” Nu kate ‘e lote “

Le canzoni di protesta in Italia

Le canzoni di protesta in Italia

Non è giapponese, ma dialetto napoletano dei quartieri, che tradotto significa “Un catino di letame” ovvero “Nu sicchie ‘e munnezza”, per indicare alcune canzoni di protesta in Italia del periodo 1966/68. Composizioni musicali ispirate dal periodo di contestazioni giovanili di quel periodo. Cantanti e complessi molto noti diedero il peggio della loro carriera artistica, onestamente non avevo mai ascoltato canzoni così brutte come quelle incise nel periodo della protesta culturale (?). Esempio: I Frenetici cantavano ” E loro dicono e loro credono e loro ridono di noi, dicono che noi giovani non abbiamo cuore, dicono che balliamo come pinguini e non pensiamo a star vicini, il mondo che verrà darà ragione a noi…..”; Pippo Franco cantava (si fa per dire) ” Vedendo la foto di Bob Dylan”, questo il testo: My father, mio padre mi ha detto che gli sembra, wow wow, un individuo wow, da clinica wow, da clinica pppppsichiatrica, da clinica pppppsichiatrica….; Bob Dylan certamente no, ma Pippo Franco, io credo che ne avesse diritto e bisogno, fortunatamente capì tempo dopo che era meglio “Mi scappa la pipì”; I Liars nel 1966 incisero “Non giudicateci” di Dori-Rosato-Nuvoloni-Brancaleone e diceva: Voi giudicate chi ha 18 anni e ci condannate ma senza saper che noi capelloni, le nostre sbarbine con senza moine ci piace guardare ( il tutto accompagnato da una musica invitante…al suicidio); I Funamboli sempre nel 1966 interpretavano “La protesta” di Perotti – Zaranda che dopo un’introduzione parlata di 2’,32″ il brano finisce, cose dell’altro mondo; nello stesso anno (’66) GianPieretti e Ricky Gianco firmano “Vi sembra giusto” per i Meteors, che dice: …e dopo tanta schiavitù, la gente non ci pensa più, si gode la sua libertà, senza saper quel che avverrà, il pane c’è, non manca mai, ma c’è qualcosa che non va, intanto il mondo prima o poi esploderà con tutti noi…( rassicurante, ma andate a quel paese voi e queste canzoni di merda); Mike Liddel, ottimista al massimo nel 1968, su suggerimento dei Meteors canta “La fine del mondo” di Rossi-Tamborelli-Dell’Orso; I Jaguars nel 1966 invitano alla “pace” con la canzone “Devi combattere” di Settimi-Cristaldo-Magri; più rassicurante Carmen Villani con ” Mille chitarre contro la guerra”, di sicuro il nemico si arrenderà dopo avervi ascoltato; molto saggio Mauro Lusini con “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones” di Migliacci-Lusini-Pintucci e più realisti I Nomadi con “Come potete giudicar”; Nico Lomuto cantava “Signori cantanti”, anche se nessuno gli ha mai dato ascolto e per finire Sonia e le sorelle, che prevedendo la reazione del pubblico incisero il brano premonitore “Un riparo per noi”; la lista è troppo lunga, finiamola qui!.

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