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    Franco D’Ischia e i “pescatori”

    E’ iniziata la caccia al “tesoro”. Saverio Cilenti, Antonio Pedozzi, Carlo Casale, Pino Imparato, Mimmo Esposito, Ciccio Mastroianni, Mario Avolanti, Andy Simoniello, Franco Caravecchia, Ettore Geri e Alfonso Gargano si son messi a cercare le incisioni di questo complesso poco conosciuto. Finora siamo riusciti a trovare 3 dischi a 45 giri di Franco D’Ischia e i “pescatori”, che all’inizio degli anni ‘60 pubblicarono con la storica etichetta napoletana Vis Radio. Questi i titoli:
    1) Un perfetto delitto d’amore di Migliacci-Carraresi Ed. La canzone.
    2) Tu prima o poi di Gianni Meccia Ed.Ariston
    sigla VLMQN 056104, stampato il 15 novembre 1961; entrambi i brani erano cover di canzoni incise da Gino Paoli; la prima nel luglio 1961, etichetta Ricordi SRL 10208, la facciata B “Me in tutto il mondo”.
    La seconda era stata pubblicata, sempre dalla Ricordi, all’inizio del 1961 ed era la facciata B del brano “Un vecchio bambino”.


    3) Stelle di carta di Sergio Centi (slow rock) BIEM
    4) Nessuno mi vuole bene di Giorgio Santiano (slow rock) BIEM
    sigla VLMQ 056092, stampato il 29 settembre 1961; anche queste due canzoni sono delle cover, la prima era stata incisa per la RCA (PM45-0131 IT) da Tony Del Monaco, che in quell’occasione appare anche coautore del brano. La seconda era stata già incisa nel 1960 dall’autore Giorgio Santiano per la Fonit-Cetra (SP 885), il retro era Gasperina rock.
    5) Amo te Ischia
    6) Aufwiedersehen, sigla VLMQN 056329; questo disco a differenza degli altri due presenta una copertina a colori sulla quale viene testimoniata fotograficamente la formazione del quartetto partenopeo.
    Una precisazione: il brano “Aufwiedersehen” e diverso da quello citato tante volte “Aufwiedersehen a Diano Marina, che il 12 luglio 1960 lo stesso autore “Giorgio Santiano” incise e pubblicò, sempre per la Fonit-Cetra con due diversi accoppiamenti; il primo con “Amore e rock” SP 883 e il secondo, meno raro, con “Coro a bocca chiusa”. Il cantante del complesso era Paolo Comorio.
    Aufwiedersehen a Diano Marina era stato inciso anche da Felice Colasso su EP nel 1960, sigla ECP 63 RCA Camden. Ora non mi resta che fare un appello agli amici collezionisti per poter trovare altri dischi o notizie riguardanti “Franco D’Ischia e i “pescatori” e tentare di realizzare una compilation completa del quartetto napoletano.

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    When the saints go marching in

    “When the saints go marching in” ovvero “Quando i Santi marceranno”, notissimo gospel americano, eseguito originariamente, da tutte le band jazzistiche come marcia funebre ed in seguito, grazie a Louis Armstrong, è diventato uno dei pezzi dixieland più famosi della musica jazz. Anche in Italia con i Santi c’abbiamo “marciato”, pubblicando un’infinità di dischi in vinile (45 e 33 giri), musicassette e stereo 8 dedicati ai Santi, ai Papi e alle Madonne. La Durium disponeva di un intero catalogo, pari al calendario, di incisioni di questo genere musicale, interpretate per la maggior parte da Aurelio Fierro; le etichette minori: Corsair, Fonola, Combo, Edizioni Paoline, King , Basso Adriatico etc. fecero, dall’inizio degli anni ‘60 in poi, la loro fortuna commerciale, pubblicando dischi dedicati a: Maria SS di Montevergine (famosa l’incisione di Domenico Silvestri in arte Menecone), S. Gerardo Maiella, I SS Medici Cosma e Damiano, San Ciriaco di Buonvicino (CS), La Madonna del Pettoruto di San Sosti, Madonna delle lacrime di Siracusa, Maria SS Incoronata delle Puglie, Madonna del Rosario di Pompei, La Madonna nera.


