Carlo Casale
Google
  • Sondaggio
    • Pensate che questo Governo tecnico risolverà i problemi dell'Italia?

      Loading ... Loading ...
  • Contatti



    Risorse Web

    Salvatore Papaccio “I grandi interpreti del 78 giri”

    Da amante della canzone classica napoletana devo lodare i F.lli Esposito, della storica Phonotype Record, per aver pubblicato matrici preziosissime di Grandi artisti napoletani, in LP e in CD, dando a tutti gli interessati l’opportunità di poter riascoltare canzoni incise e pubblicate sugli introvabili dischi a 78 giri.

    Bellissimo questo disco di Salvatore Papaccio, tenore nato a Napoli il 23 giugno 1890 e mancato a Napoli il 24 dicembre 1977. Iniziò a cantare giovanissimo e man mano che la sua voce si irrobustiva, veniva sempre di più indirizzato nella lirica. Fu proprio questo, che nel 1908, sotto la direzione del Maestro Campanini, gli valse il debutto al teatro San Carlo, nel Tristano e Isotta di Wagner. Dopo quel debutto, ne seguirono altre 122, segnando l’affermazione di Salvatore Papaccio. Questo disco, pur contenendo incisioni rarissime, è facilmente reperibile nei migliori negozi di dischi e librerie.

    Gemelli diversi Vol.26

    Questa compilation di canzoni uguali, interpretate da artisti diversi, è la ventiseiesima da me assemblata, contenente i seguenti brani:
    1) “La la la la la” incisa dal famoso gruppo americano di origini messicane The Blendells, che già era una cover del brano inciso dal giovanissimo Stevie Wonder nel 1963.
    2) “Sha la la” incisa in italiano da Fausto Leali e i suoi Novelty nell’ottobre 1965 su etichetta Jolly J 20329; nello stesso anno la incisero anche I Camaleonti con l’etichetta Kansas DM 1005, col titolo Sha…la la la la.
    3) “I was Kaiser Bill’s Batman” inciso da Whistling Jack Smith nel 1967, su etichetta Deram DM 112 (Decca Record – Made in England).
    4) “Siamo quattro” cantato in italiano da The Casuals ed incisa per la CBS 2710 italiana nello stesso anno; l’anno dopo passarono alla Joker SAAR di Milano.
    5) “Il ragazzo della via Gluck”, Clan ACC 24032, canzone presentata da Adriano Celentano al Festival di Sanremo del 1966, con scarso risultato di classifica; infatti fu eliminata e classificatasi all’ultimo posto. Il seguito fu un trionfo, raggiunse la vetta della hit parade italiana, vendendo milioni di copie in pochissimo tempo.
    6) “La maison où j’ai grandi”, versione francese incisa da Francoise Hardy ed inclusa nell’LP Vogue CLD 702 30 pubblicato nel 1966. Per la cronaca in abbinamento a Celentano era stato presentato Il Trio del Clan, composto da: Gino Santercole, Pilade e Ico Cerutti, disco 45 giri Clan ACC 24033, abbastanza raro.


