Monete rare, come distinguere un falso dall’ originale?

falsi_11Questa moneta coniata in acmonital con tirature di milioni di pezzi non ha un valore numismatico, a differenza di quella del 1936 in nichelio.
Quelle che vanno dal 1939 al 1943 si vendono a peso nei mercatini.
Quella rara è quella in nichelio del 1936, con le seguenti caratteristiche:
metallo nichelio 900 millesimi (in alcuni cataloghi viene descritta a 1000); pesa 4 grammi; Ha un diametro di 21,5 millimetri; la tiratura di 11.700 pz. (qualcuno riporta 117.000 pezzi).
Il contorno è rigato; al DRITTO è raffigurata la testa nuda del Re Vittorio Emanuele III che guarda a sinistra, intorno la descrizione VITT. EM. III / RE E IMP.; nel basso il nome dell’autore, “G. Romagnoli”.
Al ROVESCIO: testa nuda dell’Italia rivolta a destra, col fascio littorio in verticale sui capelli, sulla destra la dicitura ITALIA in senso circolare; nel basso, il valore, tra il segno di zecca, l’era fascista e la data.
La moneta fu coniata ed emessa in occasione della proclamazione dell’Impero dopo la conquista dell’ Etiopia.
Il corso legale di tale moneta da 20 centesimi terminò con Decreto ministeriale del 10 marzo 1942, con la possibilità di cambiarle al valore nominale fu prolungato fino al 30 giugno 1942.
La rarità è dovuta alla tiratura, piuttosto bassa, sia perché, per ragioni autarchiche e per la scarsità  del  nichelio, vennero ritirate dalla circolazione pochi anni dopo la loro emissione. Va detto inoltre che tutte le monete in nichelio, in quel periodo, venivano incettate dalla legge in quanto il valore reale   del metallo era spesso superiore al valore legale. Tanto è vero che il Decreto Legge del 24 giugno 1940  recita: “Chiunque faccia incetta di monete di nichelio di conio nazionale, anche fuori corso, è punito con la reclusione fino a 5 anni e con la multa non inferiore a lire 3.000”.

La valutazione attuale dei 20 centesimi 1936 è molto elevata proprio per le ragioni descritte precedentemente; inoltre le condizioni di conservazione ne determinano ulteriore rivalutazione.
Questa moneta è quella meglio eseguita nella falsificazione tra tutte quelle apparse in giro nell’ultimo periodo. Qui di seguito le differenze con l’originale:
Peso: inferiore di 0,05 grammi. Colore dei metallo: uguale ma più opaco. Diametro: uguale. Spessore: lievemente inferiore. Bordo: più arrotondato. Contorno: le righe hanno la stessa larghezza ma meno rilievo. Disegno del diritto: la testa del Re è più piatta: l’orecchio e l’occhio hanno pochissimo rilievo, mentre i capelli sono più marcati. Disegno del rovescio: anche qui sia la testa femminile che il fascio  hanno scarsissimo rilievo:  l’orecchio è   bassissimo, i capelli  dietro il fascio sono appena accennati e le verghe del fascio sono sottili metà dell’originale. Firma dell’incisore: quasi illeggibile e completamente addossata al bordo. Data: bene eseguita  ma presenta  la superficie dei caratteri più arrotondata, soprattutto la scritta XIV. Valore: uguale. Segno di Zecca: lettera R molto sottile e con pochissimo rilievo. Quindi attenti alle offerte e acquisti facili.

Pin It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *