Dischi da collezione.

carloepeppino11Collezionare dischi in vinile è la soddisfazione di possedere un oggetto che entra nella sfera dei ricordi giovanili, di approcci amorosi, di riempire quel vuoto creato da scarse risorse economiche del passato.
Non fa niente se solo ora son riuscito ad impossessarmi di quel disco a 45 giri tanto desiderato e mai acquistato.
In molti, estranei al settore collezionistico, si pongono una dubbiosa domanda: – Quale motivo speciale rende il prezzo di uno stesso disco diverso dall’altro? La risposta non troverà mai una spiegazione logica e soddisfacente, dovuto al fatto che il collezionista meticoloso non si accontenterà mai di possedere e basta il disco mancante, ma pretenderà che tale disco abbia delle caratteristiche ben precise.
Tenterò di fare alcuni esempi pratici. Prendiamo dischi a caso di Peppino Di Capri tra quelli pubbicati dalla Casa Discografica Carisch: 1) Voca e va piscatò/ ‘E ‘nnammurate VCA 26141, stampato e distribuito il 17 ottobre 1961.
2) Che vita/ Tu sei l’orizzonte VCA 26125, stampato e distribuito il 24 novembre 1960.
3) Addio mondo crudele/ Don’t play that song VCA 26152, stampato e distribuito il 4 settembre 1962.
4) Abrete Sesamo/ Ch’aggia ffa VCA 26111, stampato e distribuito il 22 dicembre 1959.


Se ha la copertina nuova, senza alcuna scritta sull’immagine frontale, l’interno non graffiato,  il valore oscilla tra 10/12 €; se usato o con dedica alla fidanzata d’epoca sulla copertina, vale certamente 1,00 €, o al massimo 2,00 €. Nel caso in cui la copertina reca l’autografo del cantante, cioè Peppino Di Capri, il valore aumenta minimo di 3 volte; tutto ciò è dovuto al fatto che chi lo possiede difficilmente se ne disfa, proprio per il motivo citato (autografo). Aggiungo per la precisione che se l’autografo è dedicato, tipo a Carlo con amicizia, vale meno della metà rispetto all’esempio precedente.

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