Salsicce di criceto e beate salsicce .

“Che schifo”!!! La prima esclamazione di chi sente parlare di questa specialità(?) gastronomica. In effetti trattasi di salsicce inesistenti, ma confezionate “virtualmente” con il preciso intento di eludere da inviti a pranzo parenti indesiderati. Come contorno “porcini malefici”, ovvero Boletus Satanas, volgarmente chiamati “ferruogni”, facendo notare che anche se ritenuti velenosi, sottoponendoli a bollittura, possono diventare commestibili, in modo tale da eliminare sostanze velenose nocive, il tutto su indicazione di un esperto micologo. Tutto questo accrescerà certamente perplessità nell’accettare l’invito, facendoli propendere per un giustificato diniego. Per quanto riguarda le “salsicce beate”, vi racconto un fatto realmente accaduto.

Ricordo che diversi anni fa accompagnavo un famoso cantante, che puntualmente a fine serata passava a far visita, come gratitudine (diceva lui), a tutti i suoi accaniti sostenitori, i quali lo omaggiavano con un pensierino (diceva lui). Prima che io gli rivolgessi la domanda – ma cosa c’è in questi “fagottini?” lui mi anticipava dicendo – sono statuine di Santi locali, che donano a mia madre “devotissima”. Conoscendo il soggetto, non mi convinse la spiegazione, d’altronde le statuette ricevute erano troppe, e pensai tra me e me – anche per fare un presepe erano molte. Appena fummo in prossimità di una stazione di servizio, gli chiesi di fare una sosta per cambiare l’acqua al “radiatore” personale; non sospettando di niente acconsentì, stimolato anch’egli dai miei stessi bisogni, mi invitò ad alternarci per vigilare il “prezioso e miracoloso” carico. Appena si allontanò, aprii il cofano, scartai una di quelle reliquie e con grande meraviglia scoprii nuovi Santi e Madonne: San Soppressata, San Daniele (prosciutto), San Salame, San Caciotta da Nuoro etc.. In men che non si dica alleggerii il carico di una parte di tutto questo ben di DIO, trasferendone una ragionevole quantità nelle tasche interne della mia giacca. A distanza di qualche giorno, il Grande artista mi telefonò, riferendomi dell’ammanco di alcune statuine, delle quali ricordava perfettamente: immagine, peso e misura; pronta fu la mia risposta – “Miracolo, miracolo”, saranno volate in cielo, ritornate alla Casa del Padre.

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