MUSICA PROIBITA

Nella goccia entra il mare di Giuseppe Cionfoli.Musica proibita è il titolo di una famosa romanza composta dal torinese Stanislao Gastaldon, interpretata dai più grandi tenori di tutto il mondo: Tito Gobbi, Giuseppe Di Stefano, Luciano Pavarotti, Beniamino Gigli, Josè Carreras, Andrea Bocelli etc., ma la mia intenzione non è quella di parlare di Musica operistica, bensì di musica proibita da acquisire. Oggi le uniche richieste di musica che ricevo al negozio sono limitate alle compilations “Io canto”, riferito allo show di Canale 5 presentato da Gerry Scotti e “I migliori anni”, la trasmissione televisiva condotta da Carlo Conti su Raiuno, entrambe pubblicizzate da uno spot: “in vendita nelle edicole”. Ritornando al discorso iniziato sulla “musica proibita”, riferito più precisamente a tutti quei dischi in vinile che le Case discografiche non hanno interesse a pubblicare in CD, c’è da analizzare alcuni aspetti:1) Questi prodotti sono ritenuti controproducenti economicamente parlando, per mancanza di domanda, e produrli non sarebbe conveniente in quanto dalla vendita non si riuscirebbe a coprire le spese di realizzazione; 2) le matrici originali sono di proprietà di piccole etichette discografiche, ora inesistenti sul mercato e difficilmente reperibili. Per la verità qualche casa discografica (RCA-BMG) ha ristampato versioni originali di canzoni e cantanti del periodo 1950/60/70, la famosa Linea 3; altre etichette (DV More e Duck Record) si sono limitate a produrre incisioni d’epoca “nuove versioni rifatte”, non accettate favorevolmente dal pubblico di appassionati e collezionisti, destinate al pubblico di “chi si contenta gode”.

Io stesso, pur avendo un negozio di musica, trovo difficoltoso l’approvvigionamento di materiale originale di moltissimi artisti, trascurati per i motivi dianzi citati. Fortunatamente riesco a trasformare i miei vecchi vinili in CD, per uso strettamente personale, e poter godere l’ascolto delle musiche preferite ormai introvabili. Se la musica è “tempo libero e cultura”, come mai nessuno interviene investendo in questo settore mandato allo sfascio da incompetenti, incapaci di distinguere un fenomeno culturale di importanza mondiale, da manifestazioni di feste folkloristiche e patronali? Oggi, infatti, si preferisce contribuire più ad organizzare manifestazioni commerciali culinarie, dando spazio a stands di venditori ” ‘e castagne ‘nfurnate” e “nucelle americane” che a manifestazioni musicali serie. Il discorso è molto lungo e preferisco troncarlo qui, nella speranza che qualcuno si renda conto dell’importanza della musica, considerandola seriamente come fenomeno culturale di massa. I miei ultimi CD li ho ricavati da LP ricercatissimi e trattasi di incisioni di Frate Cionfoli, in seguito solo Giuseppe Cionfoli. Il primo LP si intitola “Solo grazie”, titolo col quale partecipò al Festival di Sanremo del 1982, risultando il vincitore morale per la strabiliante vendita di oltre mezzo milione di copie di questo disco, che in men che non si dica raggiunse i vertici delle vendite dei dischi più venduti. L’anno dopo (1983) bissò il successo, sempre al Festival di Sanremo col brano “Shalom”. Oggi Giuseppe Cionfoli, marito esemplare e padre di 3 figli, continua la sua missione spirituale realizzando sculture e pitture dedicate al Santo di Pietrelcina: Padre Pio.