Vecchie monete metalliche.
Quanto valgono? Come utilizzarle?
Fino alla fine degli anni ’60, collezionare monete era un hobby molto diffuso.
Si verificavano minuziosamente le date degli spiccioli, con la speranza di trovare qualche 2 lire del 1958 (quella con l’ape nel lato B); una 5 lire del 1956 (quella col delfino sotto la cifra), una 10 lire del 1965 (con l’immagine dell’aratro e nel retro 2 spighe di grano), qualche 50 lire del 1958 (dove appare Vulcano che martellava un ferro sull’incudine).
Molte di queste monete italiane elencate oggi sono diventare estremamente rare.
Le monete italiane rare possono essere molto preziose e valere molto, diversificandole per data e conservazione. Particolare importantissimo nel collezionismo numismatico.
Troppi gli incompetenti, possessori di vecchie monete, le conservano convinti di possedere chissà quale tesoro, ritenendole antiche e rare. In effetti alcune monete italiane hanno un certo pregio e valore, spesso però accade di confondere dei falsi con monete davvero rare.
Ciò succede quando non si conoscono veramente le antiche monete italiane.
Una volta per avere un parametro del valore effettivo ci si affidava a cataloghi con illustrazioni delle varie emissioni, che risolvevano il problema a quelli che non ignoravano alcune caratteristiche, come: stato di conservazione della moneta metallica posseduta, che variava nella valutazione da mille lire, se circolata e deteriorata, a centomila lire, se in perfette condizioni di conservazione e assoluto fior di conio. Al contrario, tutto questo veniva invalidato da chi non essendo a conoscenza delle varie caratteristiche, credeva che la valutazione data alle monete in suo possesso era bassa, e mai la cedeva.
Il consiglio che mi sento di dare è quello di verificarne il valore approssimativo su e-bay, e nel caso non dovesse risultare interessante, si può optare per un uso diverso dal collezionismo.
Un mio amico anni fa acquistava in blocco monete, che bagnava nell’oro per farne preziosi braccialetti, collanine etc.; altre le componeva su tela e ne tirava fuori quadretti da appendere in salotto, ricavando un buon utile. A voi la scelta.
- Scrittore e Blogger
