Cento anni fa

Il centenario "Grafofono" Veritas

Il centenario "Grafofono" Veritas

Rovistando tra le “cianfrusaglie” lasciatemi da mio nonno, ho fatto delle sorprendenti scoperte; cento anni fa già esisteva l’accendino, la calcolatrice e il registratore; inoltre ho potuto dare una risposta all’enigma del glicerofosfato. Avevo ascoltato questo strano termine nella canzone “Pigliate ‘na pastiglia” di Renato Carosone, interpretata dall’indimenticabile batterista-showmen Gegè Di Giacomo, che così recitava – ” alle palline ‘e glicerofosfato, bromotelevisionato, grammi zero, zero, tre. Ah! pigliate ‘na pastiglia siente a me!”.
In realtà trattavasi di un lassativo che sciolto in acqua calda e latte, dava sollievo e beneficio alle persone con seri problemi di stitichezza. A Napoli veniva venduto nella Farmacia Internazionale di via Calabritto da oltre 100 anni, reclamizzata sui giornali dell’epoca (in mio possesso).

La macchina parlante, chiamata Grafofono, era una sorte di registratore e giradischi a cilindro, con la quale era possibile incidere su pasta dura (oggi vinile) la propria voce e riascoltarla. Il Nuovo Grafofono, marca “Veritas” era in vendita a Napoli in via Chiaia, presso la Ditta R.Faforte (un gioiello di rarità eccezionale).
Che dire poi dell’allora calcolatrice meccanica, meglio nota come “Addizionatrice Burroughs”, prodotta negli stabilimenti inglesi e americani della “Bourroghs Adding Machine Company”, in vendita a Milano presso il concessionario Enrico De Giovanni”, una cosa sorprendente per l’epoca.

Infine, la mia meraviglia è stata quella di scoprire che ai primi del 1900 già si vendeva l’accendino, fatto in nickel, materiale usato in seguito per coniare monete del Regno d’Italia, dal nome futuristico “Elettra”. Tutto questo e tanto di più ho scoperto sfogliando questi quotidiani dell’inizio ‘900, prossimamente pubblicherò altre invenzioni risalenti a più di 100 fa.

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