    7) “Little man” del 1966, cantata dal duo finlandese Anki & Danny, coverizzando i più famosi Sonny & Cher.
    8. “Piccolo ragazzo” nella versione italiana del 1967 di Fiammetta, disco 45 giri raro; la versione italiana più venduta risultò quella di Milva, pubblicata dalla Ricordi.
    9) “La farfalla impazzita” cantata dall’autore Lucio Battisti, l’ho inserita per devozione, ma non l’ho mai preferita in questa versione.
    10) “La farfalla impazzita” presentata al Festival di Sanremo del 1968 da Paul Anka, inciso con la RCA Victor N1537; l’altra versione la incise Johnny Dorelli con la CGD N 9673, in abbinamento a Paul Anka.
    11) “Lassù qualcuno mi ama” in versione originale di Emilio Campassi (autore di …Maradone è meglio ‘e Pelè) e i suoi Canaris, pubblicato da una piccola etichetta partenopea nel 1964, la Europlay MS 1001; lo stesso brano fu ristampato nel 1976 su etichetta Ghibli GD 4510.
    12) “Lassù qualcuno mi ama” cantata da Gianni Rock (futuro Massimo Ranieri) nel 1964, etichetta Zeus BE 113; questa versione è molto ricercata dai collezionisti, ovviamente in vinile 45 giri.
    13) “Harmony” nella versione originale di Artie Kaplan, pubblicato in Italia dalla CBS nel 1973; il disco a 45 giri CBS 1189 rimase per diverso tempo ai vertici della hit parade italiana, per l’unica presenza del cantante nel nostro Paese.
    14) “Armony” in italiano lo pubblicò la Philips 6025 084, interpretato da Pier Bozzetti, già Don Miko e Miko Mission, da me recensito qualche mese fa.
    15) “Me faje ‘mpazzì” è un brano che mi sta molto a cuore, in quanto è il disco inciso per la RiFi Record da Lello Pugliese e da me prodotto; questa è già una cover, egregiamente interpretata da Fred Bongusto, con quel tocco di night classico, riconfermandolo un “capolavoro”.
    16) “Me vuelve loco” è la versione spagnola, incisa dai “Los Magnificos Paraguajos”, rendendo il brano “internazionale”.
    17) “La notte dell’addio” presentata al Festival di Sanremo del 1966 da Vic Dana, su dischi Liberty Lib 10224; questo disco è abbastanza richiesto, ma non raro.
    18) “La notte dell’addio” come il precedente, ma nella versione di Ornella Vanoni, anche se l’abbinamento sanremese era con Iva Zanicchi RiFi Record RFN NP 16123, entrambi pubblicati nel gennaio 1966. Il pezzo scritto da Alberto Testa fu sottoposto l’anno prima (1965) ad Umberto Bindi, che rifiutò di musicarlo, ritenendolo “troppo triste”; la stessa cosa fece Domenico Modugno. Qualche tempo dopo Alberto Testa lo sottopose a Memo Remigi, che sedutosi al pianoforte ne compose la musica in meno di un minuto. La RiFi era disposta alla partecipazione sanremese congiunta Mina-Zanicchi, quest’ultima era la fidanzata di Tonino Ansoldi, figlio del Capo Giovanbattista e quindi la Zanicchi la spuntò, ricevendola in esclusiva. Ricordo che il brano pur non ottenendo un gran successo a Sanremo, nel tempo è stato valorizzato dalle incisioni di grandi artisti, come: Remo Germani, Mia Martini, Franco Battiato e Luca Madonia.
    19) “Portami tante rose” in versione Camaleonti, con Riki Maiocchi cantante nella prima formazione; 45 giri Kansas DMK 008, pubblicato l’11 febbraio del 1967, riprendendo il motivo del 1934, della famosa versione cantata da Vittorio De Sica.
    20) “Portami tante rose” nella versione di Fausto Leali del 1963 su etichetta Music 2364, retro di “Non insistere”.

    Sam the Shame & the pharaohs

    Domingo Samudio in arte “Sam the Sham” è nato il 6 marzo, 1939 a Dallas, Texas. Iniziò a cantare già dalle prime classi elementari, esibendosi in programmi dal vivo. Più tardi imparò a suonare la chitarra, formando i primi complessini alle superiori con alcuni amici, comprendenti il futuro artista Trini Lopez. Nel 1961, dopo aver prestato il servizio militare, formò a Dallas il primo gruppo de “I Pharaohs”. Non ottenne risultati positivi negli anni a seguire, neanche come organista degli “Andy & the night riders” (1963), esibendosi con Vincent Lopez, un ex de “I Faraoni” nel Club Congo della Louisiana.

    Qualche risultato positivo cominciò ad emergere quando decise di intraprendere la carriera come cantante. La band continuò ad esibirsi, ma i risultati furono abbastanza negativi, fino al punto di determinarne lo scioglimento. Nel 1965, grazie alla MGM, si verificò il miracolo, che credendo in Sam the Shame, pubblicò il 45 giri “Wooly bully”, motivetto molto accattivante, dal testo senza senso, che ottenne i primi posti di vendita in Germania, Inghilterra e America, raggiungendo i 2 milioni di copie vendute in brevissimo tempo. Da quel momento tutta la produzione discografica di Sam the Shame & the Pharaohs divenne appetibile per un pubblico sempre più interessato a questo genere molto orecchiabile. In questa “virtuale” compilation ho assemblato i pezzi più gettonati. Gli LP, i 45 giri e i CD di Sam the Shame & the Pharaohs sono facilmente reperibili in tutto il mondo e conservano un prezzo accessibile a tutti.

