Rarità numismatica: 5 lire del 1956.

5lirePremesso che una moneta metallica viene catalogata come “rara” in base alle quantità coniate a corso legale, infatti non si considerano rare quelle monete emesse, anche in numero limitato, commemorative o riservate ai collezionisti.
La valutazione delle monete rare è determinato dallo stato di conservazione della stessa, che i collezionisti siglano con FDC (fior di conio), SPL (splendida), BB (bellissima), MB (molto bella), B (bella). Per alcune monete coniate con un fondo a specchio, la sigla è FS. Per assegnare una scala di rarità si usa la R affiancata da un che va da 1 a 5. Ovviamente R5  codifica una moneta molto rara e coniata in pochi esemplari.
Fatta questa premessa prendiamo in esame la 5 lire del 1956 (R 2), il cui valore attuale va da un minimo di € 50,00 (circolata e sciupata), ad un massimo di € 200,00 se nuova o ben conservata; aggiungo che il possessore incompetente del settore non la cederà mai, in quanto ha la convinzione che la cifra propostagli per la cessione equivale alla metà del valore reale, e pertanto la conserverà per sempre.
La 5 lire in oggetto era negli anni ’60 usata principalmente negli ascensori dei palazzi, funzionanti proprio con quel taglio di moneta spicciola, presentava al dritto un timone contornato dalla dicitura con caratteri maiuscoli “REPUBBLICA ITALIANA” e nel rovescio un delfino; la incise, come tante altre ROMAGNOLI. Ora la domanda sorge spontanea: – come mai questa moneta è ritenuta rara?
Il tutto è dovuto al numero di pezzi coniati e distribuiti, mediamente in milioni di pezzi. La prima immissione nel Paese risale al 1951 con la iperbolica cifra di 40 milioni e duecentosessantamila pezzi, il metallo nominato italma, pesava 1 grammo e aveva un diametro di 20,2 mm. .
Nel 1952 la tiratura aumentò a 57 milioni e quattrocentomila; nel 1953 circa 200.000.000 (196 milioni e duecentimila); nel 1954 ci fu il picco massimo con 436 milioni e quattrocentomila; nel 1955 inflazionato il mercato degli spiccioli ne furono coniate 159 milioni, mentre nel 1956 la Zecca ne stampò SOLO 400.000 pezzi, come dire NIENTE. Va aggiunto che l’emissione di questa moneta da 5 lire si interruppe per 10 anni, riprendendo la coniazione solo nel 1966, con 1.200.000 pezzi (sempre pochi ovviamente). Quest’ultima, data la rarità della precedente, tutti ne conservarono qualche pezzo pensando – non si sa mai. Il valore stimato,pertanto, non è mai andato oltre i 5 €.
Dare un ‘occhiatina nelle scatole di latta dove si depositavano le monete fuori corso e i bottoni di madreperla non sarebbe male…chissà.