S.O.S. Coronavirus.

pizza1S.O.S. Coronavirus ha condizionato tante zone d’Italia all’approvvigionamento di beni di prima necessità per fronteggiare questo “reale” pericolo della salute, dando l’assalto ai reparti alimentari dei supermercati, manco ci fosse una dichiarazione di guerra.
In Campania, a differenza di altri periodi critici (terremoto del 23 novembre del 1980), pericoli imminenti, per fortuna, non ci hanno riguardato da vicino.
Aggiungo che, non c’è stata carenza di prodotti alimentari, anche se in alcuni casi si è verificato una lievitazione dei prezzi al consumo … ingiustificato.
Il problema dei prossimi giorni, finita la crisi epidemica in atto, sarà quello di consumare l’acquistato in quantità esagerata.

A tavola i piatti del giorno saranno quasi sempre gli stessi, invitati a consumarli con minacce verbali: – “e si, va bbuò mangiataville, c’aggia fa, aggia ittà ‘nda munnezza, … è peccato, ià, nun è pena ‘e morte”.
I più fortunati saranno quelli che, in elasticità mentale, ricorreranno alle pizze da asporto, che per praticità, qualità e convenienza, andranno a colmare questo momento “passeggero”… si spera.
Ancora qualche settimana di pazienza, e la prossima festività pasquale cancellerà questo timore “psicologico” di salute.
Il tutto sarà garantito dal caldo dell’estate, che in molti sperano e sostengono una “medicina” valida per distruggere questa epidemia, catalogata come “mostro batterico”.

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