Ciro Sciallo “Un passo da ieri”

La Lucky Planets ha pubblicato un doppio CD di questo talentuoso artista partenopeo, che in precedenza aveva offerto al numeroso pubblico di cultori della musica di qualità un bellissimo CD, esattamente “Tra i vicoli dell’anima”; ora con “Un passo da ieri” Ciro Sciallo si ripropone con 34 godibilissime canzoni, interpretate con la dolcezza e la professionalità interpretativa, che appartiene solo a pochi artisti italiani, attualmente.
– Ciro come mai e soprattutto perché hai deciso di realizzare questo nuovo lavoro, in un momento particolarmente critico per il settore discografico?
-Vedi Carlo, nel tempo ci sono tracce di vita che lasciano un profondo segno nell’anima, in un mondo che dimentica facilmente le origini, mi piace riprendere dal passato tracce d’arte e rimettere in gioco senza disperderne il senso che era quello che dava voce ad un popolo che spesso non aveva altro che la forma espressiva poetica e musicale per reclamare un posto importante nel mondo.
– Ho ascoltato attentamente l’intero lavoro, sia il CD contenente brani appartenenti alla classica canzone napoletana dei grandi autori, che il CD con tuoi brani inediti, e in tutte e due noto un distacco dai soliti ritmi che caratterizzano la nostra musica, nota in tutto il mondo, con uno stile da crooner americano, molto da night…sbaglio?
– No! Hai centrato il problema, voglio riprendere il mio viaggio tra tradizione e innovazione, con un disco che risente dell’influenza della bossa nova, del jazz mediterraneo, di musicalità nordeuropee e di suoni e immagini tanto cari alla migliore espressione della cultura musicale brasiliana, argentina e nordamericana, lasciando spazio a sonorità arabeggianti e con un pizzico di vintage francese; in poche parole ho voluto portare la canzone napoletana a spasso nel mondo filtrando attraverso il mio stile; ma la cosa che mi diverte e quella di prendere pezzi storici e dargli una veste estetica totalmente diversa a cominciare dalle introduzioni, ma senza mai snaturare la vera essenza della stessa, specialmente con canzoni un po’ dimenticate, cosi al confronto con la versione originale si vede il lavoro svolto.
– E’ motivato da impatto commerciale difficile l’abbinamento di tue composizioni con altrettanti brani famosi?
– In realtà era da tempo che non pubblicavo un CD con mie canzoni, ma per nessun motivo avrei trascurato il progetto sulla musica napoletana, e perciò abbiamo deciso di pubblicare un album doppio, uno sulla musica napoletana e un altro di mie canzoni, momenti fotografici introspettivi che nella loro semplicità riescono a fissare il quotidiano di ognuno di noi.
– Puoi indicarmi gli orchestrali che ti hanno accompagnato in questa stupenda realizzazione ?
– Volentieri, e ne approfitto per ringraziarli tutti, scusandomi con qualche involontaria dimenticanza:
Salvatore Baldares (pianoforte, programmazione e organo); i chitarristi Paolo Del Vecchio, Maurizio Ponzo e Mario Flaminio; Roberto Giangrande (contrabbasso e basso acustico); Gaetano Diodato e Pippo Matino (basso elettrico); i batteristi (che si sono alternati nei vari brani) Fabio Malfi, Angelo Calabrese e Carmine Napolitano; Pino Ciccarelli (sax tenore e soprano); Emidio Ausiello e Robertino Bastos alle percussioni; Sasà Piedepalumbo (fisarmonica); Antonio Di Somma (trombone) e la vocalist Annalia Perna (voce ovviamente).
Se posso permettermi un personale apprezzamento per i motivi che più mi hanno emozionato, senza nulla togliere all’intera selezione di squisita esecuzione, elencandoli:
“Chella d’’e rrose”, “Che lle conto”, “Catarì” (omonimo di un altro pezzo famoso) nel quale ho letto un accostamento ad un altro grande: Pino Daniele; Ciro lo interpreta con una straordinaria voce vellutata, sostenuta dal controcanto femminile di Annalia Perna; la ritmata “Un Giorno Di Sole”; “Giorni difficili”, “In un attimo” è da brividi, “Diversa”, “Samba per te” un brano antidepressivo…la gioia di vivere, in “Chissà se mi pensi” la grande professionalità di Pino Ciccarelli al sax e infine l’elegante rivisitazione dei famosi classici: Desiderio ‘e sole, ‘O russo e a rossa, Sarrà chi sa e Surriente ‘de ‘nnammurate.
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