21/12/2012 “La fine del mondo”

Il 21/12/2012 è secondo il calendario delle popolazioni delle civiltà Maya la profetica “Fine del mondo”. Fortunatamente c’è chi come Riz Samaritano ironizza in musica su questo presunto “catastrofico disastro”, ritenendolo l’evento che più di tutti interesserà le varie ipotesi di errato calcolo per questa “profezia” che creerà ingiustificato allarmismo alle popolazioni di tutto il mondo.
Riz Samaritano ha colto al volo questa “minaccia”, componendo un pezzo demenziale, interpretandolo col suo stile “hoarsely-soft” da night e che includerà nel CD di prossima pubblicazione. Questo il testo:
21/12/2012 La fine del mondo o uno spot pubblicitario
per ricordarvi che dovete morire;
la vita mia è tutta un espediente,
tirare mezzogiorno per la sera
convivere un poco da pezzente
la mia compagna è la sfiga più nera
ma adesso voglio andare all’arrembaggio,
comprarmi tutto il mondo rateando,
è meglio forse una scadenza fissa
nel giorno destinato pagherò……


Riz Samaritano, pur essendo un torinese doc, iniziò la sua carriera artistica a Milano alla fine degli anni ’50. Entrò in RAI di Corso Sempione a lavorare, non come artista, ma come generico e carrellista e fu lì che conobbe Fred Buscaglione, ispiratore della sua futura carriera artistica, diventandone suo erede naturale. Riz mi ha raccontato che quando Fred Buscaglione rimase vittima dell’incidente stradale, nel quale perse la vita nel febbraio del 1960, si recò sul luogo della disgrazia e prese dall’auto incidentata un pezzo vicino al finestrino anteriore, che con tanto amore tuttora conserva gelosamente in ricordo dell’amico. Ora era conosciuto da tutto l’ambiente di musicisti e con alcuni di loro formò il gruppo de “I 5 Marcellini”, nel quale militava Daniele Pace, futuro Squallor. A notare Riz Samaritano fu il M° Pino Piacentino, che gli fece incidere il primo 45 giri per la Combo di Mario Trevisan e Gorni Kramer; il disco recava sulla facciata A “Tango assassino” e nella facciata B “Cadavere spaziale”, quest’ultimo ripreso e riproposto in coppia con Elio e le storie tese nel 1993. Entrambi i brani scritti rispettivamente da Pino Piacentino e Ginestra, al secolo Pier Quinto Cariaggi. Riz racconta che “Cadavere spaziale” nacque da un sogno tormentato da incubi del M° Piero Trombetta, che si svegliava di soprassalto nel sonno; questo brano originariamente fu inciso da un altro gruppo senza ottenere il minimo successo. Si racconta che durante la registrazione del brano il chitarrista jazz Zuccheri, disgustato esclamò:” Nella mia vita di musicista non avevo mai ascoltato una boiata così grossa”: A volte le “boiate” ottengono consensi insperati e “Cadavere spaziale” fu l’inizio di una lunga serie di canzoni divertenti di successo incise da Riz Samaritano; desidero ricordarne alcuni titoli pubblicati all’inizio degli anni ’60: “Ai romani piaceva la biga”, “Hanno rotto il cucù della Sofia”, “Ma che calze vuoi da me”, “Bernarda del mio cuore”, “Baciami il baffo sinistro” etc.