Enciclopedia Illustrata della Canzone Napoletana

    In nome e per conto dei numerosi amici collezionisti di musica devo ringraziare il Dott. Pietro Gargano per la realizzazione di questa Grande Opera Enciclopedica: Caporedattore, articolista del Mattino, dove esordì nel 1963, curandone il Filo Diretto coi lettori. Già autore di numerose pubblicazioni, in particolare “La canzone napoletana” in collaborazione con Gianni Cesarini; due biografie (sempre con Cesarini) del grande tenore Enrico Caruso, tradotte in tedesco e pubblicate in Germania e Svizzera. Questo è il quarto volume, che va dalla GIA a MASI; restiamo tutti in attesa del 5° volume, prenotandolo fin d’ora.

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    Armando Marra “Attore, Regista, Poeta, Cantante, Scrittore”

    Armando Marra è tutto questo. Chi come me si espone a dire cose senza documentarsi rischia di fare brutte figure; ho dalla mia, però, la forza di ammettere la mia ignoranza.
    In passato alla domanda riguardante il personaggio Armando Marra, ho sempre risposto: “E chi non lo conosce” è il cantante d ‘ ‘A marketta!…e mi fermavo li.
    Oggi, chiedo scusa al Maestro Marra, pubblicando una piccola biografia, riguardante la sua brillante carriera di Attore, Regista, Poeta, Cantante e Scrittore.
    Armando Marra, nato a Napoli sui palcoscenici d’assalto o di trincea dell’Apollo, passato dal varietà all’avanspettacolo e all’operetta e, forse unico tra gli attori napoletani, al circo. Giunse a maturare la sua piena esperienza con Peppino De Filippo, nonchè con Barrault e la sua Comedie Francaise. Viene poi l’esaltante esperienza del “Triculo” nella Tempesta diretta da Giorgio Streheler, ed è mimo e eclettico nel “Palazzo di Cristallo”, allestito a Broadway da P.Brooke. L’esperienza americana lo conduce alla riflessione poetica-canora sull’emigrazione che sfocia nel suo primo disco “Portame a Casa Mia”, divenuto poi spettacolo con la collaborazione di Antonio Ghirelli e Antonio Lubrano. Non poteva ovviamente mancare la fondamentale esperienza con Eduardo col grottesco personaggio di “Spanò”, nel Pirandelliano “Berretto a sonagli”. Numerosissime esperienze teatrali lo conducono dalla irripetibile stagione del “Masaniello” alle uniche quanto magiche serate del settembre al Borgo di Casertavecchia dove è protagonista in “Iesus” con Anna Miserocchi, e di “O juorno ‘e San Michele” con Regina Bianchi. E’ Cirano Pagliaccio su Rai due. Nutritissima la filmologia che va da “Il nome della rosa” di Annaud a “Mosca addio” di Bolognini con Liv Ullman, “Il tassinaro” di Alberto Sordi al “Commissario Lo Gatto” di Dino Risi a “Intervista” ultima fatica di Federico Fellini, “No, grazie il caffè mi rende nervoso” con Massimo Troisi, “Mi manda Picone” per la regia di Nanni Loy, “Benvenuta” con Gassman e Fanny Ardano, “Nel giardino delle rose” per la regia di L. Martino con Ottavia Piccolo, Remo Girone e Giancarlo Giannini. Ancora con Giancarlo Giannini nel “Male oscuro” per la regia di Mario Monicelli e con Tino Buazzelli ne “Il balordo”.

    Sulla rete due della Rai, Marra e Massimo Dapporto tra i protagonisti della serie “Sarti Antonio Brigadiere” e “Investigatori d’Italia”. Inoltre è tra i protagonisti di “Stradivari” con Anthony Quinn per la regia di Giacomo Battiato, oltre che nel “Don Bosco” con Ben Gazzara e in “Scugnizzi” di Nanni Loy. “Capriccio” di Tinto Brass con Francesca Dellera; “La Bravata” di Roberto Montero. Insignito del Premio “Una vita per il Teatro”. Primo a Parigi all’Odeon nel Meeting Internazionale “Polichinelle 91″. Raffinato poeta, drammaturgo, e regista - Sue diverse opere di pregevole fattura come “Una Notte Mille del Mille”, “L’Esperimento” e “Paisà”, “Aspettando Totò” e “Scugnizza”. E’ attualmente Direttore dell’Accademia Europea di Teatro. “La buffa Historia del Capitan Fracassa” regia di Mico Galdieri, “Il malato immaginario” con Aldo Giuffrè. “Adorabile Giulia” con Marina Malfatti e Flavio Bucci, regia di Marco Mattolini. “La Zia di Carlo” con Lando Buzzanca. “Gocce di luna”, spettacolo di grande livello artistico, portato in tournèe negli anni passati. Grande consenso dello spettacolo musicale “Gocce di luna” con Armando Marra, Stefania Colangelo ed altri. Libro di poesie, monologhi, canzoni e colpi di luce del 2003/04 dal titolo “Memorie di uno scugnizzo” e un libro che parla di un Itinerario all’arte del Teatro “Io di scena”, pubblicato nel 1998. Spero di esser stato perdonato dal “Maestro” Armando Marra per la mia involontaria mancanza nei riguardi della sua ARTE. Infine un grazie particolare alla figlia Ida Marra che accogliendo l’invito mi ha dato la possibilità di poter conoscere e far conoscere l’infinita bravura di Armando Marra.

