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    1° Festival della canzone in CD a Mercato S. Severino.

    Dal giorno 6 agosto e fino al 31 agosto il negozio di musica Co.Ca.in di Alfonso Casale di Mercato S.Severino, per festeggiare il cambio di gestione, offrirà a tutti gli appassionati di musica CD musicali a prezzi simbolici. Ogni giorno saranno selezionati CD di vari generi musicali e pubblicati su questo blog. Dopo visionati potete prenotarli inviando una mail a: contattami@carlocasale.it. Questo un primo elenco di CD che saranno disponibili dal giorno 6 agosto 2010, fino ad esaurimento. Tutti i CD prenotati e non ritirati entro il giorno successivo alla prenotazione, saranno rimessi in esposizione.

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    Stessa spiaggia, stesso mare.

    Il 50% dei vacanzieri preferisce trascorrere le ferie sulla “Stessa spiaggia, stesso mare”, altri vanno alla scoperta di nuovi lidi e provare nuove avventure. Io da 35 anni a questa parte, famiglia permettendo, trascorro i miei pochi giorni di vacanze in quel di Acciaroli. Devo ammettere che la mitica canzone di Piero Focaccia “Stessa spiaggia, stesso mare” subisce delle varianti ogni anno. Troppa nostalgia pervade la mia mente dai numerosi ricordi in musica; ho la sensazione di riascoltare “Vamos a la playa” dei Righeira del 1983, sostituita da una vorticosa danza della spagnola Miranda nel 1999; neanche l’ombra di personaggi “Con le pinne, fucili ed occhiali” - Quando il mare è una tavola blù, sotto un cielo di mille colori ci tuffiamo con la testa all’ingiù - recitava il noto motivetto di Edoardo Vianello nel 1962. Andare al mare negli anni ‘60 non era per il solo piacere di stare freschi, ma un contorno fatto di relax sulla sdraio sotto l’ombrellone o sul canottino più piccolo del tuo corpo in mare; il piacere di leggere sul “Corriere dello sport” i falsi acquisti di Ferlaino e poi…la musica. Nico Fidenco con la sua voce vellutata ci masturbava l’anima e lo spirito con “Legata ad un granello di sabbia” nel 1961, canzone da oltre 1 milione di copie che la commissione esaminatrice (competente) bocciò al Festival di Sanremo; era così bella che la stessa Antonella Ruggiero dei Matia Bazar nel 2005, reinterpretandola non osò modificarne la melodia, inserendola nell’album “Big Band”; Nico Fidenco qualche anno dopo si adeguò ai nuovi ritmi incidendo “Con te sulla spiaggia”. Gino Paoli nel 1963 decise di farci assaporare il piacere del mare con “Sapore di sale”.


    I night di quegli anni erano il completamento della gioia di vivere le vacanze; “E la chiamano estate” ribadita da Bruno Martino con “Estate”, godibile nelle varie versioni di Mina, Mia Martini, Ornella Vanoni, Andrea Bocelli, Vinicio Capossela, tanto per citarne solo alcuni tra i più noti; Fred Bongusto offriva sogni in musica con “Una rotonda sul mare” e se per qualcuno la serata era troppo soporifera l’alternativa era Peppino Di Capri con “Let’s twist again” cover di Chubby Checker o l’italianizzata “St. Tropez twist”. Anche l’afa veniva resa sopportabile ascoltando “Cuando calienta el sol” dei Los Hermanos Rigual prima e degli italianissimi Los Marcellos Ferial, che bissarono poco dopo (1964) con “Sei diventata nera”. Anche la fine delle vacanze veniva annunciata in musica dai Righeira con “L’estate sta finendo” e rendeva meno traumatico il ritorno allo stress lavorativo. Tutto quello che ho raccontato è un luogo comune per molti della mia età, che per fortuna qualcosa da ricordare ancora hanno. Mi contraddica chi è in grado di indicarmi una sola canzone di successo degli ultimi 10 anni, che non sia ovviamente un arrangiamento di revival dell’epoca.
    Il cambio generazionale porta modernità, positiva o negativa è da verificare. Non credo che Lucio Battisti oggi avrebbe avuto l’ispirazione per comporre “Acqua azzurra acqua chiara” in riferimento al mare; probabilmente il marinaio con la pipa nel pubblicizzare il “Tonno Insuperabile” avrebbe detto “170 gr. di bontà in olio…del Golfo del Messico.