    Papa Giovanni XXIII, è stato il Pontefice con la discografia più vasta in assoluto, con i titoli: “IL Papa buono”; “Il Papa della bontà” cantato da Bruno Dasi accompagnato dal complesso caratteristico Turino, “I Miracoli di Papa Giovanni” LP Kit 214, distribuito dalla RCA Italiana, pubblicato in occasione del V anniversario della morte; numerosissime le pubblicazioni delle Edizioni Paoline in abbinamento a libri, come “Parole vive del Papa buono”. Lo stesso Padre Pio, al pari di Papa Giovanni ha dato seguito, prima e dopo la morte, a centinaia di incisioni discografiche; la più nota è certamente quella di “Gigione”, scritta da quest’artista nazional-popolare nel 1997. Gigione tuttora è tra i cantanti che più di ogni altro sfrutta, musicalmente parlando, questo filone religioso, che gli consente di realizzare spettacoli nelle piazze dove solitamente si festeggia il Santo Patrono del posto. Qui di seguito alcune delle sue realizzazioni discografiche-religiose: Madonna dai riccioli d’oro, Madonna di Pompei, San Francesco d’Assisi, Caro Papa, Santa Rita etc. Queste produzioni “miracolose” hanno rappresentato per anni fonte di ricchezza per le bancarelle che sfornavano migliaia di dischi e musicassette, vendute prevalentemente agli emigranti e ai fedeli che si recavano in Pellegrinaggio. Genere musicale che ha interessato sempre e solo i credenti centro-meridionali, basti pensare che nel Basso Salento intere famiglie erano specializzate nella composizione e interpretazione di questi canti. L’intera famiglia Paoli (padre, fratelli e nipoti) incideva queste canzoni, curate da Luigi Paoli, in arte Gigetto di Noha (frazione di Galatina in provincia di Lecce) che elaborava testi e canzoni popolari, arrangiandole con nuovi testi e registrandole su dischi in vinile e musicassette, destinate non solo al popolo salentino ma anche alle nuove generazioni, che ne apprezzavano in modo particolare le sue interpretazioni con voce e fisarmonica.
    Tutto questo si è ridimensionato con l’avvento del computer, che ne ha limitato di molto la produzione; rimane però intatto l’interesse di molti collezionisti per questo particolare genere musicale.

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    Dischi e giradischi “Mini 10″

    Dischi e giradischi “Mini 10″ mai visti prima. Ringrazio un visitatore del blog che mi ha fatto pervenire le immagini, a me sconosciute, di questo mini vinile prodotto e distribuito alla fine degli anni ‘60 dalla International Sound Company Spa di Roma. La velocità dei dischi è a 45 giri e la produzione era affidata alla Durium e alla CDB, per quanto mi risulta. Le foto testimoniano l’esistenza di questi prodotti. Si trova a circa 50 € uno di questi mini dischi “rari” di Little Tony, con i brani “Solo per te” e “Che male t’ho fatto”, prodotto prima del 1970 su eBay. Il proprietario di questi mini 10 è alla ricerca del giradischi, che come si può notare è piccolo quanto un posacenere. Chiunque è in possesso di ulteriori notizie può contattarmi: contattami@carlocasale.it.

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    Mario Fenzi: presentatore, procuratore e cantante.

    Grazie alla collaborazione della Sig.ra Mariella Fenzi posso incrementare la biografia e la documentazione storica-musicale di Mario Fenzi. Personaggio sconosciuto al grosso pubblico ma molto noto nell’ambiente del Teatro vernacolare livornese. Nel periodo bellico presentava spettacoli per le forze armate, che avevamo come protagonisti: Renzo Giacomelli, Elsa D’Ambra, Mario Carotenuto, Silvio Gambini e Lilia Marcacci. Protagonista, per due anni, in tournèe con la cantante americana Jeannette Williams. Nel dopoguerra ha fatto parte della compagnia di Beppe Orlandi, del Teatro vernacolare livornese. Procuratore e presentatore degli spettacoli in Campania di Alberto Bongi (Vis Radio). Come cantante ha inciso dischi per l’etichetta Odeon (introvabili) e trasmesso per “Radio del Combattente” presumibili incisioni inedite. Qui di seguito le testimonianze storiche e fotografiche.

