45 giri flexi ( Flessibili )

Alla fine degli anni ’50 ed inizio anni ’60 furono pubblicati moltissimi dischi flexi, cioè flessibili, di scarsa qualità e consistenza, ma ricchi dal punto di vista collezionistico; centinaia di titoli furono pubblicati come allegati alla rivista “Il Musichiere”, famosa trasmissione televisiva di quegli anni, condotta magistralmente dall’attore comico Mario Riva, che per questa occasione diventò presentatore insuperabile, nonchè grande showmen.
Questi dischi, rappresentano dei veri e propri cimeli per i collezionisti, anche se di scarso valore commerciale, in quanto facilmente reperibili alle varie mostre del vinile da collezione; quindi non li definirei rarità discografiche ma bensì “dischi da collezione”. Molte case discografiche aderirono con i propri artisti a rendere interessante questi prodotti, vedi Ricordi, RiFi record, Vedette etc.. Quello che più attira ed incuriosisce di questi flexi è l’interpretazione di grandi artisti, ma figuranti con nomi inventati; infatti “I due corsari” che interpretavano
Comme facette mammeta rock, altri non erano che Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci. In alto potete notare dall’elenco dei titoli, che si potevano richiedere come arretrati con cento lire (anche in francobolli) e l’interpretazione era affidata a grandi artisti come: Luciano Tajoli, Mina, Vittorio De Sica, Sofia Loren, Ella Fitzgerald, Tony Dallara, I Campioni (gruppo di Tony Dallara, nel quale militò per un breve periodo Lucio Battisti), Quartetto Cetra, Arturo Testa, Corrado Lojacono, Joe Sentieri, Franco Franchi ( già presente nei dischi flexi Moviton e N.E.T.),
Giorgio Gaber, lo stesso Mario Riva, l’Orchestra del Musichiere Mario Riva (fondatore insieme a Mario Trevisan della Combo di Milano), Jimmy Fontana, Paolo Bacilieri e Nuccia Bongiovanni entrambi cantanti ufficiali della trasmissione, Nicola Arigliano, Ugo Calise, Chigo, etc. Da notare che in quel periodo anche i Magazzini Standa pubblicavano dei dischi promozionali, chiamati Red per la copertina bucata rossa. Infine mi corre l’obbligo di ricordare la straordinaria partecipazione (vincente) del mio più caro amico, nel settore discografico, Luciano Maysse.
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