Mercato S. Severino 1960/2010

Come è cambiata la nostra cittadina in cinquant’anni. Nella prima foto si nota una grande animazione; il Corso Diaz senza marciapiedi e doppio senso di circolazione per i veicoli (pochi per la verità); i fili della filovia N.10. Per riempire una busta della spazzatura passava una settimana: non si usavano scatolette di latta per pomodori pelati, infatti si faceva una lavorazione familiare in bottiglie, che poi si riciclavano di anno in anno; col cartone si avviava il fuoco delle fornacelle a legna o a carbone; il superfluo dell’insalata era destinato alle galline; l’acqua (potabile) la si beveva dai rubinetti e quindi non vi era accumulo di plastica, ma soprattutto non esistevano: creme abbronzanti all’ossido di zinco, al titanio etc., al massimo si usava l’olio da cucina; il vino (buono) si acquistava dal contadino e il fiasco era sempre lo stesso.

Come erano saporite (causa: fame regnante) quelle pere piccole, “ra terra ‘e Violanda”, che puntualmente ricevevano un trattamento particolare: non si sbucciavano ma aggredite famelicamente a morsi, e guai se l’incauto vermetto osava affacciarsi, per l’imminente pericolo di vita; senza pietà veniva decapitato all’istante e macinato insieme ai semi; in mano ci rimaneva la sola “streppegna”. Papà “Fonzo ‘o barbiere”, per devozione “s’abbuscava” dai clienti contadini “palle e mallone e mascuotte ‘e graurignele” che spadellati con un po di peperoncino (‘o forte) soddisfaceva l’odierno fabbisogno alimentare per l’intera famiglia; ora queste prelibatezze si gustano solo in trattorie specializzate e a caro prezzo. Per la seconda foto ho poco da raccontare, se non: caos, inquinamento, gratta e vinci, win for life, abusi.

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One thought on “Mercato S. Severino 1960/2010

  1. carlo, come sempre hai saputo toccare gli aspetti piu’ reconditi della nostalgia sanseverinese pura, che serpeggia in tutti quelli che hanno goduto di quel periodo!…i sanseverinesi doc!
    p.s. io il mallone lo mangio ancora almeno una volta a settimana …: )))

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