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    Il successo della “Voce roca” di Armando Marra.

    Non sempre “voce da usignolo” nella musica è considerata fondamentale per poter interpretare una canzone. Molti artisti, anche di fama internazionale, devono il successo, al dono della propria voce “roca”. Louis Armstrong, considerato uno dei più grandi cantanti Jazz di tutti i tempi deve “in parte” la sua fama alla cosiddetta “voce roca”. Armstrong, per antonomasia è considerato il capostipite della lunga schiera di artisti che devono la propria notorietà a questa particolare “robustezza” di voce. Fred Buscaglione, Riz Samaritano, Roby Guareschi, Fausto Leali, Nicola Di Bari, Gino Santercole, Lino Crispo, Armando Marra sono quelli che più di tutti hanno legato il timbro vocale alla fama del personaggio. A volte ascolto dei dischi e indipendentemente dai gusti personali mi chiedo: come mai le televisioni nazionali non si interessano a questi capolavori musicali?.

    Armando Marra, famoso attore di cinema e di teatro, incise per la BBB e distribuito dalla RCA nel 1980 un LP favoloso ZNL BB 34105, dal titolo “Portame a’ Casa Mia”; 11 bellissime canzoni, che descrivevano minuziosamente ed in chiave umoristica gli emigranti d’America. Doppi sensi che tanti artisti italoamericani ne hanno fatto testi per i loro “Show” televisivi. “Street” in inglese significa “strada”, ma in napoletano significa “stretto”, cioè piccolo ed ecco che veniva fuori la battuta: “ma comme so strane st’americane, ‘e vie so tanto larghe e dicene ca so stritte”; così (faccia=face) diventava “fes” in napoletano e “Cheese=formaggio) diventava “accis”, cioè ucciso. Tutto questo ed altro ancora viene esaltato nel 33 giri di Armando Marra, offrendo agli ascoltatori 11 deliziose interpretazioni di canzoni scritte da Gennaro Amato e rielaborate dal figlio d’arte Gabriele Barra. Molto rara l’incisione ” ‘A marchetta” di Farfariello e dello stesso autore; qui possiamo gustarne una personale versione di Armando Marra, oltre alle varie: Strofette americanizzate, ‘Mparame a via d’ ‘a casa mia, Muglierema luntana, ‘O cafone c’ ‘arraggiona, A festa e Mulberry street, Broadway, Stanno murenno ‘e femmene, ‘Ncampagna, Mannaggia o matrimonio e ‘O pazzo…undici capolavori.

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    New Trolls “La leggenda”

    Iniziata ufficialmente ieri la tournèe della Leggendaria Band dei New Trolls: Vittorio De Scalzi, Nico Di Palo, Giorgio D’Adamo e Gianni Belleno. Son tornati “finalmente”; ora potremo assistere alle loro tradizionali esecuzioni di successi intramontabili; in più eseguiranno brani inediti che saranno inclusi nel doppio CD con la prevista pubblicazione in primavera 2010. Siamo tutti in attesa di conoscere le date e le Città che potranno godere della loro presenza, i fans scalpitano e attendono.
    Queste foto storiche “personali” sono un omaggio ai New Trolls e allo storico negozio di dischi “Disclan”, che qualche giorno fa ha festeggiato i 45 anni di attività.
    Nell’incancellabile ricordo del mio fraterno amico Luciano Maysse, desidero fare i complimenti a Mario ed Elisabetta che con tanto amore, passione e sacrificio hanno saputo tenere alta questa istituzione che la Citta di Salerno dovrebbe saper preservare.

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    Severin Browne “New improved”

    Questo Long playing di Severin Browne, fratello del più noto Jackson, è il suo secondo pubblicato dalla Motown; il disco non ha un grosso valore commerciale, ma è interessante per gli artisti che vi presero parte. Partendo dal batterista Jeffrey Thomas Porcaro, ovvero Jeff Porcaro, morto a soli 38 anni, stroncato da arresto cardiaco per aver inalato pesticidi, figlio del percussionista Joe Porcaro, di origini italiane e fratello del bassista Mike Porcaro; poi David Paich (pianista), David Hungate (bassista) che in seguito unitisi a Steve Lukater e a Bob Scaggs diedero vita al famoso gruppo dei “Toto”. Severin Browne fu il primo artista bianco a firmare un contratto con la Motown con la quale si esibivano, fino ad allora, solo artisti di colore. Il disco fu distribuito in Italia nel 1974 dalla RiFi Record di Milano ed ottenne un discreto successo di vendite. 10 brani eseguiti da una Band formata da 10 grandi musicisti che ne impreziosiscono la qualità dei pezzi country rock.

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