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    Fotografia artistica del 1918 Famiglia Russo

    Fotografia artistica del 17 agosto 1918 della famiglia Vincenzo Russo. In alto la Sig.ra Maria Pignataro e il marito Sig. Vincenzo Russo; sotto i 4 figli: Isaia, Enzo, Emma, Ercolino; da questa foto si evince che manca il quinto figlio, che prenderà per l’appunto il nome Quinto detto “Quintino”.

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    I miei “Proverbi”

    Le “massime” e i “proverbi” hanno sempre insegnato agli uomini esperienze di vita, ma non sempre hanno dato i risultati sperati.
    Questi sono i proverbi che con mio fratello Turuccio (buonanima) citavamo per fare quattro risate, con una piccola variante:Turuccio, era un "grande".
    1) Chi va con lo zoppo…piglia l’accompagnamento.
    2) Mazza e panella fanno ‘e figlie belle, ‘e figlie senza mazza…sò gay.
    3) Va con chi è meglio di te…e fatte pavà ‘o cafè.
    4) Il riso abbonda sulla bocca…’de cinese.
    5) Chi di spada ferisce…so diece anni ‘ca condizionale.
    6) La prima si perdona…’a seconda ‘abbusca.
    7) Non dire quattro…si nu saje cuntà.
    8/ Una mela al giorno…te puzza ‘ra fame.
    9) Can che abbaia…scassa ‘o cazz.
    10) Quando son troppi galli a cantare…sparali
    11) L’adulatore ha il miele in bocca…e ‘nu cetrulo ‘ndo cazone.
    12) Fra i due litiganti…scorre ‘o sanghe.
    13) Chi chiagne fotte a chi ride…e chi ride se ne fotte e chi chiagne.
    14) Ambasciator non porta “pene”…porta almeno ddoje fiche.
    15) ‘A lavà a capa ‘o ciuccio…è difficile.
    16) Chi la fà…tirasse ‘o scarico.
    17) Chi trova un amico…cagna via.
    18) ‘A volpe ca nun arriva ‘o ‘llardo…è corta.
    19) Nella botte piccola…c’è poco vino.
    20) ‘A chiagne ‘o muorto…t’abbagne ‘a cammisa.

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    Francesco Calabrese “…’e femmene ‘e Napule”

    …Siamo arrivati al duemila io e la mia Napoli…tra una pizza e un hamburger…con l’odore della sfogliatella calda, e l’aria condizionata dei grandi magazzini. E’ cambiato tutto, ma non cambierà mai niente…gli scugnizzi si chiamano “Muschilli” per i massmedia e i femminielli sono “Trans”. Io un pò mi siedo di fronte al mare, e un pò passeggio nei vicoli…ne ho vista di vita…spero di vederne ancora in questa benedetta, maledetta e fottuta città che mi scorre davanti agli occhi e dentro le vene. E’ il mio sangue, la mia pelle, le mie ossa…è la mia Napoli.

    Con queste riflessioni Francesco Calabrese si auspicava di non dover mai lasciare la sua città, purtroppo dopo questo ultimo lavoro discografico e a malincuore accettò di gestire con la moglie un locale in un centro sportivo presso Milano. Il CD ” ‘E femmene ‘e Napule”, raccoglie 10 canzoni, composte dallo stesso Calabrese su versi di Rino Giglio; la produzione di Gigi Bonavolta. Pubblicato dalla Sweet music International 10 anni fa è oggi un prodotto di nicchia, molto ricercato dai collezionisti e difficilmente reperibile nei pochi negozi di musica esistenti sul territorio.