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    Rarità discografiche

    Alla Fiera del disco e della musica “Discodays” di Napoli migliaia di collezionisti-visitatori hanno assediato il Palapartenope per reperire il vinile mancante alla propria collezione. Sempre presente a queste manifestazioni Lino Vairetti, il famoso leader degli “Osanna”. Tra gli ospiti d’onore: Pino Imparato, tra i più prestigiosi collezionisti dei Pink Floyd al mondo e Carlo Maucioni del Cymbaline fan club di Sala Consilina. Fernando Fratarcangeli, Direttore della rivista “Raro” ha commentato i 70 anni di Mina, con un intervento sull’importanza della diva musicale italiana più apprezzata nel mondo. Presenti gli espositori più forniti in Italia: Ettore Geri, Tommy Records, Luciano Ceri, Diapason, Doodah, nonchè gli esperti collezionisti: Mimmo Esposito, Saverio Cilenti, l’Ing. Leone, Ciccio e Antonio Mastroianni. L’Avv. Pino Imparato ha mostrato al numerosissimo pubblico presente alcuni 45 giri originali d’epoca dei Pink Floyd, il cui valore stimato si aggira intorno ai 5.000 euro. Gli organizzatori Nicola Iuppariello e Flavio Gioia hanno profuso il massimo impegno per ottenere il massimo risultato da questa riuscitissima IV Edizione della Musica da collezionare. Per me è stato un giorno fortunato perchè ho ricevuto in omaggio dall’amico Nicola D’Andrea, collezionista di Elvis Presley, la rivista musicale “Il Musichiere” - Anno I - Numero 49 del 10 dicembre 1959, nella quale è riportato un articolo con foto del mio fraterno amico Luciano Maysse, vincitore della puntata del 5 dicembre 1959 della famosa trasmissione di Mario Riva. Ospite di quella puntata “Fred Buscaglione”, il mio idolo giovanile. Inutile precisare che la rivista, per motivi affettivi, non è in vendita.

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    Inni, marce e cori dell’Italia fascista e partigiana.

    Abbastanza nutrito il numero di collezionisti in cerca di 45 giri o di 78 giri tipo: “Faccetta nera”, “Giovinezza”, “Bella ciao”, “Bandiera rossa” etc.
    Tantissime le collane di canzoni, inni, marce e cori patriottici di ogni tempo pubblicate dalle case discografiche minori. Molto interessanti i dischi contenenti registrazioni originali d’epoca, poco qualitative ma importanti per le testimonianze sonore del periodo storico. L’etichetta Corsair, distribuita dalla Vedette records di Milano, aveva in catalogo i seguenti dischi a 45 giri:
    CBN 46024 A) Battaglioni M. - B) La sagra di Giarabub
    CBN 46025 A) Inno di Mameli - B) Va pensiero
    CBN 46026 A) Inno di Garibaldi - B) Bandiera rossa
    CBN 46027 A) Ciao biondina - B) Lili Marlen
    CBN 46028 A) La bandiera tricolore - B) Le campane di San Giusto
    CBN 46029 A) Giovinezza - B) Inno dei fasci di combattimento
    CBN 46030 A) Faccetta nera - B) Fischia il sasso
    CBN 46031 A) Divina patria - B) Marcia Reale
    CBN 46032 A) Flick flock - B) Addio del volontario
    CBN 46033 A) Fischia il vento - B) La leggenda del Piave.


    La produzione di questi dischi era vantaggiosa per tutte le Case discografiche in quanto la buona parte dei brani era editata con la dicitura “diritti riservati” e solo pochi assoggettati alla SIAE. Oltretutto non facevano giacenze di magazzino, in quanto non passavano di moda, come le normali canzoni di musica leggera, che avevano “vita breve”, commercialmente parlando.
    L’etichetta minore Edisc hi-fi aveva in catalogo:
    CSC 0101 A) La bandiera dei tre colori - B) Inno di Mameli
    CSC 0102 A) Va pensiero - B) O Dio del ciel
    CSC 0103 A) Inno sardo - B) Inno di Garibaldi
    CSC 0104 A) Addio mia bella addio - B) Inno al fante
    CSC 0105 A) La campane di S. Giusto - B) Marcia dei bersaglieri
    CSC 0106 A) La penna nera - B) Dove sei stato mio bell’alpin
    CSC 0107 A) La leggenda del Piave - B) Tripoli bel suol d’amore
    CSC 0108 A) Alla bandiera - B) Il testamento del Capitano
    CSC 0109 A) La bella Gigogin - B) Monte Grappa
    CSC 0110 A) Soldato Ignoto - B) Africanella
    Più o meno gli altri cataloghi quali Fonola e Signal (SAAR srl) avevano in catalogo gli stessi titoli. Le foto mi sono state gentilmente concesse da mio cugino Tonino Barrella e dal Dott. Mino Boccia.

