C’era una volta il Festival di Sanremo

copertina cd malaga“La musica è finita”
In questa seconda parte del racconto dedicato al Festival di Sanremo, appena concluso, descriverò alcune strategie discografiche, adottate dalle Case Discografiche produttrici, dai cantanti e di tutto quello che girava attorno alla manifestazione canora sanremese.
Prendendo spunto dal titolo di una canzone, esattamente “La musica è finita” scritta da Franco Califano, presentata al Festival di Sanremo del 1967 da Ornella Vanoni e da Mario Guarnera, l’abbinamento avveniva per appartenenza alla stessa Casa Discografica, che in questo caso era l’ARISTON; ciò per evitare che un artista potesse vendere più dell’altro abbinato; cosa che avvenne l’anno dopo (1968), quando il francese Antoine, che incideva per la VOGUE, distribuita dalla S.A.A.R. di Milano, presentò il brano “La tramontana” bloccando le vendite del cantante italiano Gianni Pettenati, che incideva per la Fonit – Cetra.
Oggi il Festival di Sanremo ha poco a che fare con la musica ed è diventato un vero e proprio show televisivo, dove l’attrazione dello spettatore è concentrata sull’ospite maschile e femminile, indipendentemente da capacità artistiche.
Questo è uno dei motivi principali per cui un bravo artista, se non sopportato da produttori facoltosi, rimarrà sempre posseduto dall’impopolarità, e relegato tra QUELLI CHE SON SOSPESI, come citato nel secondo canto dell’Inferno di Dante.
Nella mia cinquantennale esperienza nel settore ho avuto modo di constatare il diniego ricevuto da due bravi artisti dagli organizzatori del festival: Francesco Calabrese con un pezzo molto molto interessante, esattamente “Dormo in macchina”, che racconta il disagio di tanti cittadini in difficoltà e Jim Malaga, al quale ho posto delle domande:

– JIM spiegami come e perché avviene tutto questo:
Sai CARLO, ci sono bravissimi artigiani che hanno sempre lavorato il bronzo e l’argento, ma che non sono mai giunti a lavorare l’oro.
Grandi professionisti che pur non arrivando mai al grosso pubblico, hanno contribuito comunque a costruire in modo importante la storia della musica italiana.
Jim Malaga, al secolo Antonio Paganelli, è uno dei grandi artisti che attrae i collezionisti di vinile d’epoca, infatti la sua cover “Amore scusami”, incisa per la Taqua è molto rara. Facilmente si trova la più nota versione incisa da John Foster (Paolo Occhipinti) per l’etichetta Style, ma il 45 giri di Jim Malaga è una vera chicca. Jim Malaga nasce artisticamente al Festival di Luino del 1966, dove peraltro ottengono i loro primi successi Luciana Turina e Rosalino Cellamare (Ron). Discograficamente inizia nel 1968 con un’etichetta genovese, la Gevox incidendo i primi 4 brani: 1) Le ruote girano, 2) Non sono un santo, 3) Smettila di piangere, 4) Amore credimi.
Oggi su richiesta dei tantissimi collezionisti si ripresenta con un CD di brani testimonianti la lunga carriera, che abbraccia gli anni 1969 – 2008. Brani inediti e composti dallo stesso Malaga, più successi nazionali ed internazionali, ai quali ha voluto dare una sua personale veste interpretativa.
Il CD intitolato “Life collection” per l’etichetta Giallo Records è a tiratura limitata.

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