Rolando Pironti “Napoli – Stoccolma” andata e ritorno.

Rolando Pironti al "Grand Hotel Excelsior"

Rolando Pironti al "Grand Hotel Excelsior"

Premetto, cosa che faccio puntualmente, che il mio blog dedica molto spazio ad artisti poco noti al grosso pubblico e che mi piace recensire per dare ai lettori l’opportunità di scoprire i “personaggi ombra”, che tante volte hanno contribuito alla notorietà di altri.
La mia attenzione si è soffermata su Rolando Pironti, una vita trascorsa tra un pentagramma e un pianoforte, sfiorando tantissime volte l’affermazione personale, non rinnegando mai il piacere della sua collaborazione artistica con i “grandi” della musica leggera italiana.
Aggiungo che i successi si costruiscono sull’esperienza e la preparazione musicale di grandi musicisti, e questo è il caso di Rolando Pironti.
Rolando Pironti è nato a Napoli 8 Dicembre 1943, la sua passione per la musica inizia da bambino, poiche’ in casa si respirava sempre aria di musica. La madre pianista, il padre (pur essendo libraio-editore) amava cantare e aveva una bellissima voce da tenore.
Il nonno materno era il primo trombone del Teatro San Carlo, per cui a casa Pironti era sempre una festa e un teatro.  Il fratello Alberico studiava tromba, in seguito orchestrale nei concerti di Patty Pravo, Fausto Leali, Ornella Vanoni ecc.; la sorella studiava canto (soprano) al Conservatorio San Pietro a Maiella, mentre il primo fratello lavorava nel campo editoriale, dedicandosi al piano da autodidatta.
Rolando alternava lo studio per diventare geometra, allo studio della musica, prendendo lezioni private dalla madre (classico) e dal fratello (Jazz). Il suo desiderio era diventare un esperto batterista, prediligendo tutti gli strumenti a percussione, ma poi il pianoforte sara’ lo strumento che diventera’ fondamentale nella sua vita.


