Salvatore D’Orta, bassista, racconta le sue prime esperienze musicali. Siamo nel lontano 1965 ed insieme ad altri tre amici: Lello Pugliese (chitarra), Salvatore D’Orta (basso), Salvatore Nevola (batteria) e Salvatore Valentino (cantante), tutti della Torretta, noto quartiere della Riviera di Chiaia a Napoli, mettono su un primo complessino, che per i tanti Salvatore prende il nome di “Lello e i Salvador”. Le prove si facevano a casa di Lello Pugliese, il più agiato del gruppo con l’approvazione dei genitori. Il repertorio per la moda del momento era per lo più “Beatlesiano”, fu così che un giornalista del quotidiano “Il Tempo” dopo averli ascoltati in una delle serate nei locali partenopei scrisse un articolo definendoli “Beatles napoletani”, da li il cambio del nome del complesso in “NB” Neapolitan Beatles. Grazie a quell’articolo con foto furono contattati e scritturati dall’Hotel Continental per un veglione di capodanno. Per presentarsi degnamente, vestiti da artisti moderni, c’era bisogno di divise adatte; questo non risultò un ostacolo per la famiglia di Lello, padre parrucchiere alla moda, pensò bene di far confezionare 4 splendide camicie di “Lamè”, alla Beatles insomma, che però suscitò una garbata confessione da parte del tassista che li accompagnava al locale: “Uagliù, senza offesa, me parite quatte ricchiune”. La serata fu testimoniata dal “Tempo” ed era il 1966. Dopo una serie di piccole esibizioni arrivò l’occasione per mettere in mostra le proprie capacità, “fummo invitati – dice Salvatore – a partecipare alla Manifestazione della Befana dell’Unità” dove erano presenti famosi personaggi del mondo dello spettacolo, come Sergio Endrigo, Nino Taranto, Dolores Palumbo e Ugo D’Alessio; presente a questa manifestazione anche “Rolando e i Delfini”, complesso nel quale militarono musicisti che in futuro sarebbero diventati personaggi noti; per la cronaca questo gruppo è tuttora in attività nelle zone d’origine (Lastra a Signa – Firenze) e per l’occasione desidero ricordare Luciano Perissi, componente del gruppo fino ai primi anni del 2000, tragicamente ed immaturamente scomparso nel 2004. Dopo questa esperienza furono chiamati dal proprietario di un locale: il Bit Club, che stava attraversando un periodo di difficoltà, a causa del proliferare di tantissimi locali, sparsi per tutta Napoli, alle seguenti condizioni: gratis inizialmente e un progressivo cachet in base all’incremento degli incassi. Dopo una piccola campagna pubblicitaria il locale raggiunse il tutto esaurito, ogni domenica era presente il giovane Gianni Rock, futuro Massimo Ranieri, col quale strinsero un rapporto amichevole. A questo punto, non dovendo eseguire più brani dei Beatles, decisero di cambiare il nome in “Beatmen”; il successo si sparse a macchia d’olio, tanto da essere chiamati per la festa di Piedigrotta, che si svolgeva nella Villa Comunale di Napoli, che gli permise di farsi conoscere anche da un pubblico non giovanile.