This is my friend “Lucy Big Babool”

Carlo e l'amico Lucio Santoro

Carlo e l’amico Lucio Santoro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lucio, sulle orme del papà, Vincenzo “il distratto”, iniziò la carriera di elettricista, eseguendo il suo primo lavoro, presso il salone di barbiere dell’amico Tonino, che allo scoppio di tutte le lampade collegate da Lucio, meravigliato e deluso esclamò: “E ora cosa facciamo?”, pronta fu la risposta di Lucio: “Chiamiamo un elettricista!”. In più di un occasione ha tentato, a Cinecittà, la strada del cinema come comparsa, ma tutte le volte non ha avuto la fortuna dalla sua parte; infatti, mi raccontava che una volta, scritturato per una parte di generico in un film ambientato nell’epoca romana, dopo aver indossato i vestiti di scena, distrattamente dimenticò di togliere l’orologio, mandando su tutte le furie gli operatori, che si accorsero poco dopo dell’incredidile leggerezza; In un’altra comparsata di un film western, il regista mise Lucio a guardia di Fort Alamo, ma la sfortuna di ricevere una telefonata, proprio durante il “ciak” e Lucio senza scomporsi pregò l’amico che l’aveva contattato di richiamarlo più tardi; cameriere in un film giallo, avendo assistito alle prove della scena dell’omicidio, ritenne opportuno informare l’attrice protagonista, che da lì a breve qualche malintenzionato l’avrebbe uccisa…una frana.

Lucio va matto per le bistecche, che divora con insaziabile gusto; tutti gli vogliono bene, ma l’amico fraterno a lui più caro è Mario Cirillo, che non ne disdegna mai la piacevole compagnia.

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