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    Cattiveria “imbarazzante”

    E’ la prima volta che approvo una cattiveria fatta a un bambino da un amico. Descrivere l’accaduto è difficile perchè il tutto è affidato all’immaginazione di chi legge. Il fatto: Capita di essere invitato a trascorrere una serata a casa di amici, dove si mangia e si beve di tutto e…di più; non puoi desistere dall’assaggiare le varie specialità della “casa”: un primo di pasta ammiscata con l’aglio sfritto e fagioli “qualità scardamazzi”; per secondo “sasicce ‘e ‘vruoccule” col peperoncino calabrese di Soverato, qualche “purpetta ‘e baccalà” e vino paesano a volontà; una piccola pausa e tanto per gradire, castagne ‘nfurnate e nocillo finale, paliativo per la digestione. Arriva la notte e con essa la sofferenza del contenimento gastrico in ebollizione. Mai alba è stata salutata con tanto entusiasmo dall’amico che giustificando questo anticipato risveglio mattutino dice - bella giornata, ho proprio bisogno di fare quattro passi sul bagnasciuga e respirare questa sottile brezza marina. Rifiutando il caffè, s’incammina sulla lunga spiaggia deserta godendo spiritualmente della possibilità di liberarsi dei dolori addominali patiti durante la notte. Il silenzio, quasi tombale del mattino, era rotto dalle imprecazioni di una mamma minacciosa nei confronti del figlio disubbiente, sfuggito a una sicura punizione. Fu a quel punto che il mio amico, aguzzando la vista, nota che il ragazzino seduto nell’acqua lanciava la sabbia bagnata, motivo della ramanzina, nelle spalle dei primi avventori dello stabilimento balneare, che pur se infastiditi dal gesto non potevano far altro che giustificarlo con un - “birbantello” o con un - “Eh! eh! eh”, questo non si fa”.Bimbo "birbantello" Man mano che anch’egli si avvicinava al ragazzino, mille pensieri gli balenavano in testa, pensando a cosa fare per evitare quei fastidiosi schizzi misti di acqua fredda e sabbia; e allora? un occhio alla madre che si allontanava desolata, rinviando il castigo a più tardi, l’altro occhio al ragazzino in fase di preparazione lancio; l’impossibilità di poter trattenere ancora per molto tutta l’aerofagia incamerata da oltre 10 ore e che adesso era giunta nella fase di espulsione, quindi pensò bene che quello era il momento adatto per difendersi…attaccando; alzando di 30 cm. la gamba destra gli spara un missile terra-ARIA all’altezza della spalla destra, bloccandogli il presunto lancio del minuscolo “gavettone”; il bimbo esterrefatto rimane per diversi attimi a bocca aperta (boccheggiante), con la sabbia bagnata che gli colava tra le dita, incapace di reagire allo shock subito. A bersaglio (colpito e affondato) il mio amico, soddisfatto commenta - Quanno ‘nce vò, ce vò!!!.

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    Max Trentini

    Max Trentini nasce a Bologna nel 1957. Nipote di un tenore , padre musicista e madre cantante. Prende lezioni di musica dalla stessa maestra di Gianni Morandi e Paolo Mengoli, ma da autodidatta impara a suonare il pianoforte e sin dall’adolescenza scopre l’attitudine a comporre canzoni. Tantissime esperienze e tanta gavetta nei night bolognesi, contemporaneamente lavora nelle sale di registrazioni, dove conosce e lavora con Andrea Mingardi, Climax, Barbados, Roberto Ferri, Anna Mazzamauro, Jimmy Villotti, Anna Melato etc.


