Datti all’ippica

Di solito si usa questa frase per quelle persone che non riescono ad emergere nell’attivita’ svolta, sia sportiva che professionale, ma detta al nostro concittadino Michele Fiore suona come un invito a nozze; infatti Michele , grande appassionato di cavalli, da giovane ha svolto questa sua passione in modo professionale. Michele Fiore alla guida di MandorProprietario del pluripremiato Mandor, cavallo di razza, lo ha guidato personalmente, vincendo e piazzandolo in numerose corse. Questa foto ritrae questo meraviglioso esemplare che non toccando terra, da l’impressione di volare. Al driver Fiore ho chiesto se Mandor rompeva mai (in gergo si dice che il cavallo rompe quando al posto di trottare inizia a galoppare, pena la squalifica dalla gara); Ebbene con molta sincerita’ mi ha confessato che succedeva qualche volta, aggiungendo una massima: “Quando il tuo cavallo sbaglia…chiedigli scusa”. Continuando a raccontarmi di questa sua passione mi ha mostrato la foto di Quiros BiMichele Fiore alla guida di Quiros Bi proveniente dalla notissima scuderia Biasuzzi, un cavallo che per una tragica fatalita’ perse un occhio in un incidente, ma anche se penalizzato per questa menomazione nel periodo di corse mai nessuno della sua categoria riusci’ a batterlo ed e’ a questo punto che mi cita un vecchio proverbio: “Chi vuole una donna o un cavallo perfetto non monta ne a cavallo ne a letto”.

Un Signore di altri tempi che vive tuttora di questa sua passione per questo nobile animale. Passione che ha trasmesso ai figli che quando possono seguono tutte le corse in programma sul canale SNAI, divenendone anche cultori competenti in materia di ippica. Tonino Fiore, Raffaele Russo e Michele Fiore alla guida di FiorelloNella foto a lato si notano da destra: Tonino Fiore detto “Berlusconi”, Raffaele Russo, figlio di uno dei piu’ importanti proprietari di scuderia nonche’ dirigente della locale agenzia SNAI di Mercato S. Severino ed ovviamente alla guida di Fiorello il solito Michele Fiore, che nel momento di congedarmi da quell’emozionante incontro in cui mi ero lasciato proferire un vanto per un cavallo posseduto da un suo collega, mi cita un ultimo detto : “Il miglior stallone rende bugiardo il suo padrone”.

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