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    Enzo Cianci “cantante”

    Artista non si diventa per caso e a volte è la fortuna a determinare il successo di un cantante di musica leggera. Enzo Cianci rappresenta uno dei tanti artisti italiani che con un bagaglio pieno di professionalità e tanta tanta gavetta non è riuscito a imporsi al grande pubblico nazionale. Iniziò formando la “IV Formula”, complesso con tutti elementi di Potenza, composto da: Franco Tedona (27/12/’53), Donato Scattona (18/8/’48), Antonio Lo Sappio (26/1/’50), Vincenzo Cianci ( 10/3/53) e Emanuele Summa. Dopo aver vinto un concorso Nazionale Enal, interpretando “L’esistenza” e la cover “Eppur mi son scordato di te”, finì’ l’avventura della IV Formula e prese piede una nuova formazione: i “S.A.O.”, iniziali di un famoso piatto gastronomico strapaesano, nella quale formazione subentrò Rocco Gruosso, alternandosi con Lo Sappio e Scattona.

    Vinsero una gara di complessi svoltasi a Palermo e tutto sembrò maturo per un esordio televisivo, che puntualmente arrivò con la partecipazione alla trasmissione televisiva “Piccola ribalta”, tenutasi ad Ischia dal 17 al 20 aprile del 1973. Di li a poco finì anche l’avventura dei “S.A.O.” ed iniziò l’esordio de “I Lupi”, in omaggio alla Lucania (terra di lupi), i quali incisero un rarissimo 45 giri dal titolo “Pensieri d’aprile”, facciata B “Quel qualcosa di nuovo”. Inizialmente i componenti de “I Lupi” erano sei: Francesco Sileo (batteria), Stefano Rubino (tastiere), Donato Scattone (basso), Giuseppe Taddonio (chitarra ritmica), Rocco Tolve (chitarra solista) e Vito Colangelo (cantante); in seguito subentrò Enzo Cianci. Quest’ultimo dopo la parentesi IV Formula, S.A.O. e I Lupi, proseguì da solista incidendo un bellissimo disco, per l’etichetta “Eterfon” dal titolo “Notte mia, donna mia” e nel retro “Solo”, (45 giri molto ricercato dai collezionisti). Enzo Cianci tuttora continua a far serate in manifestazioni di piazza e matrimoni, anche se ora “cantare” per lui è un hobby e non più una professione.

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    CD introvabili o mai pubblicati

    Quando al negozio mi arriva una richiesta di un CD o di un particolare cantante, l’unica cosa certa è che la richiesta riguarda canzoni non scaricabili oppure mai pubblicate. Tutto questo mi sprona a trovare e mettere su CD le richieste impossibili, creando così un supporto per uso strettamente personale. Grazie agli amici collezionisti ho realizzato questo doppio CD, contenente 56 canzoni interpretate dalla maggior parte da artisti sconosciuti, che la N.E.T. (Nuova Enigmistica Tascabile di Corrado Tedeschi) pubblicò 50 anni fa in abbinamento al settimanale.

