KISS tribute. Curiosità discografiche.

vinnieRingrazio Gianni Gaeta, Direttore del giornale DENTRO la NOTIZIA per l’intuito manifestato nei miei confronti per aver accettato una nuova rubrica sulla sua testata giornalistica interamente dedicata alle “curiosità discografiche”, e alle “nuove proposte”.
COVER è il termine che più frequentemente viene usato nel mondo delle 7 note.
La musica leggera mondiale ha dato modo a tanti artisti o pseudo tali di potersi imporre o quantomeno ritrovare uno spazio nella notorietà, affidandosi all’interpretazione personale di brani noti e di successo. Già negli anni ’60, oltre alla realizzazione di “cover” di canzoni di successo, sorsero anche gruppi che si rifacevano a complessi molto noti, solo per ricordare il più noto, indicherò gli SHAMPOO, gruppo napoletano che interpretava i successi dei BEATLES, in dialetto, che nella sonorità si avvicinava moltissimo ai successi del quartetto di Liverpool; incisero anche un LP intitolato “In Naples 1980/81”, attualmente molto raro, con la stessa Casa Discografica EMI, Distributrice dei dischi Apple. L’etichetta centrale del vinile conteneva la foto di un pomodoro rosso tagliato a metà al posto della mitica mela verde (apple) tagliata allo stesso modo.
Oggi si fa strada una prima tribute band dei leggendari KISS in Campania.
Questa la formazione: VinnieVin, al secolo Vincenzo Ianniello (The Demon), Roberto Casaburi (lo Spaceman), Carmine Siniscalco (il gatto), Fausto Ianniello (lo Starchild).
Ora vogliamo saperne di più incontrando il leader VinnieVin che ci dice:
Il gruppo si chiama Psycho Kiss, che accomuna quattro amici uniti dalla passione per i mitici KISS, band amata da milioni di fans e odiata allo stesso tempo da chi non condivide quel “rock” semplice degli anni ‘70/’80.
Quando avete esordito e dove?
– L’esordio degli Psycho Kiss è avvenuto in Fisciano al Double M bar la notte di Halloween, e quale occasione migliore per presentarsi in pubblico.
Per chi ha partecipato all’evento è stato come ritornare indietro nel tempo, mentre per i più giovani che non li conoscevano è risultata una serata stravolgente.
Come vi siete regolati per il caratteristico trucco e i vestiti?
– I costumi, il trucco, hanno fatto insieme al rock la loro parte durante l’esibizione coinvolgendo anche i più spenti… per così dire.
Pensate di poter intraprendere un tour nel 2017 ?
– Intanto l’augurio è quello di continuare con altre serate. Il tour è iniziato. Abbiamo già date per gennaio e febbraio anche fuori provincia… il tutto da definire.
Spero sia veramente un lungo viaggio il nostro, anche se le premesse non sono delle migliori visto il basso numero di locali che attualmente propongono musica dal vivo nella nostra provincia.

Strettamente correlato al progetto collettivo degli Psycho Kiss VinnieVin ha voluto sottolineare il suo profondo amore per la band americana realizzando un tributo.kiss
Un tributo ai KISS ? Non pensate di affrontare un impegno molto duro, dubbio e velleitario?
– No, un tributo a un grande uomo e musicista Sean Delaney, simpaticamente era chiamato il quinto Kiss. Sean  lavorava per loro dietro le quinte, nei loro primi anni di carriera. Una persona speciale, a mio modo di vedere, che tutti hanno dimenticato.
Ha curato le loro coreografie, faceva il facchino, faceva il road manager, ed ha scritto anche dei pezzi per loro; ancora oggi vengono ascoltati e tranquillamente si può affermare che rappresentino uno dei più bei momenti musicali di tutta la loro carriera.
Come mai proprio i KISS e non i PINK FLOYD o BEATLES ?
Il mio è stato il primo tributo in Italia per Sean. A tal proposito ho avuto l’onore di conoscere (anche se solo per via epistolare) la nipote D. D. Nichols (che detiene i suoi diritti) Lydia Criss (ex moglie del primo batterista dei Kiss Peter Criss) e alla fine Leon Delaney il fratello.
Inoltre la leggenda narra che il mio disco sia finito anche nelle mani del chitarrista e fondatore dei Kiss Paul Stanley, che ha tenuto a ringraziarmi per l’omaggio a Sean.
Ma, prove non ne ho, per motivi commerciali non mi ha potuto lasciare una foto.
La sua famiglia  ha apprezzato tantissimo il mio lavoro in memoria di Sean.
Nel mio tributo  a Sean  Non fermerò la pioggia / I can’t stop the rain, ho riproposto il brano da lui scritto “I can’t stop the rain” per l’album di Peter Criss del 1978.
Ho rielaborato musica e testo, creando anche una versione in italiano.
E’ stato un lavoro durissimo, soprattutto difficile perché il mio obiettivo primario è stato quello di non stravolgere o violentare il senso che Sean aveva dato a quel brano.
Pensi che i fans dei KISS apprezzeranno lo stesso questo tuo personale rifacimento?kiss2
– E’ stata dura, ma alla fine credo di aver fatto un buon lavoro.
La nascita di questa nostra cover band, mi rende ancora più orgoglioso.
E’ soprattutto un sogno che si realizza, e cosa c’è di più bello?
Beh, non mi resta che farvi un grosso “in bocca al lupo”, anche se agli artisti si dice volgarmente “tanta merda” e tanti KISS.

 

 

 

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