Gemelli diversi 9.

Lucio Battisti pur avendo inciso molti suoi brani in spagnolo non è mai riuscito ad entrare nella hit parade della Spagna; Vi entrerà più tardi grazie ad una cover “De nuevo tu”, cantata da Betty Villani e presentata al Festivalbar del 1988. 
Battisti aveva pubblicato per la sua etichetta, la Numero 1, l’LP “Lucio Battisti, la batteria, il contrabasso, eccetera” nel 1976 e dal quale era stata estrapolata “Ancora tu”. L’album risultò il 33 più venduto, ma segnò da lì a qualche anno dopo il ritiro dalle scene televisive. Chi è Tony Coda? Non lo conosce nessuno, eppure ha inciso una bellissima cover del successo di Gilbert ‘O Sullivan “Alone again”.

Johnny Dorelli è il cantante italiano che più di tutti poteva interpretare successi americani, senza oltraggiarne la fantastica melodia; Il caso è confermato dalla gradita interpretazione di “Solo più che mai”, cover del mondiale “Strangers in the night” di Frank Sinatra “The Voice”. Scandalo e sequestro del disco “Je t’aime…moi non plus” cantato in coppia da J.Birkin & S. Gainsbourg, motivo valido per indurre molte case discografiche a proporlo in versioni rivedute e corrette ai propri artisti; Tra le tante cover abbiamo scelto quella di Ombretta Colli “Ti amo…io di più”, all’epoca famosa per l’interpretazione di brani popolari tipo “La mia mama”, oggi nota Senatrice di Forza Italia e Parlamentare Europea, Presidente della Provincia di Milano fino al 2006, ma per me famosa per essere la moglie del Grande ed indimenticabile Giorgio Gaber. 
Goodbye cruel world dei Pink Floyd è l’omonimo titolo di un 45 giri del 1961 cantato da James Darren, una canzoncina molto graziosa che Peppino Di Capri incide per la Carish col titolo “Addio mondo crudele”. Chi l’avrebbe mai detto che i New Trolls un giorno avrebbero inciso un pezzo di Satchmo eppure è successo. Infatti la canzone “Un mondo su misura” altro non è che “What a wonderful world”… non male, ma era meglio evitare.

I Procol Harum appena escono con un brano tutti i gruppi italiani li copiano, questa è la volta dei Beans con “Un marinaio”, versione italiana di “A salty dog”. “Modern times” è la colonna sonora di un film-commedia di Charlie Chaplin del 1936 che tante cover ha avuto negli anni, ma a riportarla in auge in Tempi Moderni sono stati questi J-Five, dopo l’incisione altrettanto bella di Gabriella Ferri ed in passato da Natalino Otto, il Re dello Swing, in italiano il brano divenne “Io cerco la Titina”.
La francese Francoise Hardy lancia in Francia “La maison ou j’ai grandi”, versione cover del Ragazzo della via Gluck di Adriano Celentano, scartata al festival di Sanremo.
E per finire “For the first time” dei Platters incisa dal fattorino della SAAR Antonio Lardera, in arte Tony Dallara che col titolo “Come prima” ne farà il simbolo delle canzoni urlate. Bruno De Filippi, chitarrista dei Campioni, sostiene che il fattorino della SAAR di Gurtler divenuto in seguito un cantante della Casa Milanese era in effetti Michele Scommegna in arte Nicola Di Bari.
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