Monete falsificate. Come riconoscerle?

falsoLa domanda frequente di collezionisti poco esperti: come faccio a capire se una moneta è originale o falsa?
Non è semplice rispondere, anche perché tecniche moderne riescono a camuffare molto bene riconi o simili.
Le monete più falsificate e messe in commercio sono, senza ombra di dubbio, quelle dell’Impero Romano; pezzi ben fatti, riconiati e resi leggermente invecchiati e logorati.
Nel periodo 1960 – 1963 a Roma ne furono riprodotti tantissime; qualcuno asserisce che “nessun museo è immune da falsi esemplari”.
L’operazione più usata per l’invecchiamento consiste nell’ottenere una corrosione necessaria per rendere credibile l’originalità, definita in gergo “patina antica”.
Questa patina, che dovrebbe creare un ostacolo al riconoscimento della falsità, si ottiene con vari sistemi; uno dei più usati, per la semplicità di applicazione, consiste nell’immergere le monete in un bagno di acqua e zolfo.

Una volta che le monete si anneriscono, si tolgono dall’acqua e si ripuliscono con polvere di pomice levigandole, in seguito si portano al punto di colorazione che si desidera.
Da considerare un elemento importante, la patina genuina, ottenuta nel tempo, è lucida e dura, mentre quella ottenuta artificialmente è generalmente ruvida e opaca rilevata solo in superficie, al contrario di quella vera che, intacca il metallo dovuto all’ossidazione.
Mi rendo conto della difficoltà di inesperti che sanno poco di sistemi di rilevamento per il controllo delle leghe per la falsificazione di monete, ma un suggerimento mi permetto di darlo: diffidate di acquistare monete antiche da persone anonime, meglio rivolgersi a negozi specializzati “garantiti”.

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