    Come si può osservare il fenomeno “musica in edicola” è sempre esistito. Anch’io comprai all’inizio degli anni ‘60 tantissimi dischi EP abbinati alla rivista “Musica Jazz”, che tuttora conservo. Un’altra verità è che a me piace fare quello che gli altri non hanno mai fatto e che molto probabilmente non faranno mai, ad esempio: Compilare l’elenco completo di tutti i dischi N.E.T. in ordine numerico e quindi cronologico; tutto questo non potrebbe interessare nessuno, questo è vero; ma fatto sta, che una miriade di persone da tutto il mondo mi chiede informazioni su: Mauro Maltoni (Sax alla Papetti), Enzo Cianci, Rodolfo Fiorillo, Gianni Oliva, Cappuccino, Ostilio Gattola e così via. Ora ho messo insieme questi artisti della N.E.T. in un doppio CD, e spero di poter realizzare in seguito una seconda raccolta, comprendente tutti gli artisti delle covers realizzate negli anni ‘60. Alcuni di questi hanno continuato l’attività: Rino Gionchetta ad esempio continua ad esibirsi sulla via Emilia, offrendo al pubblico vacanziero un immenso repertorio di canzoni “Revival di successi”; Anna Song sulla scia della più nota Samantha Fox si dedicò alla musica sexy; Roby Valente formò una grande orchestra spettacolo e dava spettacoli in tutta la penisola; Nando Star tentò il successo abbinando la sua “Sei come una lucertola” al brano di Clem Sacco “African cry”; Tony Rasa espatriò e divenne un importante consulente informatico; Rita Bertolini chiusa la parentesi “canto”, divenne Arbitro internazionale di Volley; Franco Darin lasciò il canto per dedicarsi al suo sport preferito: il bob, vincendo anche un titolo di campione italiano su pista; il complesso “I Trovatori” terminarono di incidere dischi covers nel marzo del 1967, dopo aver tentano invano di inserirsi nell’elenco dei complessi beat del periodo, ma con risultati negativi; Jolanda Rossin di Frugarolo in provincia di Alessandria, partecipò al Sanremo del 1961 col brano “Una goccia di cielo” etichetta Carish (la stessa che incideva Peppino Di Capri nel periodo d’oro); ritentò l’anno dopo con “Un’anima leggera” e “Centomila volte”, ma senza fortuna. Altri due noti artisti della N.E.T. che mi piace ricordare, per la moltitudine di incisioni pubblicate, sono: Ezio De Gradi e Graziella Caly, accompagnati come sempre da “Gli Enigmisti”; solo una piccola citazione per Marcello Zanetti in ricordo alla memoria. Faccio notare che avevano iniziato così lo stesso Sergio Endrigo, con lo pseudonimo Sergio Doria e ancor prima come Notarnicola; la stessa Mina iniziò ad incidere covers col nome Baby Gate; Fausto Leali col nome Fausto Denis etc. etc.. Oltre alla N.E.T., negli anni ‘60 questa produzione era così dilagante che tutte le etichette discografiche minori sopravvissero grazie a questo escamotage discografico; tra le più note: la Combo, A & R, Phonotype Record, Fonola, S.A.A.R; la stessa RiFi Record, Casa produttrice dei dischi dello Zecchino d’oro, per limitare la concorrenza produceva una serie parallela all’originale in vendita al 60% in meno al pubblico.

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    Peppino Gagliardi “Maje”

    Strana casualità, una canzone dal titolo “maje” non è stata “mai” incisa dal suo interprete Peppino Gagliardi. Cantò questo brano al Festival di Napoli, che si tenne dal 17 al 19 ottobre del 1963, in coppia con Lucia Valeri. Oltre a questa “rara e curiosa” particolarità, quel Festival viene tuttora ricordato per il brano “Indifferentemente”, interpretato da Mario Abbate in coppia con Mario Trevi, che pur classificandosi al secondo posto, ottenne un così grande successo da meritargli l’iscrizione nell’albo d’oro delle canzoni classiche napoletane. Altra curiosa coincidenza: il titolo della canzone vincitrice “Jammo jà”, cantata da Maria Paris e dal “Reuccio” Claudio Villa si è ripetuto, “omonimamente” parlando, dopo 47 anni all’ultimo Festival di Sanremo, interpretata da Nino D’Angelo e Maria Nazionale. La canzone “Maje” di Martingano e Monetti, pur non classificandosi per la finale ottenne lo stesso un buon consenso di vendite discografiche, ma solo nella versione incisa da Lucia Valeri; all’epoca si parlò di una cortese concessione di Gagliardi (non incidendola) per favorire la collega. Più tardi però, ci fu chi pensò bene di approfittare di questo vuoto: “Bobby Pagano”, che colmò incidendo “Maje” come facciata B della canzone più richiesta del Festival di Sanremo del 1964: “Una lacrima sul viso”, per l’etichetta Zeus di Napoli. Troppi i cantanti che in quel periodo (favorevole) incidevano “cover” con pseudonimi, che puntualmente stimolavano le curiosità biografiche dei collezionisti. Ora chiedo a tutti quelli che mi leggono di darmi il benchè minimo indizio di questo personaggio, che certamente aveva preso il nome d’arte “Bobby” per l’occasione, da Bobby Solo e Pagano perchè potrebbe essere il suo vero cognome. Altri artisti che incuriosiscono i collezionisti sono: Lorenzo, che ha inciso diversi 45 giri nel 1981 per la Big Stereo e Libero per l’etichetta Polyfon.

