La bicicletta Rotense.

Bicicletta, termine preso in prestito dalla vicina Francia alla fine del 1860. In Italia era il velocipede.
Molti rivendicarono l’invenzione di questo veicolo, ma a brevettarlo fu il Barone Karl von Drais nel 1818, da li il nome Draisina.
Quindi la Draisina divenne velocipede e definitivamente consacrata bicicletta.
A Mercato S. Severino nacque durante il periodo bellico una importantissima fabbrica di biciclette “Bici Rotense di Davide Cacciatore e figlio (Enrico)”.
Qui di seguito foto d’epoca e moderne (collezione gentilmente concessa dal Sig. Raffaele Pecoraro), nelle quali si possono apprezzare: bellezza e consistenza dei materiali usati
.
L’uso costante della bicicletta ripaga in salute ed economia, per non parlare degli effetti antismog.
A questo proposito desidero citare una massima di H.G. Wells: “Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta penso che per la razza umana ci sia ancora speranza”.

Alcune curiosità : nella città di Munster, in Germania, ci sono più biciclette che abitanti. In Italia sono state vendute 25 milioni di pezzi, 440 ogni 1000 abitanti.
Ogni italiano percorre mediamente 168 Km. l’anno.
La rete ciclabile prevista nel nostro Paese è di 12000 Km.
Realizzata finora il 20%.
La pista ciclabile più lunga in Europa è quella che va da Salerno ad Agropoli.
La descrizione storica della Rotense sarà approfondita nel libro che il Prof. Massimo Del Regno pubblicherà nel prossimo anno (2008).

A completamento di ricerche minuziose effettuate sul territorio al momento mancano al prof. Del Regno testimonianze di etichettatura e confezionamento del Pastificio Portanova.
Chiunque fosse in possesso di tale materiale è pregato di mettersi in contatto con lo stesso o inviarci una mail.
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