C’era una volta il Festival di SANREMO

cover01Ogn’ anno, puntualmente in questi giorni, c’è l’usanza, per i cantanti andare a Sanremo; anch’io lo guardo e come tanti ne rinnego la visione.
Questo evento festivaliero era, una volta, tanto atteso, alla pari di una partita della Nazionale o di una finale di Coppa Campioni.
Ora non capisco il motivo di tanti, che dichiarano di snobbare la kermesse canora, quasi come sminuisse la propria personalità, quasi si offendono.
Sarà pur vero che l’attuale formula mette in evidenza più la “moda”, ospiti internazionali, parodia politica,  problemi sociali, ma le canzoni destano sempre meno interesse, dovuto alla scarsa inventiva di innovazione musicale.
Diverse canzoni godono della bellezza poetica dei testi, ma le melodie fanno da sottofondo a una recita di poesia scolastica.
Carlo Conti non ha fatto rimpiangere il Maestro Baudo.
Maria De Filippi, mi ha fatto rivivere e sognare  con la sua voce i successi  di Amanda Lear.
Una volta ci emozionavamo ascoltando “Una lacrima sul viso” di Bobby Solo, “L’immensità” di Johnny Dorelli, “Cuore matto” di Little Tony etc., ora mi viene da “piangere”, ma per altri motivi.
Questi i giudizi espressi da alcuni Artisti amici: ANTONIO GUIDA, tenore casertano: orribile, brutto e freddo, mai peggio di questo.antonio-guida
ISABELLA IANNETTI, famosissima cantante di Trani, desidero ricordare solo alcuni successi: Corriamo (Disco per l’estate del 1967); T’hanno vista domenica sera presentata al Cantagiro 1963 di  (Mogol, Del Prete,  Celentano). isabella-iannetti
– Carissimo Carlo, bentrovato! Per quanto riguarda il festival, per nostalgia canaglia lo guardo e traggo delle personali opinioni. Quest’anno, malgrado le note denigratorie a compensi esosi, devo ammettere che mi è piaciuta la conduzione, il riconoscimento a tutti coloro che hanno operato in questo tragico periodo, e lo spazio educativo al bullismo.

Per quanto riguarda gli artisti , ho qualche  perplessità, a parte la Mannoia mi è sembrata ingiusta l’esclusione di Ron. I talent sono disciplinati dai vocal coach e supportati dalla grande Maria.
Mi chiedo……dov’ è la gavetta? Si fischietteranno sotto un frizzante getto di doccia brani orecchiabili? E’ da un po’ di anni , che anch’io stento a ricordare qualche brano e quasi amnesia su chi ha vinto l’anno precedente.
Sarò una nostalgica del bel tempo, però il vinile è nella custodia del cuore .
Questo il parere di Al Blasco: ecco il mio parere: Sanremo è’ diventata una istituzione nel panorama sociale italiano e volendo o nolente fa parte del costume italiano. Si attende quasi tutto l’anno che arrivi il festival, perché ormai come dicevo è entrato nel costume italico; quasi volessimo celebrare qualcosa che fa parte di noi. Negli ultimi anni, quando arriva e senti che tutto, dopo la prima serata si riduce a frivolezze, parata di divi e divette che usano il festival per farsi ancora pubblicità e senti quattro note con cantanti senza personalità messi li a pronunciare testi senza senso, senza un minimo di preparazione, che lo Zecchino d’oro a confronto, ne vale 10.aldi-berardino2
I cantanti non hanno una voce sia bella che particolare, un brano, viene scritto, neanche fosse un’opera lirica da quattro nomi…per fare una schifezza, insomma ti accorgi che senza retorica, non è più il Festival di una volta, con veri autori e veri cantanti…per farla breve va sempre peggio, rimane una istituzione e per questo sopravvive…W il Festival…un abbraccio.
Ascoltando la seconda serata ho apprezzato molto l’esibizione di Gigi D’Alessio, molto nuova e distaccata dal solito genere ripetitivo.
Le covers mai dimenticate, spesso rivisitate come se una lancetta di un orologio avesse fermato il tempo.

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