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    Nino Taranto “Discografia completa” Vol.14

    Con questa quattordicesima raccolta di successi di Nino Taranto penso di aver completato la “Discografia completa”, includendo le poesie e le scenette comiche, per un totale di 335 brani. Lo scopo principale di assemblare tutti i successi di questo “grande” indimenticabile ARTISTA è motivato dal desiderio personale di rendere omaggio a chi mi ha regalato per decenni momenti di buonumore, che continua inalterato nel tempo.
    Grazie di cuore…Sig. Ciccio Formaggio.

    Dischi rari Vol.5

    Cosa da non credere; dischi a 45 giri poco venduti all’epoca della loro emissione sul mercato discografico, ora valgono oro. Meno conosciuti dal grosso pubblico e più valgono, infatti in questa quinta raccolta “virtuale” (non in commercio) da me assemblata figurano gruppi degli anni ’60 che incidevano dischi, in molti casi autoprodotti o pubblicati da piccole etichette discografiche, col solo scopo di pubblicizzarsi a livello provinciale e dare la possibilità alle radio libere di diffondere i loro successi.

    A tutti questi gruppi, facilmente confondili per l’omoneità di gruppi simili, ho aggiunto canzoni rare di artisti famosi, come: “Happy Valentino” cantata in tedesco da Peppino Di Capri; Mina che canta in francese “La cigarette”, brano inedito in Italia; Sergio Doria, primo nome d’arte di Sergio Endrigo che incideva dischi, come questo “Arrivederci” di scarsa qualità vinilica, pubblicato in allegato alla N.E.T.; ho voluto inserire anche due incisioni non stampate su dischi, ma belle e rare, al solo scopo di farle conoscere. La prima è una rara registrazione (provino) di 4 marzo 43, cantata da Mario Musella, in previsione di una sua partecipazione al Festival di Sanremo, che vide protagonista Lucio Dalla (autore) per la RCA e l’Equipe ’84 per la Ricordi. L’altro brano mai stampato è l’esilarante blues-lento da ballare di Zio Dany. Il resto della compilation è un bel tuffo negli anni ’60, fatto di motivi che come “meteore” son passate velocemente in mezzo secolo della nostra vita e che ora ritornano a fare da apripista nel revival musicale di nostalgici ricordi giovanili.

    Figli di Ciro “Rare incisioni a 78 giri”

    60 anni fa fui punito dai miei genitori con l’eliminazione di un grammofono dalla mia stanzetta, ritenendolo causa di totale distrazione dagli studi, un pò come si verifica oggi con la “Nintendo”, che attrae i ragazzini al punto tale da distoglierli dalle attività scolastiche. Quelle canzoni, registrate con strumentazioni d’epoca, a volte incomprensibili, mi affascinavano al punto da mantenere ancora oggi intatto il piacere di riascoltarle. Questa non deve sembrare una rivalsa per quell’impedimento a fin di bene, ma il desiderio di riportarle alla ribalta “culturale” degli appassionati e collezionisti. I “Figli di Ciro” erano posteggiatori napoletani, che dall’inizio del primo ’900 incisero su 78 giri più di 100 melodie, oggi introvabili. Alcuni dischi furono stampati dalla “Deutsche Grammophon – AK Fluggesellschaft (Berlin); uno in particolare “Mamma mia, che vò sapè” di Emanuele Nutile, canzone partecipante alla Piedigrotta del 1909, etichetta Concert Record “Gramophone” 78 RPM V.92445, Ediz. Izzo, nella facciata B “Dint’ ‘a varca” di Giovanni Capurro (coautore con Di Capua del successo mondiale “O sole mio”), musica di Francesco Bongiovanni. Un altro 78 giri del 1910, facciata A: X-92323 ” ‘O cefaro” e Facciata B: X-92324 “A Piazza Serra” fu inciso su etichetta “Disco Zonophon Company di Milano”, disco Zonofono N.di catalogo 10964. Qui di seguito troverete assemblate 30 canzoni in due “virtuali” CD e un ulteriore elenco di canzoni con descrizioni di musicisti e note biografiche. Come sempre chiedo ai collezionisti di collaborare, comunicandomi i brani mancanti, in modo da integrare la discografia de I “Figli di Ciro”, da non confondere con “I 5 Ciro’s”, gruppo che ebbe un discreto successo negli anni ’60.

