Gemelli diversi Vol.25

Al Bano canta "Senza luce" a Mercato S. SeverinoQuesta che mi accingo a descrivere è la venticinquesima compilation di canzoni di successo, interpretate e incise in versione originale da artisti famosi, abbinate alle cover reinterpretate da artisti altrettanto noti o meno famosi. Tengo a sottolineare, come ho sempre precisato, che trattasi di un “virtuale” assemblaggio, fuori commercio e per uso strettamente personale. Ho iniziato con la versione originale del brano “you’ve made me so very happy” dei Blood,Sweet & Tears, cantata in italiano da Il Gatto (che tutti sospettiamo possa trattarsi di Junior Magli), intitolata “Basta un’ora”. Il secondo successo è “Don’t make me over”, magistralmente cantata da Dionne Warwick, alla quale risponde a pari merito Ornella Vanoni con la versione italiana “Non dirmi niente”. Tutti conoscevamo il pezzo che rese famosa Nancy, la figlia del grande Sinatra (The voice), intitolato “These boots are made for walkin”, ma credo che nessuno abbia mai sentito parlare di Eileen, che nel 1966 ne registrò la versione italiana, tradotta alla lettera “Questi stivali son fatti per camminare”, bellina e apprezzabile.

“Meraviglioso” è l’omaggio che Mimmo Modugno ha fatto a tutti gli intenditori di musica e meravigliosa è la magistrale esecuzione del “mito” francese Mireille Mauthieu.

Di Gianni Bella, al quale auguro di rimettersi al più presto, ho trovato una versione spagnola del suo grande successo “Non si può morire dentro”, cantata dai Wilkins. “I’m losing” di Thelma Houston è la cover inglese del successo di Eduardo De Crescenzo “Ancora”. Deliziose e allegre versioni di “Carina”, interpretata da Nicola Arigliano e da The Fraternity Brothers. “Itsy bitsy teenie weenie yellow polka dot bikini”, lunghissimo e impronunciabile titolo del successo di Brian Hyland, inciso da centinaia di artisti in tutto il mondo, venne semplificato in Italia col titolo “Pezzettini di bikini” e portato al successo da Daisy Lumini (mancata il 19 agosto 1993), con l’etichetta Primary (RiFi), ma qui ho scelto la rara incisione di Roberto Sanni e i Solitari. Alle prime note dell’Organo Hammond che introduce “Senza luce”, il pensiero va subito in direzione dei Procol Harum e dei Dik Dik; io ho scelto invece la splendida interpretazione di Engelbert Humperdinck e Al Bano, due voci corpose e potenti, che fanno di “A whiter shade of pale” un capolavoro musicale per le generazioni passate, presenti e future. Lobo, cantante famoso all’inizio degli anni ’70, occupò le hits di mezzo mondo con la canzone “I’d love you to want me”, che Maurizio (Arcieri) si affrettò a incidere in italiano col titolo “I giochi del cuore”. All’ultimo Festival di Sanremo abbiamo avuto modo di scoprire ed apprezzare un giovane talento: Raphael Gualazzi, presentatosi come un ragazzo timido, emozionato alla prima esperienza musicale…sbagliato; si perchè il giovanotto riservato, che si vergognava per la presenza di tanto pubblico è un affermato pianista Jazz, a livello internazionale; quindi Sanremo è servito solo a confermarne le doti, apprezzate da tutti gli appassionati di Musica (con la M maiuscola) ed è per questo motivo che l’ho inserito (a ragione) in contrapposizione all’altro grande musicista, Gilles Peterson, nell’esecuzione a distanza del bellissimo “Reality and fantasy”. Termino con una chicca per la Festa della mamma, “Dolce mammina” jingle-spot Ambrosoli per diversi anni, cantato da Sonia e le Sorelle, cover di “When” (1959) dei “Gemelli diversi” The Kalin Twins.

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