Ettore “Gerry” Bruno ricorda I BRUTOS

i-brutos1-300x297Ben ritrovato Carlo. Era un bel po’ che non ci si sentiva più e, giustamente, mi domandavo che cosa fosse successo. Ora so, e mi spiace moltissimo per ciò che ti è accaduto all’interno della tua famiglia, ma che spero oggi tutto sia tornato alla ‘normalità’.Ti ringrazio per il pensiero che hai dedicato a Dino Cassio anche se all’interno della tua didascalia non tutto ciò che hai scritto corrisponde a verità. A partire dalla fotografia del 45 giri dove io non compaio affatto perché il ragazzo del ‘dentino’ era il figlio di Gianni Zullo, ma non solo: il gruppo, ormai in fuga anche dal nostro manager e comproprietario del nome Brutos con il sottoscritto, il Comm. Aldo Zanfrognini, rifugiatisi a Roma finirono in mano a impresari di bassa lega i quali pur di speculare sul glorioso nome dei Brutos, ne fecero di tutti i colori. Come con quel disco (ma non solo quello, credo con altri due) dove stravolsero completamente lo spirito e la comicità di quel numero famoso in tutto il mondo in quanto attrazione comica e non cantanti vestiti con giacca e cravatta. (penosi anche i Caroselli, solo 4 per fortuna, con la cera Grey) dove comparivano anche in quel contesto (sempre in borghese) come quattro raccogliticci. Ci fu una causa intentata dal legittimo proprietario (con me) del nome Brutos e tutto finì in una bolla di sapone. Cassio, improvvisatosi tutto ad un tratto “autore” fu rimesso in riga e le nefandezze finirono di li a poco. Solo con il mio rientro negli anni ’90 grazie a Paperissima il nome riprese il lustro di sempre e, non solo, anche il piacere di essere richiamati in Rai perché voluti da Pippo Baudo (‘900) e, in seguito anche da Conti (i Migliori anni) e da Marco Giusti per Stracult ma questa volta da solo in quanto inventore del numero.

Con Aldo Maccione e Jack Guerrini esattamente 60 anni fa al Teatro Alcione di Torino, appunto del Comm. Aldo Zanfrognini. Tutto ciò che non è stato fatto sotto la sua egida…sono stati solo dei penosi tentativi falliti miseramente: dischi compresi. Mi spiace per Dino Cassio e per la sua dipartita ma non posso accettare, e mai lo accetterò, che una persona che ambiva più al cinema anche come comparsa, che come componente del glorioso numero internazionale dei Brutos, ma che lui non ebbe mai modo di condividere, perché subentrato come sostituto e mai come inventore di una comicità a lui completamente estranea. Scusa per questa lunga, ma doverosa, disquisizione su ciò che più ho amato nella mia lunga carriera di uomo di spettacolo sempre coerente con ciò che si era prefisso di fare sin dall’età di 18 anni. Infine, ti ho raccontato tutto ciò perché ho sempre seguito le tue impeccabili disquisizioni sulla discografia italiana, ma non solo. e la grande preparazione in materia. Ma, quando vedo delle imprecisioni sulla storia dei “miei” Brutos, non posso tacere e quindi…spiego. A parte tutto ciò, felice di poter riprendere il discorso con te, la, dove purtroppo sfortunatamente si era interrotto. Un abbraccio. gb 🙂

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