    Gianfranco Raffaldi e i Novelty

    Gianfranco Raffaldi, pianista, organista e vocalist de “I Novelty”, il gruppo che nel 1959 annoverava tra i suoi componenti: Franco Piacibello (sax), Delio Ombrella (batteria) e Silvio Pesce (basso). Nel 1961, con l’ingresso di Piero Braggi alla chitarra, divennero il gruppo ufficiale di Fausto Leali. Con questa formazione furono registrate le prime incisioni N.E.T. di Fausto Denis (Leali); restando con lui dal 1961 (Jolly – SAAR) fino agli inizi del 1968 (RiFi). Gianfranco Raffaldi dopo l’esperienza con “I NOVELTY” è stato, dal 1968 al 1977, con Peppino Di Capri nel gruppo “I NEWROCKER’S”. Con Leali ha contribuito alla realizzazione dei suoi maggiori successi del tempo quali: “A chi”, “Angeli Negri”, “Deborah”, ecc. del periodo RiFi Record di Milano ed ha partecipato alla tournée italiana dei BEATLES (1965).


    Con Peppino di Capri iniziarono nuove esperienze musicali, collaborando ai suoi grandi successi discografici: “Champagne”, “Un grande amore e niente più”, canzone vincitrice del festival di Sanremo 1973 e alle tantissime incisioni in LP di canzoni napoletane.
    Nel 1977 chiuse la sua carriera professionistica ritornando a Vignale dove iniziò a far parte della Cantoria Parrocchiale, prima come organista, poi come direttore sino alla fine degli anni novanta. La “nota” più bella della vita artistica di Gianfranco Raffaldi è rappresentata dall’incontro con Fausto Leali e i Novelty, che ogni anno si tiene in quel di Casale Monferrato, rievocando, tra una specialità del posto ed un ottimo calice di vino genuino, i brani che hanno caratterizzato il loro “glorioso” passato artistico. I primi 2 brani della “virtuale” compilation sono cantati da Fausto Denis, più tardi Fausto Leali. L’attività ultima (da 6 anni ad oggi) di Gianfranco Raffaldi è stata la creazione di un importante gruppo gospel di 30 persone il “San Bartolomeo Gospel Choir” di spessore internazionale.

    Claudio Villa “Inedito !”

    Grazie all’amico Ettore Geri di Roma vi annuncio in anteprima mondiale l’imminente pubblicazione di un “inedito” DVD di rarissime apparizioni televisive del “reuccio” Claudio Villa; registrazioni provenienti da archivi sonori di Network giapponesi, croati, italiani ed americani.

    La prima registrazione “Il pericolo N.1″, è tratta da uno special di Jula De Palma che canta in coppia con Claudio Villa a Venezia nel 1965. La seconda registrazione contiene: “Il mio paese è grande” (inedito) del 1969, “Il tuo mondo” (canzone vincente) e “Un anno in più”, tratta dalla televisione di Spalato. La terza parte è la registrazione di “Musica e mare”, una tournèe Genova-New York, effettuata con la Michelangelo con i colleghi Nilla Pizzi, Giorgio Consolini etc.. La quarta registrazione riguarda la partecipazione di Claudio Villa all’Eurofestival del 1962, in quanto vincitore del Festival di Sanremo, col brano “Addio addio” diretto dal Maestro Cinico Angelini, ma senza coro. La settima traccia del DVD è tratta dalla presentazione che Claudio Villa fa del Videobox, in collaborazione con Rita Pavone, Teddy Reno ed altri; la trasmissione era “Treno CantaEuropa”. L’ottava traccia testimonia la sua ultima tournèe giapponese, nella quale Claudio Villa accompagnato dal Maestro Reddy Bobbio interpreta canzoni italiane e napoletane: guapparia, granada più un inedito di Domenico Modugno; nello stesso filmato lo vediamo in una singolare esibizione nel “Ristorante Sabatini” in compagnia dell’amico Alfredo Ella, cantante romano, ricevendo ovazioni per diversi minuti. L’ultimo video riguarda la trasmissione “Cari amici vicini e lontani”, nel quale Villa fa una parodia sui motivi Binario e Granada, accompagnato dai “Krishna Caitana Das” al secolo Claudio Rocchi e dalla Rondinella. Documenti eccezionali che saranno pubblicati prossimamente in DVD.

    Da “Don Miko” a “Miko Mission”

    Don Miko, al secolo Pier Michele Bozzetti, iniziò a cantare giovanissimo partecipando al concorso “Ribalta per Sanremo” al Lido di Venezia dove si aggiudicò il primo posto. Scritturato dall’ Ariston esordì incidendo il primo 45 giri “Non hai più niente per me”. Nel 1965 partecipò al Festival di Sanremo con il brano “ E poi verrà l’autunno” di Antonio Amurri/Aristide Bascerano in coppia con la cantante Timi Yuro, vero nome Rosemarie Timotea Aurro. Una breve parentesi riguardante quest’artista, da tutti creduta di origini giapponesi… tutt’altro; infatti, nata a Chicago, ma di origini italiane, figlia di emigrati molisani, esattamente di Rocchetta al Volturno (Campobasso), era nota in Italia per il brano “Hurt” (1961/62), inciso per la RiFi record in Italia da Fausto Leali (1967) col titolo “A chi”. “E poi verrà l’autunno” lo incise più tardi anche Mina, che il 7 dicembre 1968 divenne la sigla di apertura di Canzonissima. Don Miko passò inosservato a Sanremo, fu poco apprezzato ed eliminato. L’eliminazione da Sanremo non precluse la presenza di Don Miko in diverse trasmissioni televisive; ottenne infatti un alto gradimento nella trasmissione “Settevoci”, condotta da Pippo Baudo, aggiudicandosi diverse puntate.

    Don Miko proprio in quell’anno cambiò Casa discografica, passando dall’ Ariston di Carlo Alberto Rossi alla Vedette del maestro Armando Sascia. Alla Vedette Don Miko collaborò con grandi autori come Luciano Beretta, che tanto aveva dato, artisticamente parlando, ad Adriano Celentano (Il ragazzo della via Gluck) ed insieme composero ed incisero “Le tue favole”, risultato un discreto successo. In quel periodo la Vedette aveva sotto contratto I Pooh, e Don Miko collaborando con Valerio Negrini, realizzò il successo “Cede il mondo”, col quale ritornò sulla ribalta di “Settevoci” ottenendo soddisfacenti consensi di pubblico. Nel 1976 si ripresentò al Festival di Sanremo (vinto da Peppino Di Capri col brano “Non lo faccio più”) ottenendo l’accesso alla finale con “Signora tu” (16° posto) di Pier Michele Bozzetti (Miko) e Graziano Pegoraro. Alla fine degli anni ’70 si verificò uno scarso interesse per i vari cantautori italiani a favore della musica da discoteca, che all’inizio degli anni ’80 colmò l’intera classifica dei dischi più venduti in Italia e all’estero. Don Miko si adattò facilmente a queste nuove esigenze musicali, trovando terreno fertile grazie all’incontro con i fratelli Albertelli, fondatori dell’etichetta discografica Real Music, specializzata nella produzione, emissione e distribuzione di mix da discoteca. Miko cambiò genere e nome d’arte, diventando Miko Mission. Suoi i grandi successi della musica “dance”: How old are you, I can fly, I like the woman’s heart, Mr Blue, Strep tease, The world is you, Toc toc toc, Two for love etc., venduti in tutta Europa in milioni di copie. Miko Mission continua attualmente la sua professione, riscuotendo straordinari consensi da un pubblico giovanile.

    Noi due…di Capri

    La devozione per un Santo è frequente e spiritualmente accertato da parte di fedeli credenti, ma nel mondo musicale penso si verifichi abbastanza raramente. “Fans” si, ma devoti accertati per un cantante quasi mai. Il mio amico Ciccio Mastroianni, che gode di tutta la mia profonda stima, è uno di questi; infatti ha dedicato buona parte della sua vita di cantante-collezionista a Peppino Di Capri. Possiede tutte le sue incisioni, italiane e straniere, in tutti i formati: 45 giri/LP 33 giri/cassette/stereo8, video, foto, articoli di giornali, recensioni introvabili, insomma tutto. La cosa che meraviglia di più è il plagio dello stile e del timbro vocale nell’imitare Peppino Di Capri, grande artista di fama internazionale, che da oltre 50 anni regala “gioielli” a tutti gli appassionati di musica. Per poterne descrivere l’immensa discografia ha già provveduto lo stesso Peppino Di Capri con la fattiva collaborazione di Antonio e Ciccio Mastroianni, pubblicando un libro-catalogo contenente tutte le sue incisioni di 50 anni di attività.

