Le rarità di Antonio Pedozzi

45 giri ricercatissimo di Franco D'Ischia e i pescatoriIl caro amico collezionista espositore Antonio Pedozzi continua a farmi pervenire documenti storici e rari della nostalgica Napoli in vinile.
Il 45 giri di Franco D’Ischia e i pescatori “Nessuno mi vuole bene” inciso con la storica Vis Radio ed oggi molto ricercato dai collezionisti.
Il secondo 45 giri del Quartetto Okay, è la cover del grande successo di Pat Boone “Speedy Gonzales”, inciso per l’etichetta Arcobaleno, che tante belle incisioni ci ha regalato, tipo “Nino Soprano e i 93”. Infine un documento storico, la famosa tessera premio, che usavano negli anni ’60 tanti negozi di dischi, per far si che venissero acquistati i dischi sempre nello stesso negozio e premiarli con un disco in omaggio ogni tot acquistati.
Lo facevano tutti o quasi: I f.lli Andrea e Tonino Rignelli a Forcella, lo stesso Tonino (vedi tessera), Paolo Varsalona, Mario Cesarini, Antonio Piccolo, Cesare Ruggiero, Giuseppe Quaglia, Giancar etc., le stesse cose che fanno i distributori di carburante oggi. Piccola precisazione finale, io non sono il venditore di queste rarità, ma posso indicarvi, fin dove è possibile, dove è possibile acquistarli.

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3 thoughts on “Le rarità di Antonio Pedozzi

  1. Saverio Cilenti 9 settembre 2009 al 19:17 -

    Ciao, Carlo. Un brevissimo intervento su Franco d’Ischia e i suoi Pescatori. Mi permetto di aggiungere che il disco segnalato dal mio super-amico Antonio Pedozzi ha una sua copertina fotografica, che ti invio a parte. Il disco risale al 1965. I brani: Amo te, Ischia / Auf Wiedershen (Vis Radio VLMQN 056329). Un quartetto partenopeo le cui due incisioni pre-beat appaiono solari e spensierate. Ottimamente suonate.
    E pensare che c’è ancora chi ricorda questi dischi a 45 giri, figli di anni così lontani… Ecco il motivo del mio plauso a chi le indica e a chi ne approfondisce i temi, rendendone possibile la fruizione a tutti noi. Grazie dell’attenzione.
    Con amicizia, Saverio Cilenti – Napoli

  2. alfonso della sala 28 marzo 2015 al 11:51 -

    Ricordo con simpatia i due fratelli Rignelli, presso i quali, alla fine degli anni ’60, ho comprato l’intera collezione dei dischi di Georges Brassens. Da notare che grandi negozi di dischi come quello di fronte all’ università centrale, di cui mi sfugge il nome, e Ricordi sotto la galleria non sapevano nemmeno chi fosse Brassens.

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