I CAMALEONTI…e la storia continua.

Carlo Casale e Tonino Cripezzi

Carlo Casale e Tonino Cripezzi

Continua la “leggenda” de I CAMALEONTI, per niente scalfita dal tempo, dalle mode in continua evoluzione, dai gusti musicali, quindi la domanda sorge spontanea: – come mai?. La risposta è abbastanza facile e aggiungerei scontata. Questo gruppo anticipava i tempi, adeguando brani di successo internazionale, con rifacimenti molto apprezzati da un pubblico che per 50 anni non ha mai smesso di apprezzarne la qualità. Dopo un inizio apparentemente promettente, la formazione de I Camaleonti esplose con un’interminabile serie di successi, tuttora apprezzati dai fans di tutte le generazioni.

Tutto iniziò nel 1965, quando la Kansas li mise sotto contratto e ne pubblicò un primo disco (raro, ma non di successo): Ti saluto/ Ti dai troppe arie DM 1002; il 26 ottobre dello stesso anno esce sul mercato il 2° disco a 45 giri DM 1005: Sha la la la la/Tu credi in me; la facciata A era una cover dei Blendells del 1964, con un titolo leggermente diverso “La la la la la”. Il 6 ottobre del 1966 la Kansas pubblica il 3° 45 giri ufficiale (in effetti il 3° era un disco edizione juke box: Se ritornerai/Non so che dire DM 1015) e cioè DM 1016: La libertà/Non c’è più nessuno. Celentano e il suo Clan fiutano l’imminente successo de I Camaleonti e li portano ad incidere col Clan due dischi tris. L’avventura vera e propria inizia con la CBS il 10 maggio 1967, con la pubblicazione del disco a 45 giri CBS 2770 “Non c’è più niente di nuovo”, canzone con la quale affrontano il primo impegno ufficiale e cioè il Cantagiro 1967, in più viene inserita nella colonna sonora del film “La più bella coppia nel mondo” con Walter Chiari e Paola Quattrini; nella facciata B Vita facile. Nello stesso anno i Dik Dik (Ricordi) balzano in testa alla Hit parade italiana con il brano “Senza luce” cover del successo dei Procol Harum  “A whiter shade of pale”, la cui caratteristica principale del brano è l’organo Hammond, che ne mette in risalto la piacevole sonorità. Sarà il 2° brano dei Procol Harum “Homburg” a far scattare la possibilità di proporre la cover italiana da parte de “I Camaleonti”, che divenne “L’ora dell’amore”… un successo straordinario. La Kansas, proprietaria di molteplici incisioni de “I Camaleonti”, approfittò del momento favorevole pubblicando una serie di 45 giri, ristampando con diverse copertine il loro successo principale “Portami tante rose”. La storia de “I Camaleonti” è ricca di successi, ma è giusto ricordarne le fasi salienti della loro inalterata carriera dal 1968 in poi: Applausi, Io per lei,  Casa bianca, Viso d’angelo, Mamma mia, Perchè ti amo, Eternità, Ti amo da un’ora, Lei mi darà un bambino, Piccola Venere, Cuore di vetro etc.. A tutto questo aggiungiamo le incisioni prodotte e distribuite in tutto il mondo, molto ricercate dai collezionisti di vinili. Un pensiero va all’indimenticabile Paolo De Ceglie, batterista de “I Camaleonti” del periodo d’oro.

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