Lo squalo 6: “Scherzo o procurato allarme?”

Quest’estate è stata caratterizzata da numerosi avvistamenti, nonchè attacchi all’uomo da parte di squali. Ovvia la perplessità di avventurarsi in mare oltre il consentito. Qualche “bastardo”, pur di fare un bagno in solitaria e assoluta tranquillità, d’accordo con i bagnini (amici) di alcuni stabilimenti balneari, ha fatto spargere la voce che alcuni pescatori avevano avvistato la pinna di un pescecane a pochi nodi dalla costa. In pochi istanti si è creato un passaparola, che ha fatto propendere i bagnanti per una scelta di sola tintarella, evitando il bagno per il preavvisato pericolo. Tutti hanno assistito sbigottiti, al coraggio dimostrato da questo unico bagnante in mare, ritenuto a ragione una persona sprezzante del pericolo e letteralmente fuori di testa, che incurante di finire divorato dalle fauci di questo temuto predatore del mare, continuava a nuotare in lungo e in largo come se niente fosse.

Questo fatto fantasioso, mai accaduto, mi è servito per produrre effetti reali, nel senso che, se qualcuno osasse mettere in pratica quanto da me raccontato, la domanda è la seguente: trattasi di “scherzo goliardico”, perchè non è intervenuta nessuna autorità predisposta a far scattare le procedure di emergenza senza che vi sia la presenza di un reale pericolo oppure siamo in presenza di “procurato allarme”, punibile secondo l’art. 658 del cod. pen. ital., che prevede l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da euro 10 a euro 516?.

Villeggianti in ansia, per la sorte dell'incauto bagnante.

Villeggianti in ansia, per la sorte dell’incauto bagnante.

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