Italia povera o povera Italia.

Tutto questo faceva parte di un’Italia, definita povera. Oggi i bisogni (non fabbisogni) sono tanti e l’insoddisfazione generale viene esercitata con un continuo, ingiustificato “lamento”. Troppe tasse – dichiarano alcuni, di questo passo ci ritroveremo tutti con una mano avanti e una dietro; tutto aumenta e tirare avanti è diventato molto difficile. In parte è vero, ma quello che manca è un esame di coscienza approfondito, che ben meditato potrebbe portare a risolvere tantissimi problemi. Ho notato che in televisione, per fare audience, si è “costretti” a parlare di Berlusconi, delle sue “presunte” performance di amatore e del “bunga bunga” (termine coniato per l’occasione); ricordo che Raffaella Carrà lanciò il “Tuca tuca”, che pressappoco indicava la stessa cosa o quasi. Quando non si parla del Presidente, gli unici argomenti alternativi sono: omicidi irrisolvibili, terremoti e disgrazie in genere. Si parlasse mai del “gratta e vinci”, del “calcioscommesse”, di tutto quello insomma, che impoverisce questa nazione. Desidero raccontarvi un paradosso, del quale sono stato testimone. Una signora, uscita da una ricevitoria locale, imprecava per una mancata vincita, dopo aver speso diverse decine di euro; l’ho rincontrata dopo poco in un negozio di alimentari, e gridava minacciando il gestore perchè le aveva addebitato 5 cent. sullo scontrino, per l’utilizzo di una busta di plastica riciclabile. Oggi nessuno è disposto a rinunciare alle vacanze estive, al ristorante, al gioco, ‘o sfizio in generale e quando questo non è possibile ” ‘a colpa è…e Berluscon”……..povera Italia.
- Scrittore e Blogger
