Domenico Palma detto “Ciglione”

Domenico Palma detto "Ciglione"

Domenico Palma, ovvero “Ciglione”, è uno dei personaggi sanseverinesi che va ricordato, non tanto per l’erculea forza fisica ma per la grande ricchezza morale. Nato il 24 maggio 1908, divenne “Ciglione” a 14 anni; questo nomignolo gli fu attribuito per essere stato punto da un’ape mentre tentava di appropriarsi di un nido di uccelli. Il pungiglione, da lui maccheronicamente definito “ciglione”, ne determinò lo strano “scangianomme”, (soprannome, pseudonimo). Tanti gli aneddoti tramandati e raccontati di questo nostro concittadino. Si racconta che in un processo che lo vedeva coinvolto in un furto di cocomeri, il giudice Lignola, ritenendolo un furbetto, gli puntò l’indice esclamando: “Tu hai gli occhi grigi di una civetta (civettola diceva Ciglione)”, pronta fu la risposta: ” Si bello tu sta cape ‘e melone”. Alle donne brutte che respingevano le sue avance, Ciglione così le apostrofava: “Tu si ‘na pezza ‘e nafta bruciata”.

Una volta, intenerito dalla disperazione di una ragazza rimasta ferma in stazione per aver perso l’ultimo convoglio, Ciglione le offrì ospitalità per la notte nella propria dimora; la ragazza accettò volentieri, riconoscendo in questo omone la nobiltà d’animo, fidandosi per i modi garbati e gentili dimostrati dallo sconosciuto; ma i pensieri erotici dell’aitante Ciglione lo indussero a far compagnia un pò piu’ da vicino a quest’ospite tutta curve, che esterrefatta, in men che non si dica si trovò nel proprio letto avvinghiata dalle potenti braccia di “Ciglione”, che per giustificare l’insano gesto esclamò: “Signurì, di fronte a tantu bene ‘e Dio, anco gli arbri cetono” cioè “Signorina di fronte a tanta bellezza anche gli alberi cedono”. Domenico Palma detto “Ciglione” ci ha lasciato il 22 settembre del 1982.

Pin It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *