I gatti rossi di Gino Paoli

I gatti rossi di Gino Paoli

I gatti rossi di Gino Paoli erano specializzati nel proporre cover in italiano di successi stranieri internazionali . Il gruppo sorto nella meta’ degli anni ’60 era composto da Ninni Carucci, Gerlando Maria Alongi, Roberto Stefanel, Laszlo Tasnadi. Questo preziosissimo disco racchiude i loro maggiori successi di piacevole ascolto. Iniziamo col citare “Ho difeso il mio amore” versione italiana del successo mondiale dei Moody Blues, gia’ inciso dai Nomadi e da Renato dei profeti, prosegue con “Il mondo e’ grigio” cover del brano di Eric Charden inciso per la Decca nel 1967 “Le monde est gris le monde est bleu” e da Nicola Di Bari per la RCA, il viaggio musicale prosegue con “Il sole e’ di tutti” cover di “A place in the sun” di Stevie Wonder; ricordiamo anche la versione di maggior successo di Dino (Eugenio Zambelli all’anagrafe).

Se ti regali un fiore e’ la cover di Gimme little sign di Brenton Wood come The words di Elvis Costello diventa “Fai un po’ quello che vuoi”; “Se ne va” e’ la cover dei Bee Gees “Really and sincerely”; il disco contiene inoltre brani quali “la vita vissuta due volte” “love is blu” “dormi” “concerto per un amore” e l’omonimo “i gatti rossi”. Nel 1969 incisero per la RCA Milano “La pioggia amavi tu” non inclusa in questo album. Il disco e’ molto raro.
DI seguito il video:

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9 thoughts on “I gatti rossi di Gino Paoli

  1. roberto stefanel 6 maggio 2007 al 20:11 -

    caro carlo ti ringrazio per la recensione.Ti mando un salutone e un abbraccio, anche se ti sei dimenticato gli altri dischi incisi da noi. Ciao

  2. barbara stefanel 30 agosto 2007 al 23:24 -

    salve carlo sono la terza figlia di roberto e volevo anche io ringraziarti per aver dato una grande felicità a mio papà

  3. Benjamin Barbanti 3 gennaio 2008 al 16:19 -

    Nel 1972 I Gatti Rossi incisero il brano “E dire che a maggio”, che per me è uno dei capolavori della musica progresiva italiana. Il brano era di Mauro Pelosi, che lo ha inciso nel suo primo LP La stagione per morire. ma la sonorità della verisone dei Gatti Rossi è completamente diversa.

    Purtroppo il brano è introvabile (IBRecords ha venduto su eBay una copia alcuna settimane fa) e da anni non si sente più.

    Peccato

    Benjamin

  4. Benjamin, la Philips ha stampato nel 2004 il CD Italian Prog, che contiene diversi brani rimasterizzati dei primi anni 70, tra i quali “E dire che a maggio”, che adesos è disponibile in versione digitale.
    Io ho ascoltato la versione masterizzata e sono d’accordo che si tratti di uno dei capolavori della musica progresiva italiana.

    Sapete che fine ha fatto Roberto Stefanel? Una volta stava vicino a me a Santa Margherita Ligure, ma da un pò non lo vedo più.

    Paolo

  5. Su You Yube ho inserito il video “Gatti Rossi – E Dire Che A Maggio”. Potete trovarlo usando le parole di ricerca Gatti Maggio.

    Carlo, puoi mettere il link del video su questo sito, per far conoscere a tutti che cosa hanno fatto i Gatti Rossi?

    In realtà questo brano non è diverso come qualità e tecnica di esecuzione da Impressioni di Settembre. Sia PFM che Gatti Rossi provenivano da esperienze beat e beat melodico e stavano entrambi avventurandosi nella nuova musica progressive. Entrambi i gruppi erano eccellenti. PFM ha avuto successo, per i Gatti Rossi è stato l’ultimo disco.
    Le strade che portano al successo non passano solo dalla bravura.
    Carlo, che cosa ne pensi?

    Benjamin

  6. Ad ogni modo la formazione era cambiata nel corso degli anni e quella che registró “E dire che a maggio” comprendeva: Santino Rocchetti (chitarra e voce)
    Alberto Rocchetti (l’attuale tastierista di Vasco Rossi, tastiere e voce)
    ? Vettorello (basso e voce).
    Non ricordo il nome del batterista

  7. Mamma mia! Che bello! Ero così giovane! …. Ma che nessuno pensi adu una resa……. io non sono mai invecchiata!!! Oggi come allora…
    Dania

  8. x Crampaudio: il batterista era Eugenio Rebuzzi. É tuttora Il mio barbiere di fiducia, proprio sotto casa mia ! 😀

  9. Cito da questa recensione:- Come The words di Elvis Costello diventa “Fai un po’ quello che vuoi”.
    La canzone originale di riferimento è intitolata semplicemente “Words” ed è dei Bee Gees, e quella de I Gatti Rossi è uguale alla versione del gruppo femminile italiano Honey Beats (https://www.youtube.com/watch?v=LfJTJ1k1IVQ

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