    Questo l’elenco delle altre canzoni incise dai “Figli di Ciro”: Suonn ‘e fantasia (Genise-Capolongo); ‘O core ‘e Catarina (Galdieri-Capolongo); T’arracumanno (Ricciardi); Napule Nà (Aniello Califano-Paul Longone), pubblicata nel 1908 dalla The Grammophone Company di Milano; Maria Bella (E.Nutile, autore di Amor di Pastorello); ‘A Napulitana (Rodolfo Falvo, autore di Dicitencello vuje); ‘O cefaro; ‘O sciampagnone (Francesco Buongiovanni coautore con Libero Bovio di “Lacreme napulitane”); Così com’è, scritta nel 1907 (Capurro-Buongiovanni, autori del brano Totonno ‘e Quagliarella del 1919); Marenarella (Buongiovanni-Nutile); ‘Na palummella janca (Emanuele Nutile-Eduardo Nicolardi); Quanno ‘a femmena vò filà (R.Falvo); Serenata a Luisella del 1906 (Milano-Fonzo); ‘O silenzio a buordo (Scala-Capolongo); ‘A speranza d’ ‘o surdato (Fonzo); I’ po si vo’ ddico (Valente); Villanova (Fonzo); ‘E femmene ‘e Napule (Buongiovanni); Nun saccio spiegà del 1904 (Giovanni Capurro); ‘A gelusia (R.Ferraro-Correra-E.Nutile); Ammore che gira (G.Capurro-G.F.Buongiovanni); Teniteme presente (Vincenzo Di Chiara-Antonio Barbieri); Tu nun me vuò cchiu bene del 1913 (Di Giacomo-Falvo); Uocchie c’arraggiunate (Rodolfo Falvo-Alfredo Falconi-Fieni); ‘A canzone ‘e Marechiare (De Gregorio); Manella mia del 1907 (Ferdinando Russo-V.Valente);Tarantelluccia (Rodolfo Falvo-Ernesto Murolo); ‘O sfizio (Vincenzo Ricciardi) fu incisa nei primi mesi del 1907 su dischi 78 giri Zonophone inglese (X 92228) e su etichetta Victor 98485; ‘A scurita sempre del 1907, come pure Cicirenella e Aprite la finestra (su alcuni 78 giri riportata col titolo Aprite la fenestra) di G.Cimino, autore del brano Amor ti chiedo (Your love I implore, dear), incisa nel maggio del 1922 dal baritono Raul S. Bonanno.

    Nino Taranto “Discografia completa” Vol.13

    Mettere insieme la discografia completa di un artista famoso è cosa molto difficile e complicata; questo è dovuto al fatto che in molteplici casi non esiste una discografia cronologica o quantomeno documentata. La mia fortuna è quella di avere degli “amici” sempre disponibili a collaborare e a sostenermi in questo estenuante lavoro di ricerca e di assemblaggio. Per dovere e gratitudine ne cito alcuni, tra quelli più noti nell’ambiente collezionistico: Mimmo Esposito, Pietro Catauro, Ciccio Mastroianni ed Ettore Geri. Sono loro, come in questo caso, che mi fanno notare titoli mancanti e fanno a gara per concedermeli, gentilmente. Questo 13° volume è il penultimo della “Discografia completa” del grande Nino Taranto, che completerò quanto prima col 14° e ultimo volume.

    Desidero far notare che in questo volume è inclusa la canzone “‘A quaterna”, già citata nella discografia di Sergio Bruni; siccome il testo recita “…da quanno ero guaglione gioco al lotto: 31.7.5 e 48″, mi sembra una buona occasione per suggerirla agli amici Alfonso Gargano e Sergio Zinno, affinchè possano giocarla e realizzare una vincita sostanziosa per trascorrere un Felice Natale e un Buon Capodanno con le rispettive famiglie. Il mio Augurio di Buone Feste è ovviamente esteso a tutti i visitatori del blog, con un caloroso, “virtuale” sincero abbraccio.

