ZAFRA “la colomba e il colonnello”

LP degli Zafra "La colomba e il colonnello"LP pubblicato alla fine del 1977 dall’etichetta “I dischi dell’Ippopotamo”, casa discografica dedita alle produzioni fuori dai canoni tradizionali. Questo disco contiene un interessante repertorio di folk internazionale, eseguito da questo gruppo Zafra (raccolto), ritenuto il miglior complesso italiano nell’interpretazione di canti cileni, brasiliani, panamensi e peruviani. Traduzioni di composizioni dei vari Chico Buarque, Violeta Parra, Victor Jara e Santa Cruz.

La colomba, animale timido e tenace, di ritorno da altri cieli trovò il Sud, trasformato in campo d’aviazione.

Con buon rispetto, ciò le diede il mal di stomaco, così in fretta e furia si posò al suolo. Venne il colonnello e disse: “No, qui non puoi. Devono atterrare gli aerei e c’è il segreto militare”. Allora la colomba volò via. Vide la piantagione e vide gli schiavi negri. Vide una frusta e vide il negro Manuel Antonio, nel suo vestito nuovo che la impugnava. Si posò. Venne il colonnello e disse: “No, qui non puoi. Sarebbe disdicevole al rango dei nuovi padroni”. Allora la colomba volò via e andò a spiare le persiane chiuse della casa di Maria. Venne il colonnello e disse: “No, qui non puoi. A Maria potrebbe venir voglia di aprirle. E’ meglio se vai via”. Allora la colomba andò a posarsi tra le villette sulla collina. Venne il colonnello e disse: “No, qui non puoi. Potresti rovinare la vernice alla macchina di qualcuno”. Allora la colomba volò via e si posò sul cantiere in costruzione. Venne il colonnello e disse: “No, qui non puoi. Mi distrai gli operai, magari qualcuno cade e così arrivano anche qui, sindacati commissioni operaie e cose del genere”. Allora la colomba andò a posarsi sulla testa del poeta. Venne il colonnello e disse qualcosa. E il poeta cadde in disgrazia. Allora la colomba volò via e andò a posarsi su un caimano che era in agguato nel fiume, il più grosso caimano dei dintorni. Venne di corsa il colonnello e disse: “No, qui non puoi. Qualcuno potrebbe interpretarlo come gesto di irriverenza”. Allora di notte senza dir niente a nessuno la colomba andò a posarsi sulla testa del colonnello e lì la fece. E cantò a squarciagola.

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