Stessa spiaggia, stesso mare.

Il 50% dei vacanzieri preferisce trascorrere le ferie sulla “Stessa spiaggia, stesso mare”, altri vanno alla scoperta di nuovi lidi e provare nuove avventure. Io da 35 anni a questa parte, famiglia permettendo, trascorro i miei pochi giorni di vacanze in quel di Acciaroli. Devo ammettere che la mitica canzone di Piero Focaccia “Stessa spiaggia, stesso mare” subisce delle varianti ogni anno. Troppa nostalgia pervade la mia mente dai numerosi ricordi in musica; ho la sensazione di riascoltare “Vamos a la playa” dei Righeira del 1983, sostituita da una vorticosa danza della spagnola Miranda nel 1999; neanche l’ombra di personaggi “Con le pinne, fucili ed occhiali” – Quando il mare è una tavola blù, sotto un cielo di mille colori ci tuffiamo con la testa all’ingiù – recitava il noto motivetto di Edoardo Vianello nel 1962. Andare al mare negli anni ’60 non era per il solo piacere di stare freschi, ma un contorno fatto di relax sulla sdraio sotto l’ombrellone o sul canottino più piccolo del tuo corpo in mare; il piacere di leggere sul “Corriere dello sport” i falsi acquisti di Ferlaino e poi…la musica. Nico Fidenco con la sua voce vellutata ci masturbava l’anima e lo spirito con “Legata ad un granello di sabbia” nel 1961, canzone da oltre 1 milione di copie che la commissione esaminatrice (competente) bocciò al Festival di Sanremo; era così bella che la stessa Antonella Ruggiero dei Matia Bazar nel 2005, reinterpretandola non osò modificarne la melodia, inserendola nell’album “Big Band”; Nico Fidenco qualche anno dopo si adeguò ai nuovi ritmi incidendo “Con te sulla spiaggia”. Gino Paoli nel 1963 decise di farci assaporare il piacere del mare con “Sapore di sale”.


I night di quegli anni erano il completamento della gioia di vivere le vacanze; “E la chiamano estate” ribadita da Bruno Martino con “Estate”, godibile nelle varie versioni di Mina, Mia Martini, Ornella Vanoni, Andrea Bocelli, Vinicio Capossela, tanto per citarne solo alcuni tra i più noti; Fred Bongusto offriva sogni in musica con “Una rotonda sul mare” e se per qualcuno la serata era troppo soporifera l’alternativa era Peppino Di Capri con “Let’s twist again” cover di Chubby Checker o l’italianizzata “St. Tropez twist”. Anche l’afa veniva resa sopportabile ascoltando “Cuando calienta el sol” dei Los Hermanos Rigual prima e degli italianissimi Los Marcellos Ferial, che bissarono poco dopo (1964) con “Sei diventata nera”. Anche la fine delle vacanze veniva annunciata in musica dai Righeira con “L’estate sta finendo” e rendeva meno traumatico il ritorno allo stress lavorativo. Tutto quello che ho raccontato è un luogo comune per molti della mia età, che per fortuna qualcosa da ricordare ancora hanno. Mi contraddica chi è in grado di indicarmi una sola canzone di successo degli ultimi 10 anni, che non sia ovviamente un arrangiamento di revival dell’epoca.
Il cambio generazionale porta modernità, positiva o negativa è da verificare. Non credo che Lucio Battisti oggi avrebbe avuto l’ispirazione per comporre “Acqua azzurra acqua chiara” in riferimento al mare; probabilmente il marinaio con la pipa nel pubblicizzare il “Tonno Insuperabile” avrebbe detto “170 gr. di bontà in olio…del Golfo del Messico.

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