Le “Copielle”
Così venivano chiamate le prime partiture musicali, contenenti il testo e la parte per piano delle canzoni in voga nel periodo.
Nelle grandi città venivano offerte, per pochi soldi, dai cantanti ambulanti e dai proprietari di pianini a cilindro ai passanti. Le “Copielle” venivano stampate direttamente dalle case editrici per meglio pubblicizzare i loro successi.
Ricordo che le ultime acquistate, agli inizi degli anni ’50, costavano 100 lire, se la mente non m’inganna; tante volte arrivavano direttamente in omaggio ai complessini, con l’intento di farle eseguire e trascrivere sul borderò S.I.A.E. Tutto questo finì con l’avvento delle fotocopiatrici.
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