    Fiera del disco “VINYL fest”

    Rispondo alle numerosissime domande ricevute, inerenti il materiale che esporrò alla prossima mostra del disco di Salerno.
    Farò un elenco breve e dettagliato delle cose più interessanti, al prezzo (simbolico) di 1 €, facendo alcuni esempi: N. 5 CD originali d’importazione di vari generi musicali (tutti 1 €); felpa di Pino Daniele con cappuccio (1,00 €); 5 adesivi o 5 spillete da collezione (1,00 €), calendari d’epoca di cantanti (1,00 € l’uno); 10 foto di artisti italiani e stranieri (tutte 1,00 €); 10 musicassette di vario genere (tutte 1,00 €); LP vari generi (1,00 € l’uno), 45 giri “rari” nuovi mai suonati (1,00 € l’uno), come da foto allegate. Tutto in vendita alla 5^ Fiera del disco di Salerno del 6 gennaio prossimo, fino ad esaurimento scorte (limitate). La vendita sarà riservata di mattina esclusivamente ai visitatori; il pomeriggio sarà estesa anche agli espositori presenti.

    Vinyl Fest “Fiera del disco” a Salerno.

    In fermento i collezionisti di dischi in vinile da collezione. A Salerno, si potrà cacciare liberamente tra i banchi degli espositori, provenienti da tutta Italia il 6 gennaio 2012, a differenza del settore venatorio, dove la caccia è stata bloccata dal Tar della Campania. La caccia al vinile è aperta, e tutti potranno cercare il disco mancante alla propria collezione, il giorno dell’Epifania, al Grand Hotel Salerno.

    I collezionisti di musica sono persone strane, in senso buono ovviamente; faccio un esempio: il 28 marzo 2007 avevo recensito il complesso “Sasà e i Nobili” e subito mi contattarono tantissimi collezionisti per ricevere qualche notizia in più di questo gruppo, uscito di scena in punta di piedi. Il 28 dicembre 2009 rifeci una recensione, citando una parte della loro discografia e anche in quell’occasione mi furono poste tantissime domande, inerenti la possibilità di poter entrare in possesso delle loro incisioni. Il giorno 11/11/11 alle ore 11 e 11, mi sono incontrato con Sasà al secolo Salvatore Cirillo, che mi ha confermato la riunificazione del gruppo, informandomi dell’esordio con un concerto che daranno a Pompei il 16 dicembre. Da questo incontro ho potuto constatare la mancanza di un suo disco a 45 giri ed esattamente Dincello tu/Giulia, pubblicato dalla Polifon nel 1980, recante la dicitura “Festival della canzone napoletana”, un festival (non ufficiale) che tentava (invano) di riportare alla ribalta il tradizionale Festival (ufficiale) della canzone napoletana, ormai definitivamente “cancellato”. Oltre questo disco di Sasà e i Nobili, al Vinyl Fest ce ne sarà un altro molto ricercato ed esattamente il 45 giri di Stefano Biondi (Giuseppe Ranno) “Malgrado tutto/Monique”, papà prematuramente scomparso del più noto Mario Biondi. Il sottoscritto sarà presente alla 5^ Edizione di Vinyl Fest con CD/LP/45Giri/Felpe/Calendari da collezione/Adesivi e spillette rare, tutto in vendita ad 1 €. Arrivederci a venerdi 6 gennaio.