Il suo primo complesso “The Four Boys” lo formò con amici di scuola: Enzo Gazzillo (chitarra), Salvatore Gaeta (basso), Bruno Cosimo (batteria) e Rolando (pianoforte e voce).
Il debutto a Salerno al “Night delle Piscine Internazionali”, primo contratto e cambio del nome in” I Delfini del Golfo”.
Nel 1961 parteciparono al “Festival dei Complessi” al Teatro Smeraldo di Napoli, dove vinsero il premio della “Critica e Stampa” che gli valse un contratto al LIoyd Club in via Partenope (uno dei migliori locali del tempo) come orchestra base; dopo poco si aggiunse al gruppo Paolo Tramontano (sax tenore) e il conseguente debutto discografico con l’Universal, incidendo i primi 2 dischi a 45 giri (rarissimi e introvabili).
Al LIoyd Club forgiarono le prime esperienze, suonando con Toto’ Savio, Mario Perrone, Romano Mussolini, I 4 di Lucca, Chet Baker, Peppino di Capri, Fred Bongusto e altri……..
Da li passarono al Sombrero e a Capri si esibirono al “Mulino a Vento” (di Anacapri), “Hotel Palma” a Capri e tanti altri locali e teatri di Napoli .
Nel 1963 ad Ischia all’ Hi-Fi, il primo Night-Disco; d’inverno tornavano al Lloyd Club e da li alla Lampara di Ischia.
La lunga gavetta è servita a Rolando Pironti, fino al punto da esordire nel 1964 all’inagurazione dello “Scotch Club” di Ischia con una nuova formazione: “Rolando & I Delfini”: Rolando Pironti, Luciano Maglioccola, in seguito con “The Showmen”, Giusto Franco Sagnibene (Stino, grande esperto di pick up), Franco Del Prete (futuro batterista degli Showmen) e Giuseppe Botta detto “Pepè” (in seguito anche lui chitarrista degli Showmen).
Trascorsa l’estate, proseguivano in inverno suonando nei locali di Roma “New Florida” e Messina “Granatari”
Nel 1965 furono scritturati per il film Ischia operazione amore, con Peppino De Filippo, Tony Renis, Walter Chiari .
Negli anni successivi si esibirono al “New Florida” di Roma, al “Lloyd’s Baia Hotel” di Vietri sul Mare, alla “Cambusa” e al “Castello Aragonese” di Ischia con Gino Paoli.
Rolando era carico di esperienze e pensò bene di tentare la carriera da solista all’estero; fu immediatamente scritturato da Mario & Franco, due importanti impresari-menagers delle catene di ristoranti e night di Londra (Terrazza, Trattoo, Tiberio). Questa esperienza londinese servì a Rolando per arricchire il suo bagaglio artistico con la complicità di bravissimi musicisti locali.
Allora i successi stranieri non arrivavano facilmente come avviene oggi, quindi Rolando era avvantaggiato rispetto ai complessi italiani nell’inserire nel suo repertorio canzoni di successo in anteprima.
Da qui la svolta: mentre lui era a Londra i suoi amici dell’ex gruppo formarono “The Showmen” con l’inserimento del caro amico Mario Musella e James Senese.
Nel 1967 tornato a Napoli rifece il gruppo “I Sanniti” con Vittorio Marsiglia, Nino e Mariano Perrella, il fratello Alberico e Nino Cintura; per la cronaca mi piace ricordare che  nei Sanniti aveva dato il suo contributo il Prof. Raffaele Russo (fisarmonica), titolare del negozio di dischi in via Gaetano Rummo n.8, Benevento, zio dell’amico fraterno Pompeo Mastrocinque, all’epoca commesso nel negozio.
Iniziarono alla Lampara per poi fare la grande apertura estiva allo Scotch con un nuovo repertorio di stile inglese, portando una musica nuova e uno stile diverso anche nel modo di vestire..
Uno dei pezzi che cantava (There’s a kind of hush) piacque tanto che gli fu offerto un contratto con la Carisch record (etichetta Odeon) di Milano; gli fece da produttore Gabriele Varano (dei Rockers di Peppino Di Capri), un altro pezzo che scelsero” You can’t tie me down”, Gianni Sanjust ne fece la versione in italiano e nelle 2 registrazioni fu diretto dall’orchestra del M.o Cipriani.
Alla fine degli anni ’60 in Italia la Hit parade era occupata da successi stranieri e da canzoni “cover” degli stessi. Rolando non trovò discografici disposti a registrare canzoni in inglese, da lui interpretate in modo splendido, tanto è vero che nemmeno un suo cavallo di battaglia “Ne me quitte pas” di Jacques Brel incontrò la favorevole opportunità di inciderla.
La sua carriera di pianista proseguì con Wess allo Scotch Club, partecipazioni con I Pooh e gli Snobs.
Dopo incominciò a girare da solo: Roma, Firenze, Milano etc.
Si esibisce nei locali più in, come il Bunny club, Madison-club, White Elephant, Club 27, a Firenze l’apertura del piano-bar Gala’s (il locale noto per la particolarità di apparire tutto bianco, compreso il piano a coda).
Nel 1969 riformò  I 7 Sanniti: Rolando, Mariano e Nino Perrella, Lucio Falco, Adriano..A,  Alberico Pironti, e sax tenore (?) , partendo da Napoli con  spostamenti  in tutta Italia.
Il 1970 segna l’arrivo di nuove mode, in particolare la “Discomusic”, che determina la fine dei complessi e l’inizio di musica in discoteca, col solo apporto di una console e un bravo D.J.
Per Rolando e gli Snobs il fenomeno discoteca li sfiora in parte, continuando ad allietare con la sua musica i locali come: Il gambero, La Lampara e Scotch.
Mel 1970 si trasferì nella Capitale, scritturato dal marchese Gerini, famoso impresario romano. Ritornò a Napoli al “Nuovo Sombrero”  con l’amico Mario Perrone, grande personaggio e grande artista.
Nel 1973 si trasferì a Stoccolma dove suonava al piano bar Tahonga dell’ Hotel Continental, poi Hotel Carlton, Strand Hotel e così via.
Ritornò a Napoli nel 1976 in occasione dell’ apertura del piano bar LuigiXIV con Vittorio Marsiglia; poi al Pignatiello di Ischia, Hotel S. Montano a Lacco Ameno.
Nel 1978 scritturato per Hotel Punta Molino vi  rimase fino al 1984, alternando gli inverni a Napoli al “Solito Posto” e “Old Wien”, e a Roma all’ Aldrovandi Palace Hotel (dello stesso propietario del Punta Molino).
Nel 1984 passò allo Sheraton Hotel dove ci rimase tre anni.
Nel 1987 con la Cabals Hotel che gestiva Hotel Reginella, Regina Isabella, Augusto Hotel, Hotel Manzi, San. Montano e Excelsior Hotel, tornando anche in Svezia nell’inverno.
Nel 1998 ritornò al Grand Hotel Excelsior (nuova societa’” Leonessa”) dove rimase fino al 2005.
Gli inverni li passava a Stoccolma, dove attualmente è rimasto.
Ritorna ad Ischia per le vacanze estive e per incontrare la famiglia.
La vita di Rolando Pironti è ricca di aneddoti, che non basterebbero intere giornate per raccontarle, come la serata vissuta come ospite d’onore al Circo Orfei con Peppino Di Capri.
Ischia, Napoli e Stoccolma fanno parte della sua vita e questo ha destato in me una grande curiosità, al punto di porgli questa domanda:
Scusa Rolando, come fa un artista napoletano a restare lontano dalla Città più bella e musicale del mondo?
– Ischia fa parte della mia vita; come Napoli e Stoccolma, ho sempre amato spostarmi e fare esperienze diverse sia in musica che nella vita conoscendo nuove persone usanze e modi di vivere e ne sono soddisfatto.!!!!
Grazie Rolando!!!

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3 thoughts on “Rolando Pironti “Napoli – Stoccolma” andata e ritorno.

  1. ho un 45 giri dei i delfini del golfo let’s twist again e lato b come nasce un amore quanto puo valere ciao

  2. Bello e completo l’articolo! Ma… l’amico Valerio lo vuole vendere questo disco ? Mi interessa : Mi puo’ contattare sulla mia mail. Grazie. Pino

  3. un 45 giri dei i delfini del golfo
    nata per me e . canta rolando
    bambina bambina. canta sasa

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