Salvatore Solinas “cantante per passione”

Salvatore Solinas "cantante per passione"

Salvatore Solinas “cantante per passione”

Descrivere la biografia dei “soliti noti” è buono e giusto, ma è altrettanto buono e giusto far conoscere personaggi meno noti, ma non meno bravi di molti “soliti noti”. Salvatore Solinas è uno di questi, e spero nel mio piccolo, di contribuire a rendergli tutto quello che la vita (musicale) non gli ha riconosciuto.
Salvatore Solinas nasce a Quartu S. Elena (CA) l’ 1 febbraio 1942, terzo di 7 figli. La passione per il canto arriva nel 1946, quando il papà Francesco e la madre Rafaela Mirigliani acquistano il primo-mastodontico apparecchio radio (Geloso). Salvatore impara molte canzoni trasmesse dalla radio e prova ad eseguirle tramite un imbuto che funge da microfono, alla votAntonio votAntonio, che Totò (Antonio La Trippa) mise in risalto nel film “Gli onorevoli”, arrampicandosi su una sedia, fino a raggiungere il davanzale. I compaesani apprezzavano molto le esibizioni del piccolo Salvatore, esortandolo a ripetersi con nuove canzoni. All’età di 7/8 anni veniva invitato in tutte le feste e cerimonie, acclamato dagli invitati ad ogni esecuzione, cosa che non avvenne mai (purtroppo), in manifestazioni canore con giurie formate per l’occasione, col solo intento di votare “i raccomandati”. A 13 anni trova il primo lavoro come commesso in un negozio di elettrodomestici, con abbinato un piccolo reparto adibito a vendita di dischi; pane per i miei denti, meditò Salvatore.


Allora i dischi più venduti erano quelli di Giacomo Rondinella, Luciano Tajoli, Giorgio Consolini, Rino Salviati, Claudio Terni e Claudio Villa. Quest’ultimo ipnotizzò Salvatore Solinas per quella voce limpida, melodiosa, emozionante, al punto tale da eleggerlo suo “idolo” a vita. Le sue prime esibizioni alla “Villa” avvennero per puro caso in un negozio di articoli da regalo di Quartu S. Elena, dove all’esterno era posizionato un altoparlante Geloso, la mitica “tromba” e all’interno un microfono collegato ad un amplificatore, il tutto per reclamizzare i prodotti in vendita nel negozio, ed è da questo momento che Solinas alterna gli spot commerciali del negozio al bel canto da lui diffuso ad un pubblico occasionale, che soffermandosi ad ascoltare incuriosito, apprezzava le eccezionali qualità canore di questo sconosciuto, scambiato da molti per il “reuccio” nazionale.
Il tempo passava e Solinas affinava sempre di più la sua voce, che di notte echeggiava nelle deserte viuzze di Quartu S. Elena, indirizzando, su richieste di amici, dediche a fanciulle del luogo. Nel 1958 fece la sua prima vera esibizione in pubblico, nel teatrino parrocchiale, tra gli intervalli delle commedie; da solo interpretava brani come: Vurria, Lusingame, Ondamarina, Rocce rosse etc. ed in coppia con l’amico Gabriele cantava: Il pericolo N.1, Non lusingarmi, La vita è bella etc.. Gli anni ’60 bloccarono le velleità canore di Salvatore, con l’arrivo degli “urlatori”; un attimo di riflessione e meditò di concludere la sua lunga storia d’amore con Maria, che puntualmente condusse all’altare nel 1964. Da quell’unione iniziata nel 1964 formarono un bel nucleo familiare con: Sabrina, Daniela, Cinzia e Luca (1975). A metà degli anni ’70 nacquero le cosiddette “radio e televisioni  private”, un ottimo trampolino di lancio per Salvatore Solinas, molto spesso invitato a cantare dal vivo. Radio otto di Quartu e Canale 22 gli concessero una trasmissione, tramite la quale tutti i radioascoltatori potevano effettuare richieste di canzoni e dediche. Nel 1982 avvenne la svolta, quando Salvatore si unì al gruppo “I Cepolani”, con i quali si esibiva nelle feste patronali e manifestazioni canore. Da “Onda radio” diffondeva tutti i successi di Claudio Villa, trasmettendo l’intera discografia del “reuccio”, ospitando e intervistando molti nomi importanti del panorama nazionale della musica leggera all’italiana. Nel 1988 conobbe Ettore Geri, il tesoriere collezionista di Claudio Villa, che gli procurò testi e spartiti, facilitandogli  la possibilità di registrare la sua voce su basi originali. Invitato al Claudio Villa day di Ariccia, organizzato da Teddy Reno, Solinas interpretò due canzoni di successo: Chitarra vagabonda e La vita è bella, lasciando tutti esterrefatti per l’accostamento vocale, quasi perfetto, al grande Claudio. Indelebile resta nella sua mente il ricordo di aver conosciuto in quell’occasione Luciano Tajoli, e più tardi Claudio Villa in Sardegna. Alla fine del 1999 gli venne a mancare la moglie Maria, in seguito ad un’emorragia bloccata solo in parte, e per Salvatore iniziò un lungo calvario, rasente una forte crisi depressiva,  che lo costrinse ad accantonare per sempre la sua grande passione per il canto. Napoli e le sue canzoni classiche salvarono Solinas, che invitato da alcuni amici nella città più bella del mondo, lo esortarono ad esibirsi in un noto locale di Mergellina; Salvatore un pò a malincuore ed emozionato accettò, interpretando “Na sera ‘e maggio” con una dizione molto partenopea. Terminata l’esecuzione, venne omaggiato dal caloroso pubblico presente con fragorosi applausi, accompagnati da complimenti sinceri, incuriositi peraltro da questo bravissimo e sconosciuto artista. Il maestro che lo aveva accompagnato al piano espresse in modo molto gratificante encomi per la sua splendida voce. Ora, era completamente rinato e convinto che il canto lo avrebbe aiutato molto a rivivere; riprese le registrazioni che attualmente tutti possono apprezzare su you tube.
Salvatore Solinas, dal sottoscritto, portavoce di tutti gli amici amanti della bella musica, un GRAZIE dal profondo del cuore.

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