    Sfogliando il libro ti accorgi che la conoscenza dei suoi successi è limitata a: Champagne, Me chiamme ammore, Roberta, Voce ‘e notte, Luna Caprese, Nun è peccato etc., ma entrando analiticamente nei particolari, ti rendi conto che esiste un repertorio poco noto e di difficile reperibilità sul mercato discografico. Grazie al collezionista Mauro Piffero, entrato in possesso di un 45 giri raro di Peppino Di Capri di produzione australiana, esattamente “Se mi vuoi lasciare”, a tutti nota la versione di Michele e completamente sconosciuta quella di Peppino, ho deciso di realizzare una mia personale compilation, dedicandola all’amico “devoto” Ciccio Mastroianni, col quale mi sento in obbligo per tutte le cortesie gratuite che mi concede giornaliermente (lo scoccio in continuazione). Ho intitolato questa “virtuale” compilation “Noi due…di Capri”, assemblando pezzi rari o poco noti, ma belli e di gradevole ascolto. Il primo brano “Noi due” era il retro del disco a 45 giri ‘A paura, Carisch VCA 26133, pubblicato il 28 giugno 1961; il secondo brano è la canzone cover “Se mi vuoi lasciare” concessami da Mauro Piffero; il terzo brano ‘O lampione, composta nel 1981 da Salvatore De Pasquale, meglio noto con lo pseudonimo Depsa; la quarta canzone da me selezionata è Ricuordate di Augusto Mauro, incisa nel 1961 da Nino Soprano e i 93, versione da me preferita e dopo 10 anni incisa da Peppino Di Capri (1971); completano la raccolta brani tratti da LP che non incontrarono il favore del pubblico, come “Fase 3″ del 2001 e “Torno subito” del 1983, etichetta Splash SPL 33051.

    Dischi rari Vol.4

    E’ stato molto difficile assemblare questi 19 brani nella quarta raccolta di “Dischi rari”. Volendo dare una valutazione ai 19 dischi (45 e 78 giri), io credo che la somma sfiora i 2000 €.; infatti ve ne sono alcuni che destano moltissimo interesse presso i collezionisti del “rare italian prog”, e per poterne entrare in possesso sarebbero disposti a sborsare cifre da capogiro. Io mi accontento di poterli almeno ascoltare. Il primo brano “Cicci cicci cicci” cantato da Giacomo Rondinella, ricevuto per gentile concessione dall’amico-collezionista Mimmo Esposito, è stato per me una manna piovuta dal cielo, e per i miei nipotini il piacere assoluto di poter ballare questo motivetto, difficilmente reperibile sui vari motori di ricerca. Ancora più difficile da trovare è la versione incisa da Natalino Otto (Natale Codognotto) su 78 giri Fonit (FONodisco Italiano Trevisan-Milano)12744-B nel 1948, retro della più famosa “La vie en rose”.

