Fiera del disco a Salerno Intervista a GIULIANO MANZO

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1) Ho notato un’affluenza di pubblico interessato alla musica da collezione, erano più curiosi o reali acquirenti?
– Entrambe le categorie le categorie erano degnamente rappresentate; quest’anno poi la fiera era estesa a due giorni (6 e 7 gennaio).
Devo dire che c’è stato una affluenza folta e continuativa, quasi equamente distribuita, fra il mattino e il pomeriggio, con un incremento maggiore nelle ore serali.
Si sa che i curiosi non mancano mai, ma ho visto molte persone con buste di dischi al seguito.
2) Quale genere musicale attrae ancora i collezionisti?
– Questa è una bella domanda, alla quale spesso mi ritrovo a rispondere. Purtroppo, come tutte le mode, capita che un genere, piuttosto che un gruppo musicale, catalizzi l’attenzione dei giovani; mi vengono in mente i Pink Floyd o Vasco Rossi, questo è un rischio che si corre sempre.
Nulla in contrario riguardo questa attenzione smisurata per questi autori, soprattutto i primi, ma il rischio per le nuove, giovani leve è che si fossilizzano su pochi nomi “blasonati”, e non si lascino “stregare” dalla vastità di buona musica in vinile, tornata disponibile oggi, tra stampe originali e ristampe.

3) Sbaglio o è solo una mia impressione nel verificare che i giovani disertano queste manifestazioni ?
– Non sono d’accordo, forse sei male informato o almeno questa tua informazione non è valida per l’ultima fiera di Salerno, che ha invece visto la presenza di molti imberbi appassionati, per non parlare ancora di veri collezionisti. Ti dirò di più, ci sono stati ventenni che venivano allo stand, evidentemente con le idee chiare, a chiedermi dischi jazz o blues.
Se questa nicchia di “buongustai” si consoliderà in futuro, sarà anche fugato il timore di cui ti parlavo più sopra.
GRAZIE GIULIANO, spero di incontrarti presto.

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