    Sasà e i Nobili “Dincello tu”

    Qualche settimana fa ho incontrato il cantante Salvatore Cirillo, leader del complesso “Sasà e i Nobili”, il quale mi ha confermato il ritorno nel mondo della musica leggera, con un concerto che ha registrato il tutto esaurito. Parlando del più e del meno, gli ho fatto notare che tuttora i suoi dischi sono molto ricercati dai collezionisti e ce n’è uno in particolare che ha destato la mia curiosità, esattamente il disco 45 giri “Dincello tu” di F. Cirillo, retro “Giulia”, inciso in occasione del Festival di Napoli del 1981. Stranamente non compare nell’elenco dei partecipanti ed alcuni dubitano persino della sua pubblicazione. La certezza è data dal fatto che io avevo posseduto questo disco e quindi sicuro della sua esistenza. Sasà mi ha confermato di averne una copia, me l’ha fatta recapitare ed ora posso finalmente integrare il mio personale CD (non in vendita) Restamore, includendo anche la facciata B di “Graziella”, anch’essa mancante e cioè “Lacrime”.

    Preciso che nel 1956, Claudio Villa (Pica) e Franco Ricci (Salvatore Sebastiani), vinsero il 3° premio al IV Festival radiofonico della canzone napoletana con “Dincello tu”, brano omonimo di Gaetano Amendola (versi e musica) su dischi Vis Radio.

    Napoli da collezione Vol.18

    Son riuscito ad assemblare 20 canzoni napoletane, interpretate da artisti stranieri e da cantanti italiani che abitualmente non interpretano melodie napoletane.
    Questa compilation, non in commercio, fa parte della mia collezione personale e pubblicata sul mio blog al solo scopo di far conoscere queste incisioni strane, rare e anomale. Queste le 20 canzoni del 18° volume di “Napoli da collezione”:


    01) ‘Na sera ‘e maggio cantata da Neil Sedaka
    02) ‘O specchio, rarissimo brano di Domenico Modugno
    03) Ammore siente, che i Los Marcellos Ferial cantarono in coppia con Bruno Filippini (disco raro) al Festival di Napoli del 1964.
    04) ‘O monumento interpretato da Gegè Di Giacomo in coppia con Carla Boni al Festival di Napoli del 1962.
    05) Cinematografo, un classico solitamente cantato da Mario Merola, io ho scelto questa magistrale interpretazione di Raffaella De Simone, una delle più brave cantanti napoletane del momento.
    06) ‘O sisco del 1956 l’ho scelto per fare un omaggio al “grande” Gino Latilla, di nome napoletano (Gennaro), nativo barese, fiorentino d’adozione, mancato qualche mese fa a Firenze; aveva 86 anni, scopritore di Fred Buscaglione.
    07) A ‘nnammurata mia del 1964 nell’interpretazione di Fred Bongusto.
    08) Songo americano, incisa da numerosissimi artisti famosi (Ernesto Bonino, Josè Guardiola, Ray Martino etc.); qui ho scelto la versione di Johnny Dorelli.
    09) Fenesta ca lucive cantata da Gino Paoli, accompagnato alla chitarra da Giorgio Gaber, periodo “Ricordi”.
    10) Me faje ‘mpazzì di Lello Pugliese è cantata da Mario Da Vinci.
    11) Nun voglio fa niente cantata dal posteggiatore napoletano Pietro Mazzone.
    12) Reginella, classico della canzone napoletana è stato registrato e pubblicato in migliaia di versioni, questa è quella di Amedeo Minghi.
    13) Scapricciatiello (1954) nella versione di Fatima Robin’s & Gli Asternovas, moglie di Fred Buscaglione, che già si era cimentata nell’interpretazione di canzoni napoletane in passato, “You wanna be americano”, ovvero “Tu vuò fa l’americano” in inglese.
    14) Vurria, che quasi tutti conosciamo nella versione di Aurelio Fierro, qui ho voluto inserire la versione bellissima di Franco Simone.
    15) Me piace sta vucchella, inclusa nell’EP Music EPM 10073 (1958) de I Campioni di Tony Dallara; gli altri brani inclusi nel disco: Che m’ ‘e ‘mparato a ffa (Trovajoli), Pecchè nun saccio dì (U.Fusco) e Che sbadato(Coppola).
    16) Na musica doce cantata da Orietta Berti, recentemente inclusa in una raccolta quintupla di CD.
    17) Indifferentemente (Umberto Martucci/Salvatore Mazzocchi), presentata al Festival di Napoli del 1963, cantata dalla coppia Mario Trevi e Mario Abbate, incisa da Sergio Bruni, Mina etc.; qui è cantata dalla “star internazionale” Amii Stewart.
    18) Lo cardillo cantato da Joan Baez è una chicca per i veri amanti di rarità.
    19) Malatia, classico di Peppino Di Capri è cantato dalla “grande” Mina.
    20) Dduje vase sulamente cantata da Peppino Di Capri, è un brano poco noto al grosso pubblico, ma di una bellezza straordinaria, da ascoltare assolutamente.