    Il secondo brano “La folle corsa” è la cover del successo della Formula tre, inciso per la Ricordi e inserito nell’album del Festival di Sanremo – SMRL 6082 nel 1971 dal trio di Tortona “I Leoni”; segnalo di questo gruppo il rarissimo LP “La Foresta”, pubblicato nel 1971 dalla Ricordi – SMRL 6081, pubblicato in CD nel 2003 dalla BMG e ristampato nel 2009 dalla RCA-Sony con copertina apribile. Raro anche il terzo brano “Amore cos’hai” cantato da “I Due”, pubblicato nel 1967 su etichetta ARC (Rca)- AN 4089. Dei maremmani “Giannetto e Gli Etruschi” ho inserito “Una bugia dolcissima” del 1967, abbinato a “Ma le stelle”; di questo complesso esiste un altro disco a 45 giri molto raro, inciso per la Ricordi nel 1965 SRL 10392 con i brani: A) Quando eri una ragazza di campagna, B) Avere o non avere?. Gianni Di Pietrantonio, chitarrista del gruppo bergamasco The Grills > I Grilli canta “Io ti dico vai”, cover del successo del 1967 dei Bee Gees “I can’t see nobody”; la facciata A “Non è per te” è su disco playStereo PLS 012. Poco o niente conosco di questo complesso “Tom e i Falchi”, se non il bellissimo pezzo pubblicato nel 1971 “Non ha senso piangere”. “Delirio” de i Panna Fredda è del 1970, lato B di un 45 giri pubblicato dalla Vedette di Armando Sciascia; non riscosse tanto successo neppure per la facciata A “Strisce rosse” scritta da Roby Crispiano, cantata da Giorgio Brandi, voce della prima formazione 1969/70. La raccolta prosegue con vari pezzi, molto rari di Gruppi sconosciuti ma particolarmente apprezzati dai collezionisti di vinili. Concludo questa quarta raccolta con 2 pezzi di Gino Paoli (gentilmente concessi da Antonio Mastroianni di Cicciano): il primo “Donna di balera”, uscito sul mercato nella versione 45 giri ed incluso nell’album rosso del 1972, etichetta Durium (per l’amico Fulvio); l’altro brano è “Con chi fai l’amore Mimì”, richiestomi da un amico del “cuore” (perchè cardiologo) Gregorio.

    Gabrè e Miscel “78 giri”

    All’apparenza sembrerebbero nomi di artisti francesi, in realtà trattasi di due fratelli, artisti italiani che ottennero discreti successi durante il ventennio fascista. Gabrè, nome d’arte di Aurelio Cimato, nato il 25 luglio 1890 a Villa S.Giovanni (RC), fine dicitore con impostazione della voce da tenore-leggero; debuttò a soli 23 anni nel momento esatto che le case produttrici di grammofoni, 46 per l’esattezza, iniziarono la vendita e il disco soppiantava il cilindro. Nei primi anni ’30 in Italia imperversavano ritmi di origine straniera, come il tango, il fox trot, il charleston etc.; si cantavano drammi esistenziali, amore sdolcinato, allegri doppi sensi e si ballava sulla falsariga di ritmi americani. Il regime obbligava la traduzione “rigida” dei testi, mai contrastanti col patriottismo imperante. La stessa etichetta discografica “statalizzata” Durium (La voce dell’Impero), riportava la dicitura “Prodotto italiano”. Miscel, nome d’arte di Michele Cimato, sulle orme del fratello, anch’egli “tenore-leggero”, romano di nascita, ottenne grande popolarità nel decennio 1925/35, incidendo tantissime canzoni napoletane di successo. Per dar modo agli interessati, amanti della musica d’epoca, che difficilmente trovano disponibilità di queste canzoni su supporto CD, ho realizzato una compilation (non in vendita), alternando i successi interpretati dai fratelli Cimato: Miscel e Gabrè.

    Rodolfo De Angelis “78 giri”

    Rodolfo Tonino, in arte Rodolfo De Angelis era nato a Napoli il 27 febbraio 1893 e morto a Milano il 3 aprile 1965. Artista poliedrico (compositore, cantautore, poeta, pianista, attore, e pittore) ha inciso una serie di dischi a 78 giri molto ricercati dai collezionisti. Quando lo nomino, puntualmente mi arriva la domanda: “E chi è?”; ma appena accenno, canticchiando…”ma cos’è questa crisi?” (1933), puntualmente ritorna alla mente di tutti, sia il motivetto (riproposto molteplici volte in televisione), che l’accostamento alla situazione economica dell’Italia in quest’ultimo periodo. Nel 1929 fondò la Casa editrice “DEA”, con la quale pubblicò buona parte del suo vastissimo repertorio musicale e teatrale. Autore ed interprete di tante piacevolissime canzoni del “cafè-chantant”, in voga nel periodo 1940/46. A lui dobbiamo essere grati per aver sostenuto l’iniziativa della costituzione della “Discoteca di Stato”. La raccolta che ho realizzato, per uso strettamente personale (non in vendita) ha il solo scopo di far conoscere con un simbolico contributo alcune delle sue incisioni più famose, tuttora di grande attualità.