    Contatta diversi discografici per sottoporre le sue canzoni e la risposta è sempre la stessa - Le canzoni sono molto belle, ma il periodo non è adatto per questo genere musicale, sai dovresti comporre qualcosa di ritmato sul genere Rino Gaetano, per intenderci -. Max Trentini, grazie ad una piccola Casa discografica bolognese, pubblica nel 1981 un primo 45 giri “Habemus rock”, un rock in latino. Da quel momento in poi si presenta qualche occasione buona per farsi conoscere dal grosso pubblico, collaborando con Mia Martini e proponendo personali composizioni per altri gruppi. Continua la sua attività di piano-bar fino al 1987; partecipa al concorso “Premio Rino Gaetano” ottenendo un successo insperato.
    Dal 1992 Max Trentini, con l’aiuto di un amico proprietario di una sala d’incisione, continua a registrare i suoi LP autoproducendoli. Ho ascoltato e riascoltato le sue canzoni, una più bella dell’altra; sarò costretto, anche se inascoltato e snobbato, a proporle ad alcuni discografici: Mikel Barsa, Enzo De Paola etc. e sarà mio impegno farle pervenire ad amici competenti: Juan Carlos Creta (Buenos Aires), Pino Imparato, Mimmo Esposito, Mario Alfano, Alfonso Gargano etc. per un loro giudizio, inerente la melodia e la commerciabilità dei CD.

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    Giochi dimenticati.

    E’ vero! Sono un nostalgico; mi piace ricordare il passato e i giochi della mia infanzia. Esposti in un noto Residence della costa cilentana ho trovato 72 mattonelle artistiche riproducenti altrettanti passatempi giovanili che mi hanno fatto ritornare alla mente gli amici e i luoghi dove solitamente ci si andava a giocare. Giocavamo a costo zero, infatti non costava niente recuperare un cerchione usato di una bicicletta per poi sfidarci in corse di “cerchitiello”; bastava ‘na mazza ‘e scopa per giocare al “baseball napoletano”, ovvero ‘a mazza e ‘o pivezo; agilità era necessaria per “scava scavarotta”; resistenza fisica per lo schiaffo del soldato che semplicemente veniva indicato come ” ‘o schiaffo”; equilibrio per giocare alla “settimana” e così via. Qui di seguito la rappresentazione dei “Giochi dimenticati” più famosi:

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    Cartoline da collezione di Sanseverino

    Di Sanseverino Rota, Mercato S.Severino e delle rispettive frazioni esistono più di 3000 cartoline prodotte nel tempo. Dalla fine del 1800 fino al 1940 circa, le cartoline venivano prodotte dagli esercizi commerciali locali. Ricordiamo le Ediz. Bottega ‘900 di Enrico Carfora e di Cuomo Baldassarre; dal dopoguerra agli inizi degli anni ‘80 le cartoline venivano prodotte dal Sale e tabacchi Epifani Ardito, Casa dello studente di Giuseppe Fortunato, Cartoleria Trieste di Luigi Memoli, Ediz. Romano Carmina etc.. La distribuzione era affidata alla ditta Nastel - ingrosso di Atripalda. Qui di seguito le ultime ricevute.

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    I New Trolls danno i numeri.

    Prendendo spunto da una canzone del 1964 cantata da Udo Jurgens “Peccato che sia finita così”, devo malinconicamente confermare quanto sta accadendo ai leggendari New Trolls. E’ proprio di qualche giorno fa la notizia che Riki Belloni ha reagito alla ricostituzione della vecchia formazione, ritenendo di potersi avvalere anch’egli del nome New Trolls a pieno titolo, in quanto componente di tale formazione nel periodo d’oro dei maggiori successi del gruppo. Molti hanno polemizzato, dividendo i giudizi a favore degli uni o dell’altro, dichiarando - stanno dando i numeri… e allora sviluppiamoli: 27 (la lite), 43 (anni di attività del gruppo), 76 (complesso musicale); da giocare sulla ruota di Genova e tutte; € 1,50 ambo e € 0,50 terno. Per la cronaca, i numeri dati la volta scorsa hanno realizzato 2 estratti sulla ruota di Firenze.

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