L’organo Hammond di Joey De Francesco
Desidero ascoltare musica bella, emozionante, piacevole, rilassante…esiste? La domanda tradotta in napoletano: Vulesse ‘a votta chiena e ‘a mugliera ‘mbriaca, ce stà? In musica qualche volta queste due cose, in contraddizione tra loro, si possono avere. Per gli amanti della musica bella, emozionante, piacevole e rilassante c’è l’organo Hammond di Joey De Francesco, statunitense del 1971, divenuto un virtuoso di questo strumento elettromeccanico, che anni prima Jimmy Smith aveva imposto ad un pubblico di appassionati Jazz, col brano “The Cat”. Con lo stesso Jimmy Smith, Joey De Francesco ha collaborato nel 1995 per la realizzazione dell’album “Legacy”. Riconosciuto da varie riviste internazionali il miglior organista del mondo nel settore “musica jazz”, non disdegna interpretare, a modo suo, brani molto noti della musica leggera; ovviamente sempre con uno stile garbato e dolce da affascinare tutti gli appassionati della buona musica. Come sempre, ho assemblato in un CD “virtuale” (non in vendita) i brani che per giudizio strettamente personale, ritengo i più accattivanti.
Il primo brano “Speak softly love” è la colonna sonora de “Il padrino”, ribattezzata da Johnny Dorelli col titolo “Parla più piano”.
Il secondo brano “Volare” ovvero “Nel blu dipinto di blu” è eseguito in modo splendido, con virtuosismi di chitarra e completato da un singolare assolo di batteria.
Il terzo brano “Fly me to the moon”, cavallo di battaglia di Frank Sinatra (The voice), è da pelle d’oca, per non parlare poi del quarto brano “All the way”, altro grande successo di Sinatra e di centinaia di grandi artisti, che ti solleva l’anima e lo spirito, svuotandoti la mente da ogni sorta di negatività.
La compilation si completa con due classici della musica napoletana: Malafemmena, con un gran risalto alla chitarra ritmica e alla batteria; e O sole mio, ribattezzato O solo mio (esecuzione da sogno). Gli altri brani: Moonlight in Vermont, I’ll remember April, Evidence, Young at heart etc., fanno di questa mia personale compilation l’assemblaggio musicale da sogno, mai realizzato negli ultimi tempi.
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