Colletto alzato…alla “Cantona”
Quest’anno il “tormentone-musicale” dell’estate è mancato, in compenso abbiamo goduto su tutti i lidi balneari di un revival degli anni ’60/’70/’80. Soddisfazione per intere generazioni che hanno accolto benevolmente questo ritorno musicale a tempo di Twist, Cha cha cha, Hully gully, Macarena etc.. Il passatempo più gradito è stato offerto dallo “struscio” serale della variegata ed inelencabile quantità di: bifolchi, burini, coatti, cafoni, cabinotti, gagà, buzzurri, tamarri, zoticoni etc. che sfilavano per le vie cittadine delle località turistiche, “pavoneggiandosi” nella polo col colletto alzato…alla Cantona. Una vera e propria sfida tra “gagà” del Vomero (originali) e finti cabinotti (dalla puzza sotto il naso).

La curiosità mi ha spinto ad intervistare alcuni di questi ragazzi “per bene”, chiedendo loro le motivazioni dell’alzata del colletto alla “Fantamar”. Molti hanno dichiarato: – Lo porto così perchè mi piace – ; qualche altro giustificava questo modo di indossare la polo, come rimedio per la cervicale; altri, per adeguarsi, indossavano la polo a collo alzato per sconfiggere un manifesto complesso d’inferiorità. Questa moda del colletto alzato può considerarsi un “vezzo” che mette in risalto la disinvoltura, il portamento, la qualità e la classe di alcuni vip; mentre esalta di più la tamarraggine di chi purtroppo, inconsapevole del suo aspetto rozzo e goffo, vuole apparire a qualsiasi costo. Devo ammettere comunque che chi se ne frega degli altrui pareri, si gode la vita mettendo da parte tutte le regole del “bon ton” a favore del piacere dell’apparire.
- Scrittore e Blogger
