Saturazione di musica

Il mondo musicale è saturo, non c’è più niente di nuovo da inventare, e la gente è disinteressata all’ascolto di musica. Mangereste dolci tutti i giorni se questi vi venissero offerti gratis? Penso che neanche i più golosi resisterebbero a questa attrazione per più di una settimana; ebbene, questo è quello che oggi avviene in campo musicale. Tutti hanno scaricato di tutto su CD, DVD, PEN DRIVE etc., ma senza MAI poter ascoltare il loro contenuto. Questo avviene per gli stessi collezionisti di vinili, che godono nel possedere un disco da collezione, pagato anche a caro prezzo, ma che mai e poi mai oserebbero deteriorare ascoltandolo.

Contestando personalmente tutto questo mi diletto in vecchiaia ad ascoltare musica in mio possesso, per la quale non avevo mai prestato interesse…e ho scoperto che: La Mea Sud di Enrico Sorrentino di Napoli nel 1996 aveva pubblicato un CD solo musica dal titolo “Napoli…per chi si ama”. Davvero una gradevole sorpresa, 13 brani classici napoletani più 5 inediti (inseriti per favorire amici parolieri e musicisti). Gli arrangiamenti curati dal M° Enrico Iglio ed eseguiti da: Tony Iglio (Sax tenore), Gianni Aterrano (Piano), Claudio Riboulet (Mandolino), Maurizio Pica (Chitarra classica), Enrico Iglio (Tastiera), Francesca e Dora Sorrento (Coro) e Alex (Voce solista); risultato finale: un capolavoro, da ascoltare in poltrona. Continuando nell’ascolto di canzoni, son rimasto attratto da una canzone di Francesco Calabrese “‘E femmene ‘e Napule”, un pezzo molto bello, che come tante altre canzoni è passata inascoltata e finita nel dimenticatoio. Riflettevo sulla possibilità di farla incidere ad artisti affermati come Pino Daniele, che per prestigio personale non oserebbe mai prendere in considerazione una simile proposta. Personalmente invitai Renzo Arbore ad ascoltare la canzone napoletana “A chi vulite bene?”, incisa da Sergio Bruni e di riproporla con arrangiamenti moderni; per la verità prese in considerazione la cosa, quando notò che gli autori erano Pisano e Cioffi. Il brano si presta bene anche per il M° Bruno Venturini, che per sua (convinta) scelta personale si dedica all’interpretazione di soli classici napoletani già noti. Poco tempo fa sottoposi all’attenzione di Gino Santercole e Riz Samaritano il brano, poco noto, di Ray Charles 3/4 time (tempo 3 quarti), una bellissima ballata country blues, mai incisa in italiano…ma niente da fare. La mia è una presuntuosa follia, che per la verità in passato ha ottenuto concreti risultati insperati. Chissà che un giorno “stu fess”…

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