    Isa Landi “‘A guagliona”

    Isa Landi, soprannominata ‘A guagliona, proprio perchè inizia a cantare giovanissima, insiema alla sorella Nina Landi, ovvero Giustina. Promossa cantante dal maestro Giuseppe Cioffi nel 1942, debutta alla Piedigrotta con il motivo “E stessi rrose” di Pisano-Cioffi. Si fa notare tra i grandi partecipanti a quella edizione: Eva Nova, Nino Taranto, Carlo Buti, Enzo Romagnoli etc..


    Sposa il suo impresario Mario D’Auria a soli 18 anni; interpreta e incide motivi di successo, quali: Suonno suonno, ‘O carusiello, Famiglie ‘e marenare, L’ultima chitarrata, Ddoje parole, Speranza perduta, Serenata capricciosa etc.
    Interprete protagonista della commedia di E.A.Mario ‘A taverna d’ ‘o Cerrillo.
    La sua popolarità varca l’oceano, sottoscrivendo un contratto trimestrale con l’editore Edward Rossi, che la fa esibire nei grandi teatri di New York e sulla nave Augustus.
    Isa Landi nella sua lunga carriera di cantante ha inciso dischi per molteplici Case Discografiche, solo per citarne alcune, tra le più note: Fonit, Rca, Phonotype, Zeus, Smerald, Universal, Phonotris, Eterfon. Io, come già fatto per altri grandi interpreti del 78 giri, citerò le 18 incisioni pubblicate dai F.lli Esposito nel 2000 su CD nella “Serie Storica”, tuttora reperibile ed acquistabile in tutti i negozi di dischi e librerie.
    Per gli approfondimenti sulla vita magica di questa grande artista, basta contattare lo storico Antonio Sciotti, che ne ha curato la biografia con aneddoti e minuziosa descrizione.

    Vera Nandi “I grandi interpreti del 78 giri”

    Vera Nandi è il nome d’arte di Brigida Cinque, che dopo anni di lavoro come sartina fa il suo esordio in una rivista al Teatro Trianon di Napoli il 10 maggio 1936. Per la ragazzina il futuro da artista è assicurato, ma la fortuna più grande è quella di abbandonare il laboratorio di sartoria, che la vedeva impegnata in un duro lavoro precario minorile. Affronta un debutto importante in uno spettacolo di varietà che annovera importanti protagonisti dell’epoca: Ettore Fiorgenti, Nella De Campi e Regina.

    Vera Nandi canta “Senza addio” un brano di Quintavalle, commuovendo l’intero pubblico del Trianon. Ora è solo una ragazzina con una voce brillante e senza pretese, ma per il perfezionamento c’è bisogno di educazione vocale; a questo pensa il Maestro Tavernier, che ne perfeziona l’impostazione e la tecnica, senza dissuaderne la dote popolaresca partenopea. A Vera Nandi va il merito della prima interpretazione della celeberrima “Tammurriata nera” (1944). Ora il suo nome appare in bella vista sui cartelloni delle grandi compagnie di rivista, comprese quelle di Nino Taranto e Macario. Protagonista al primo Festival di Napoli (1952), dove interpreta ” ‘O principe indiano” e “Tuppe ttu”. Vera Nandi ad un certo punto della vita artistica si trova di fronte ad una scelta da fare: teatro o musica?. Opta per la prima, scegliendo il Teatro di Eduardo De Filippo. Nel cinema, la sua presenza è testimoniata nel film “Le quattro giornate di Napoli”. Anche questo CD è in commercio, prodotto dalla Phonotype record, facilmente reperibile.