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    Buddy: Il Re delle covers

    Buddy è il cantante napoletano che tra il 1965 e il 1969 ha inciso per la Casa Discografica Phonotype Record il maggior numero di dischi senza mai sbagliare un colpo.
    La spiegazione sta nel fatto che Buddy, formidabile imitatore, interpretava tutte le canzoni di successo delle Hit Parade e dei Festival di Sanremo. Più tardi, dopo aver venduto milioni di dischi su etichetta KappaO decise di uscire dall’anonimato,  svelando la propria identità. Buddy alias Gianni Nazzaro sottoscrisse un contratto con la CGD nel 1970, diventando l’artista professionista che tutti conosciamo. In quel periodo, tutte o quasi, le Case Discografiche producevano cover; la già citata Phonotype pubblicava le canzoni di Celentano, Don Backy, Gene Pitney, Gianni Morandi, Adamo etc. interpretate da Buddy; per le voci femminili il compito era affidato a “Colette” alias Anna D’Avanzo di Frattamaggiore, in quel periodo diplomata ragioniera con la passione del canto. Sue le cover di Caterina Caselli, Mina, Iva Zanicchi etc.. Molti mi domanderanno: “Per quale motivo un appassionato di musica doveva comprare una cover, quando poteva acquistare direttamente l’originale”; la risposta è: “Il prezzo”. Infatti questi dischi costavano meno della metà ed ottenevano un grosso successo di vendita per diversi motivi; il primo è dato dalla grossa presenza sul mercato dei famosi mangiadischi, giocattolo sonoro per i bambini, per i quali valeva la pena risparmiare, in quanto una sigla televisiva cantata da Bruno Lauzi “La tartaruga”, Lino Toffolo “Johnny Bassotto”, Enzo Jannacci “Vengo anch’io no tu no”, non differiva molto da un’incisione di Buddy; il secondo motivo era da attribuire alla grossa distribuzione fatta dalle bancarelle dei mercatini e un terzo motivo era l’accoppiata sullo stesso 45 giri di due successi.


    Le case discografiche, che più di tutte godevano di questa manna piovuta dal cielo erano: la Combo di Trevisan, con tutti i brani o quasi incisi dai Combos; la G & R, con Barbara che imitava Patty Pravo; la Danvox, con Monica Petit etc.; La N.E.T. (Nuova Enigmistica Tascabile) con i vari Rino Gionchetta, Anna Song, Nando Star, Trio Max, Giancarlo Garbarini, I Marino’s, Nuccia Erly; La CDA con Sabrina; la Junior con Paolo, Silvia e Gianpaolo con l’orchestra Junior, la Fonola, concorrente della Phonotype per l’alto numero di emissioni; la SAAR record di Milano pubblicava intere compilation numerate, incise da Tony O’More, Dorian, The Continental Group, Vivienne, I Blue Jeans, The Black Jacks, Ugly Custard, El Dany, Serpentine. Le canzoni più famose incise da Buddy: Il ballo di Simone, Sogno, L’ora dell’amore, La quadriglia, Ogni mattina, Vengo anch’io, no, tu no, Affida una lacrima al vento, Vita mia, Lei, Bandiera gialla, Serenata, La vita, Il posto mio, I tuoi occhi verdi, Se perdo anche te, E’ la pioggia che va, Figlio unico, Perdonala, Casa bianca, La tramontana, Il Re d’Inghilterra, Luglio, Tre passi avanti, Eravamo in 100.000, Cannella, Non c’è più niente da fare, Solo più che mai, C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, A chi, Un mondo d’amore, Una casa in cima al mondo, Pietre, E allora dai, Bisogna saper perdere, Cuore matto, Nessuno mi può giudicare, Adesso si, La mia serenata.
    Tutto questo e tanto di più sarà pubblicato su “Musica Leggera”, la più importante rivista mensile di musica, nel numero di maggio. Per le tantissime richieste, chi è interessato, gli consiglio di prenotarla al proprio edicolante.

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